Professione Logopedista: come cambia il lavoro in estate

Con la fine delle scuola spesso si registra un calo dell’attività, anche se devo dire che soprattutto negli ultimi anni la tendenza non è più così univoca e più che ad una vera e propria diminuzione del lavoro, si assiste ad una modificazione delle attività lavorative quotidiane.

Vi dico cosa succede a me.

cicli estivi di trattamento logopedico

Sia l’anno scorso che questo in corso, sono arrivate ed arrivano richieste da parte di famiglie che vorrebbero proprio approfittare del periodo estivo per concentrarsi sul “problema linguaggio” del proprio bambino: ci chiamano per sapere in cosa consiste una valutazione del linguaggio, se è possibile effettuare un trattamento logopedico o se chiudiamo per l’estate.

no, non chiudiamo per l’estate!!

(ci trovi QUI) Continua a leggere

Mese della Logopedia 2017: grazie a tutte le colleghe che hanno partecipato!

Anche quest’anno l’iniziativa del Mese della Logopedia è stata davvero piacevole, grazie alla partecipazione di molte colleghe, vorrei ringraziarvi una a una:

Manuela Farano – Ciuccio – biberon – dito: quando smettere?

Tiziana Balascio – Anche il mio bambino vorrebbe i biscotti al cioccolato, ma … : la disfagia pediatrica

Jenny Rio – Animali colorati, prime combinazioni e sintassi 

Centro Paroliamo – Cari mamma e papà … paroliAmo di me, di voi e del mio linguaggio

Giuseppina Maggio, Maria Paola Scuderi – Aiuta tuo figlio a “parlare” prima che sappia arlare: il Programma Baby Signs

Nunzia di Rosa – Deglutizione scorretta: Logopedia e terapia miofunzionale

Le autrici dei tre articoli più letti sono già state contattate via mail.

Grazie di tutto e al prossimo anno!

Professione Logopedista: libri utili per studiare lo sviluppo del linguaggio

Nella mia attività clinica di logopedista mi occupo prettamente di valutare e trattare bambini molto piccoli. Questa scelta non è casuale: il motore principale che mi ha portato fin qui è che credo fermamente negli interventi precoci e che prima si interviene e più abbiamo la possibilità di fare bene e presto. Precocemente si può intervenire in molti modi: Continua a leggere

Aiuta tuo figlio a “parlare” prima che sappia parlare: Il Programma Baby Signs®

di Giuseppina Maggio e Mariapaola Scuderi, Logopediste

Potenziare e arricchire la comunicazione precoce della coppia genitore-bambino nei primi due anni di vita: questo è il cuore del Programma Baby Signs®, una realtà (finalmente!) anche italiana.

“Perché il mio bimbo piange? Ha male all’orecchio? Ha ancora fame? L’acqua del bagnetto è troppo calda?”. Ogni giorno sono tantissime le domande che ogni genitore si pone, nel tentativo di interpretare i bisogni e le necessità del proprio piccolo.

Per tutte le mamme e i papà in attesa delle prime parole dei propri bambini, una preziosa opportunità per ridurre i momenti di frustrazione legati alla difficoltà nel comprendere i segnali che ogni bambino manda. E non solo!

5 risposte a 5 domande per scoprire il Programma Baby Signs®

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Animali colorati, prime combinazioni di parole e sintassi

di Jenny Rio, Logopedista

Penso che ogni logopedista, con il passare degli anni, si trovi più attratta da alcuni aspetti del proprio lavoro che da altri. Ed è così che tendiamo a specializzarci in un settore piuttosto che un altro e ad informarci, leggere e approfondire un argomento preferito.

La mia attrazione è la sintassi, termine un po’ bruttino per indicare la capacità di combinare le parole in frasi. La parola SINTASSI, che è di etimologia greca, inizia con il prefisso συν, come SIMPATIA, che vuol dire insieme: in questo caso indica la capacità di mettere insieme le parole per creare frasi corrette e complete. Continua a leggere

Counseling logopedico e bambini molto piccoli che non parlano

Mi sta succedendo una cosa un po’ particolare, che poi è quella per cui ho tanto seminato e lavorato negli ultimi anni. Tante e tante richieste di sostegno, consigli e aiuto da parte di genitori di bambini piccolissimi, diciamo tra i 10-12 mesi e i 18.

Ma cosa ci sarà tanto da preoccuparsi a quest’età?

La cosa che ho capito da quando mi sono dedicata, attraverso questo blog, alla divulgazione di informazioni sullo sviluppo linguistico dei bambini, è che la conoscenza è un’arma a doppio taglio: da un lato conoscere ci consente di verificare che tutte le cose procedono come si deve o se non lo fanno, quali strumenti utilizzare per farle andare bene. Dall’altro conoscere porta dubbi e interrogativi a volte eccessivi, ma che sorgono spontanei. Tutto ciò va di pari passo con la nostra sensibilità e col modo che abbiamo di affrontare le cose. Continua a leggere

Ciuccio-Biberon-Dito. Quando smettere?

bibe

di Manuela Farano, logopedista.

La questione “ciuccio”, “biberon”, “dito” è il pensiero di molte mamme. Ognuna di voi si chiederà quale sia il tempo giusto per eliminare queste abitudini che, protratte nel tempo, possono portare ad alterazioni nello sviluppo dell’armonia facciale del bambino.

Questo perché la lingua, esercita, con la sua spinta, una grande forza, se questa forza non viene direzionate nelle posizioni giuste, potrebbero generarsi degli squilibri. Quando il bambino ha in bocca il ciuccio, la tettarella del biberon, o il dito, la lingua assume, obbligatoriamente, una posizione scorretta, in basso, piuttosto che in alto contro lo spot palatino (la parte rugosa del palato immediatamente dietro gli incisivi superiori). Continua a leggere

Inizia il Mese della Logopedia 2017: un omaggio per tutti i colleghi logopedisti e gli studenti di logopedia

Oggi inizia sul blog Mamma Logopedista il mese interamente dedicato alla Logopedia.

Ogni anno, complice l’occasione della Giornata Europea della Logopedia, un intero mese è dedicato agli articoli di colleghi e testimonianze di famiglie e logopedisti, sul vaso campo di competenza della Logopedia. Un pretesto per far conoscere la nostra bella professione e divulgare informazioni utili e corrette. Continua a leggere

Bilinguismo ed Educazione Bilingue. Conferenza gratuita, 1 marzo a Cesano Maderno

di Claudia Adamo, Open Minds

Sono molte le famiglie che oggi si interrogano sull’opportunità, o meno, di esporre precocemente i propri figli ad una seconda lingua. Infatti, è ormai acquisito come un dato di fatto che i nostri bambini dovranno studiare e lavorare in un contesto necessariamente bilingue (talvolta plurilingue), quindi dare la possibilità di avvicinarsi in tenera età ad una o due lingue straniere è sicuramente importante.

Tuttavia, la modalità con cui operare questo avvicinamento è spesso oggetto di legittime domande.

Quale è la  modalità migliore per insegnare l’inglese ai bambini?

Le modalità più blande (il classico corso di inglese, iniziato in età scolare) sono assai lente nell’offrire progressi. E’ pur vero che la scuola si sta attrezzando, accogliendo finalmente modalità e metodologie di insegnamento più moderne e comunicative (la legge della buona scuola pone l’avanzamento linguistico ed il CLIL come primo tra gli obiettivi di miglioramento globale), tuttavia non si può fare a meno di osservare che si potrebbero ottenere risultati migliori se l’avvicinamento linguistico fosse iniziato in età prescolare e se fosse attuato non solo in ambito scolastico, ma anche e soprattutto in ambiente famigliare. Continua a leggere