Comunicare senza parole

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Questo video mi sembra spieghi molto bene come sia possibile instaurare una conversazione positiva con un bambino molto piccolo, nonostante non dica parole o ne dica poche.

La bambina, che ha circa 18 mesi, ha rotto un oggetto e, a suo modo, comunica alla mamma di avere “combinato un guaio”. Ora vi racconto tutto gli elementi che un logopedista può rilevare in un video famigliare come questo.

Il filmato dura 1 minuto e 19 secondi e in questo lasso di tempo, la bambina dice quattro parole: tutù, no, a nanna. Questo fa pensare che la bambina abbia un vocabolario piuttosto esteso per l’età, dato il breve lasso in cui le ha usate.

La parola “tutù” non ha un significato vero e proprio; forse la bambina voleva dire “rotto”, ma comunque è usata più volte e sempre nello stesso modo, perciò va considerata come una produzione volontaria.

È interessante anche notare come l’espressione del viso, l’atteggiamento corporeo e i gesti siano in sintonia con la prosodia della parola tutù. La prosodia è l’intonazione del parlato e ci fa capire se ciò che una persona dice è una domanda o una affermazione. 

L’espressione “a nanna” è piuttosto avanti per una bambina così piccola, anche se il suo utilizzo decontestualizzato (la mamma chiede: dove andiamo? Ma non è l’ora di dormire) ci fa capire come sia stata imparata così, come se fosse un’unica parola.

Altri elementi interessanti sono l’atto di indicare, la prossemica ed il contatto oculare: sono elementi fondamentali che fanno parte delle abilità comunicative. Non è straordinario come un piccolo essere umano di 18 mesi sia già così competente nel comunicare?

Il gesto di indicare (chiamato anche deissi) compare con l’inizio della comunicazione intenzionale, cioè intorno ai 10-12 mesi d’età. Inizialmente ha una funzione richiestiva, cioè lo scopo di ottenere un oggetto; poi con il maturare delle competenze e dello sviluppo, assume anche una funzione dichiarativa, cioè mostrare una cosa all’adulto per condividere l’interesse.

La prossemica regola le relazioni spaziali all’interno della conversazione; questa bambina la padroneggia perfettamente avvicinandosi ed allontanandosi dall’interlocutore e dall’oggetto su cui è condivisa l’attenzione in modo più che adeguato. Vi è mai capitato di sentirvi a disagio perché una persona mentre vi parla vi sta troppo vicino? Questo succede perché invade il vostro spazio personale ed infrange le regole della prossemica.

Il contatto oculare è un altro elemento fondamentale: la bambina sposta con perfetta armonia lo sguardo dall’oggetto alla persona (anche se qui è un po’ alterato dalla presenza di una video camera) ed è di buona qualità e durata.

Dal filmato emerge anche la buona comprensione del linguaggio da parte della bambina, infatti quando la mamma le chiede “dov’è la scopa rotta?” lei va subito sul luogo del misfatto. Inoltre risponde al suo nome voltandosi, risponde alle domande sia con l’uso di gesti, sia con le parole.

Ci aggiungiamo anche che è troppo buffa e carina?

Vorrei anche esprimere alcune considerazioni sull’interlocutore adulto il quale si assume il ruolo di parlante, verbalizzando tutto ciò che scaturisce dalle espressioni della bambina. L’eloquio è rallentato e ben articolato, ma non innaturale, la voce un po’ acuta, come di solito si fa quando si parla con i bambini piccoli.

Inoltre ripete più e più volte alcune frasi, ma questa ridondanza è un aiuto per i bambini che stanno imparando a parlare, perché fornisce un corretto modello linguistico. Quando la bambina dice tutù, non la corregge, ma interpreta le sue intenzioni verbali dicendo “rotto”. Il tono è empatico e si adatta ai momenti in cui la bambina mostra dispiacere. Il “rimprovero” per avere rotto qualcosa è accennato, ma subito stemperato; alla fine il problema si risolve con: “Va be’, pazienza. Ora facciamo qualcosa di bello insieme?”

Sono sicura che anche voi abbiate ogni giorno tante di queste belle esperienze, senza che nessuno dica come fare né a voi, né al vostro bambino. A volte può succedere, per diversi motivi, che qualcosa si rompa in questo meccanismo perfetto. A volte, quando un bambino ha un disturbo di linguaggio, l’attenzione si sposta sul problema e si perde di vista l’importanza di comunicare (anche senza parole, come dimostra il video).

A volte, il logopedista può aiutare anche senza occuparsi delle parole, ma con una consulenza alla famiglia. È quello che faccio, a volte, con il mio lavoro e ne sono felice.

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21 pensieri su “Comunicare senza parole

    • Ella Mo' says:

      Ciao e benvenuta. Sono sempre felice di ricevere commenti: sai molti mi leggono, ma pochi ancora mi scrivono. Perciò grazie a te e coraggio agli altri.
      Penso di avere parlato di cose che tutti noi genitori facciamo quotidianamente con i nostri figli, ma essere consapevoli di quanto si fa credo sia una bella sensazione.

  1. Alessandra85 says:

    ciao eleonora, bellissimo blog davvero. Sei molto chiara ed esustiva in ciò che scrivi. Spero che la mia bimba di 16 mesi possa fare in 2 mesi qualche progresso in modo almeno da interagire con me come fa la bimba del video con la mamma…

    • Ella Mo' says:

      Ciao Alessandra85. Grazie di essere qui, benvenuta. Conoscendoci da prima vorrei dirti che tutte queste cose che vedi nel video le puoi realizzare anche tu con la tua bimba. Anche se lei ancora non parla. Il punto qui è la comunicazione che puó avvenire assolutamente anche senza parole. Vuoi fare una prova per me?
      Mettiti di fronte alla tua bimba in un momento in cui è tranquilla e sta bene. Comincia a farle delle facce buffe, tira fuori la lingua, incrocia gli occhi … Se lei dopo un po’ sorride, la comunicazione è avvenuta con successo!!
      E poi parlale tanto tanto tanto.
      Fammi sapere eh! Ci conto, rispondimi qui.

    • Alessandra Incampo says:

      Ciao Ella,
      La prova che mi hai suggerito, l’ho fatta tante volte sin da quando era più piccolina, ovviamente inizialmente la sua reazione era quella di sorridere prima, e ora persino mi imita. Giochiamo a vicenda a cucù-pà, se le dico ad esempio: va a prendere il ciuccio(o un’altra cosa di cui conosce e associa il nome), lo va a prendere solo se è nel suo campo visivo, altrimenti no. Tutte le cose abitudinarie le capisce perfettamente, tipo ”fai la pappa”, devi fare la nanna”, vuoi il latte/acqua?”, ecc ecc, ma non mi risponde. Io le parlo sempre, ma spesso ho l’impressione che non mi capisca… e mi sembra che sia davvero lontana dal fare ciò vedo nel video. Ma porterò pazienza… e ti terrò aggiornata. Grazie. 🙂

    • Ella Mo' says:

      Cara Alessandra, che piacere risentirti. Continua così. La comunicazione tra la tua bimba e te c’è ed è positiva anche senza parole. Considera che la bimba nel video ha circa 18-19 mesi. A questa età 2-3 mesi di differenza sono un’enormità. Penso potrebbero esserti utili due post: “cosa sono le parole” e “Il tuo bambino non parla?”.
      Ci sentiamo presto e una estate piena di divertimento!

  2. Anonymous says:

    Davvero interessante …ho una bimba di 4 anni con un ritardo del linguaggio e da gennaio dopo svariati controlli fa logopedia e fortuna ha voluto ke l‘insegnante é brava e mia figlia segue le lezioni interagendo tanto…e continuo a seguirla e a chiacchierare con lei fino allo sfinento facendolo passare per un gioco e nn forzandola mai

  3. Anna says:

    Salve io ho un bimbo nato il 31/12/2011 pertanto ora ha 3 anni e 6 mesi dice mamma papà gnam gnam, via, e no. Da quando aveva 2 anni e 8 mesi fa psicomotricita’ in Settembre 2014 la maestra d’asilo ci ha allarmato dicendoci che aveva gravi problemi comportamentali dovuti al fatto che non stava mai seduto quando gli si diceva, mangiava con le mani, non giocava con i bimbi.

    • Ella says:
      Ella

      Non so se fa psicomotricità in un servizio pubblico, ma ne parlerei con chi conosce già il bambino e lo sta seguendo da tanti mesi! In bocca al lupo …

  4. Anna says:

    Insomma tra le righe una mi ha fatto capire che fosse autistico. Io e mio marito entrammo in un tunnel scuro. Io non sapevo neanche il significato e avendo una figlia più grande di cui non ho mai avuto problemi, ho iniziato ad informarmi via internet e dalla scaletta che riporta i sentori lui era dentro. Non risponde se chiamato, non si gira ,non gioca, e vive nel suo mondo, piange all’improvviso (1 volta L’ha fatto ) e sembra sordo. Da qui ho iniziato a piangere e capire dove avevo sbagliato dando io già la sentenza. Da lì come scritto ha iniziato sa fare delle sedute di psicomotricità e oggi riesce a stare seduto ha tolto il pannolino e ogni mezz’ora lo portiamo a fare pipi’ quando ce lo fa capire toccandosi indica cosa vuole x l’acqua che beve da solo poi mangia con la forchetta e a volte con le mani , mi prende x mano x fare la nanna salendo al piano superiore dove vi è la zona notte, ha un’ottima memoria visita dei luoghi visti anche solo una volta, ha una dieta variata x via dell’asilo che attraverso i suoi coetanei ha imparato a copiare e quindi assaggiare poi se non gli piace sposta il piatto una volta lo faceva volare, gli piace stare con i bambini grandi piuttosto che con i coetanei, non colora i disegni all’asilo ma a casa se motivato si. Vorrei un consiglio dato che l’abbiamo porta to dalla logopedista la quale ha detto di continuare con la psicomotricista perché ancora piccolo. Che dobbiamo fare?

  5. Maia says:

    Bellissimo video, e l’articolo è di grande aiuto. Mia figlia ha 18 mesi come la bimba del video, e la stessa estensione di linguaggio e capacità comunicativa. Credevo fosse “indietro” per l’età, ma vedo che invece non ho nulla di cui preoccuparmi.
    Mi rincuora molto anche il fatto di scoprire che anche il mio comportamento è adeguato. Come la mamma del video parlo a mia figlia, in modo corretto ma rallentato, ripetendo le cose e spiegandole cosa succede e cosa faremo poi. Sono molto felice di scoprire che faccio bene.
    Grazie mille per i consigli semplici e pratici!

  6. Isabella says:

    Salve, mi sono imbattuta nel suo blog per caso, e lo trovo veramente ben fatto e i suoi articoli sono molto chiari. Le scrivo per chiederle un parere, nonostante ne abbia avuti di positivi già da pediatra, educatrici parenti e amici. Purtroppo questa mia insicurezza nasce da problemi che mia figlia ha avuto in epoca embrionale, nonchè da un cromosoma di cui oggi ancora non si sa un granchè ma di questo le spiegherò dopo, prima le illustro la situazione attuale. Mia figlia ha ora due anni e mezzo. Lei comunica facendosi capire e capendo perfettamente tutto quello che si dice. Forma degli abbozzi di frase senza articoli, pronomi o quant’altro, indicando cioè un soggetto, una specie di verbo e un luogo o un punto di riferimento. Esempio: Kira, io giù! Bua! per dire che a casa di Kira (il cane della vicina) è caduta e si è fatta male. Dice tantissime paroline se si annoverano anche i suoni onomatopeici e le parole storpiate che però appartengono all’oggetto (per dire scarpa dice tatta, testa tetta, carta anche è tatta ma suona un po’ diverso ecc. apri è ale, male è lale e così via). Secondo quanto ho letto e visto qui nel suo blog, non è allarmante e devo lasciare tempo alla bimba di perfezionare le sue abilità. Però ora le spiego perchè io resto con i dubbi. Primo: l’estate scorsa all’età di 22 mesi, faceva già frasi simili, molto di rado, ma in una conversazione telefonica disse al padre che la sorella era caduta mentre saltava sul letto facendosi male (anche se non era esattamente la realtà, perchè la sorella si era divertita, ma ovviamente l’interpretazione del fatto era giustificabile) e suonava più o meno così: “Papà, Nanna! (Anastasia, la sorella) tatta tatta (salta salta)! uh! giù, ahia ahia!” e quindi io credevo che a due anni e mezzo sarebbe già stata in grado di parlare molto meglio e molto di più di quanto faccia ora. Secondo: al nido ci sono bambini più piccoli di lei che hanno molta più competenza nel linguaggio. Terzo: motivo di cui accennavo sopra, a 16 settimane di gestazione le fu diagnosticata un’idrocefalia triventricolare, poi risoltasi in valori bordenline dopo una settimana, per risolversi del tutto poi a un mesetto di distanza. Quarto: è una tripla X e notoriamente per quello che si sa, c’è una certa inclinazione nel ritardo del linguaggio (anche se è una percentuale poco più alta secondo il resto della popolazione fenotipicamente normale, e aggiungendo il fatto che la precentuale di riferimento, essendo questa un’alterazione cromosomica irriconoscibile se non attraverso un esame di cariotipo non rispecchia il cento per cento delle effettive esistenti) e poi, ho notato che le sue paroline sono sempre di due sillabe. (mamma, papà, acqua, ciuccio, nonno nonna, minni, tatta, pipì, Nanna, sisa kira gira clecla (alessia) totto (biscotto) nana (musica) vabè, eccetera, ci siamo capite).
    Io, per quel che posso seguo già da tempo i suoi consigli: parlo scandendo bene le parole, a volte le ripeto più volte, facendole capitare nella frase, interpreto quello che dice e lo ripeto come domanda di conferma, a volte le faccio un po’ di “forza” mettendola come un gioco, sorridendo insomma, chiedendole di ripetere le paroline, e se lei le ripete, anche se non sono perfette le faccio i complimenti mentre se non lo fa non la forzo oltre un paio di volte, ma la lascio con un sorriso o un bacio. A volte questo giochino lo faccio dividendo in sillabe le parole e aspettando il suo tentativo.
    Per il resto Victoria è competente in tutto, è sveglia e burlona, (si prodiga negli scherzetti, come rubare il naso, fare linguacce, nascondere le cose) ah, e penso sia mancina se la cosa può essere di qualche supporto tecnico a me sconosciuto (ma non ne sono certa).
    Mi dia un parere per quel che può ovviamente. Di sicuro lei ha riferimenti per me più confortanti essendo una specialista.
    La ringrazio del tempo che mi dedica e mi perdoni se mi sono dilungata eccessivamente.

    • Ella says:
      Ella

      Ciao, mi sembra al momento tutto in norma, ciò che si potrebbe fare a breve, diciamo, subito dopo l’estate, è proprio una valutazione su un campione di linguaggio spontaneo per andare a capire quali e quanti suoni della lingua produce e la tipologie di parole che nel frattempo dovrebbe variare, oltre che tutti gli elementi sintattici. In pratica una valutazione linguistica che potrà dirci con una precisione piuttosto attendibile, a che punto si trova rispetto alle attese per l’età, soprattutto se questo può sciogliere dubbi in merito al supposto ritardo linguistico legato alla condizione pregressa. Insomma, le valutazioni servono anche e soprattutto per escludere piuttosto che andare a confermare dei quadri. E’ necessario rivolgersi a un logopedista preparato sulle valutazioni precoci del linguaggio oppure al servizio pubblico della tua zona dove ci saranno di certo tutte le figure necessarie al caso. Per il resto continua così 🙂

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