Giocare non è uno scherzo: prerequisiti alla comunicazione e all’apprendimento.

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Nel mio lavoro di logopedista incontro molti bambini e la varietà di caratteri e personalità è infinita; chi più o meno attento, chi più o meno vivace, sorridente, riservato … in ogni caso, ciascuno a modo proprio, affronta la valutazione del linguaggio e i test proposti con tutte le risorse che ha.

Spesso i genitori che si rivolgono al logopedista focalizzano le loro preoccupazioni sul sintomo disturbo di linguaggio (che sia esso assente,  ipoevoluto o distorto), ma approfondendo “saltano fuori” anche altre preoccupazioni: non sta mai fermo, non ascolta, è distratto, piange per niente … ecco qui è il punto.  

Al di là delle capacità linguistiche, ci sono altre abilità che consentono al bambino una buona comunicazione con gli altri ed esperienze di vita arricchenti: il contatto oculare, l’attenzione condivisa, il rispetto del turno, tempi di attenzione, la soglia di frustrazione sono alcune di queste. Tali abilità sono molto precoci e possono essere “curate” con consapevolezza dai genitori anche attraverso il gioco.

  • Un buon contatto oculare è importantissimo ed è una capacità già presente nei neonati; diversi studi hanno dimostrato come il triangolo formato da occhi e bocca catturi fortemente lo sguardo del bambino. Sarà importante per sempre nella comunicazione: quando il bimbo inizia a lallare i genitori lo guardano e fanno i versi insieme a lui creando un importante stimolo a continuare queste “proto-conversazioni”. Ma anche quando sarà più grande e parlerà, avrà bisogno di guardarci e di essere guardato per sapere che siamo lì per lui.
  • L’Attenzione condivisa è la capacità di guardare un oggetto insieme ad un’altra persona condividendo l’interesse; spesso si realizza nel bambino piccolo con il gesto dell’indicare (per esempio un gioco che piace o un cibo che si vuole raggiungere) associato allo sguardo che poi si rivolge all’adulto.
  • Il rispetto del turno è già presente nei piccolissimi, il turno non è solo nella conversazione verbale, ma anche nelle proto-conversazioni neonato-genitore o nei giochi. Regola tutte le relazioni tra gli esseri umani. Da’ fastidio a tutti essere continuamente interrotti da qualcuno, ma altrettanto imbarazzante è finire di parlare e non ricevere l’attenzione o la risposta della persona a cui ci stiamo rivolgendo.
  • Tempi di attenzione: è importante che il bambino sia in grado di mantenere l’attenzione per un tempo minimo che gli consenta di raccogliere le informazioni e trattenerle abbastanza per poterle memorizzare. L’attenzione è quindi fondamentale per imparare. Se il nostro bambino fa un po’ fatica, attraverso il gioco e stando lui possiamo aiutarlo a sviluppare progressivamente questa capacità.

Soprattutto nel caso di difficoltà attentive, la scelta del gioco giusto diventa fondamentale; personalmente eviterei l’uso di giochi elettronici che se da un lato hanno spesso la capacità di catturare il bambino, dall’altro creano una sorta di “isolamento” fine a se stesso e non rivolto verso l’esterno. Privilegerei invece i giochi di società ed in scatola, eccone alcuni che utilizzo al lavoro, ma anche da mamma:

TOMBOLINE: ne esistono moltissime, sia tematiche che stimolano il lessico, ma anche su forme, colori e numeri. A me piacciono particolarmente quelle tematiche perchè consentono di orientarsi sul gusto dei bambini. Il consiglio che do’ è di sceglierne con immagini belle e chiare. Un esempio può essere quello qui sotto che trovate qui.

lotto

 

Tra quelli che ho visionato per scrivere questo post mi è sembrato il più interessante, infatti le schede hanno anche la possibilità di giocare solo con dei dettagli delle immagini (come potete vedere nelle foto). Inoltre si possono scegliere con vari gradi di complessità a seconda dell’età del bambino o delle sue capacità attentive.

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Io amo moltissimo un vecchio lottino con cui le mie bimbe hanno giocato moltissimo, purtroppo l’ho trovato in un mercatino perchè è ormai fuori produzione, se vi capita di vederlo in giro, approfittatene, consente infatti di giocare anche usando solo la sagoma delle immagini (foto introduzione del post).

 

GIOCO DEL MEMORY: molto utile per il rispetto del turno e per stimolare la denominazione di immagini. Anche in questo caso la scelta è ampia, tra i miei preferiti quelli che hanno immagini semplici e chiare, come i prodotti Janod.

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Un interessante gioco è questo che unisce un puzzle con un lottino; anche se ha le scritte in francese, io lo trovo molto bello e adatto anche ai piccolissimi.

lotto

DOMINO: si possono abbinare solo due immagini uguali per procedere nel gioco. In genere ai bimbi piace molto perchè si gioca a terra, visto l’ampia superficie necessaria per terminare il gioco. Il domino consente anche di ridurre il numero di tessere a disposizione così da adattarsi perfettamente alla tenuta attentiva del bambino. Eccone uno della stessa serie di prima.

dom

PUZZLE: difficili da trovare quelli per i piccolissimi. Ne esistono sul mercato da 2-3-4 pezzi. Anche in questo caso, quelli che uso io non sono più sul mercato. Ma ne ho trovati di carini, come questo. Di questa tipologia ne ho trovati molti, ma giusto per darvi l’idea di cosa intendo, per il resto fatevi guidare dai vostri gusti personali.

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Quando il bimbo è molto piccolo è difficile gestire le emozioni e altrettanto tollerare attesa e frustrazione di fronte ai piccoli insuccessi. Sarà capitato a molti di voi vedere vostro figlio gettare via un disegno perché non soddisfaceva le sue aspettative. Sempre attraverso il gioco possiamo aiutare il bambino ad accettare di non riuscire “sempre e subito” a realizzare ciò che si desidera. Facendo un puzzle insieme possiamo aiutarlo a concentrarsi solo su una parte dei pezzi, invece che su tutti, focalizzando l’attenzione su un colore in particolare o su un soggetto. Spesso i bimbi piccoli tendono ad abbandonare l’attività se non ottengono immediatamente il risultato, il nostro compito invece è insegnare loro che le cose possono arrivare pian piano e alla fine saranno soddisfatti di esserci riusciti.

L’invito dunque è quello di non cadere nella trappola di proporre ai nostri bimbi giochi e giocattoli troppo semplici; nessun timore nel proporre giochi nuovi ed un po’ complessi che il bambino, attraverso la nostra mediazione, saprà certamente affrontare ricavandone soddisfazione e qualcosa di utile per crescere.

Assume importanza la consapevolezza di noi genitori di cosa proponiamo e nello stesso tempo, l’atteggiamento incoraggiante (senza sforzare eccessivamente) verso il bambino che può essere guidato passo a passo nell’uso costruttivo di un gioco.

Se avete suggerimenti su giochi che avete trovato particolarmente utili e adatti ai vostri bimbi, fatecelo sapere!

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23 pensieri su “Giocare non è uno scherzo: prerequisiti alla comunicazione e all’apprendimento.

    • Ella says:
      Ella

      Ciao, non c’è un’età precisa, diciamo che già dai 18 mesi alcune cose si possono proporre, poi appunto dipende dal livello attentivo del singolo bambino. Il target comunque è dai 2-3 anni in su. 🙂

  1. Mummyinprogress says:

    Mia figlia ha giusto 18 mesi e sto cercando delle idee per stimolarla un pochino. Per questi mi sa che devo aspettare ancora un po’… ne approfitto per farti i complimenti perché il tuo sito è davvero interessante, grazie!

  2. Tiziana says:

    Pienamente d’accordo su tutto… come sempre! Le tombola per me sono un must…. le uso in tutte le salse e non riesco a farne a meno! Su di alcuni piccoli poi penso di aver creato una dipendenza!

  3. Daniela Macrì says:

    Mio figlio ha problemi di linguaggio per troppa sciolorrea e continua ad andare dalla logopedista. Ma ogni tanto si rifiuta di fare terapia perché è da tanto ormai. Ha nove anni e il suo problema è grande.
    Ha avuto un infarto emorragico cerebrale causato al parto ma ha riportato solo problemi motori a destra .A quattro anni è comparsa l’epilessia. Ora problemi comportamentali
    Volevo sapere se mi può dare suggerimenti per far essere più piacevole la terapia. Grazie

    • Ella says:
      Ella

      Cara Daniela. E’ una domanda un po’ difficile. Il mio consiglio è di parlarne direttamente con la logopedista che vi segue e cercare insieme una soluzione. Il bambino è grande, probabilmente ha bisogno di essere responsabilizzato, più che rendere troppo ludica la seduta. 🙂

  4. Daniela says:

    Ciao, sono un’insegnante di sostegno in una scuola dell’infanzia ,( alle primissime armi), il bimbo che seguo, di quasi 5 anni, ha un grave disturbo del linguaggio, si esprime utilizzando il canale della mimica. In più è iperattivo, oppositivo e con un disturbo della regolazione emotiva. Avresti suggerimenti da darmi?
    Grazie! 🙂

    • Ella says:
      Ella

      Daniela, il quadro che descrivi è molto grave, non mi resta che consigliarti di tenere una stretta relazione professionale e continui confronti con il servizio che lo ha in carico …

  5. Chiara says:

    Mia figlia va dalla logopedista ormai da un anno e mezzo e dovremmo essere in conclusione. La nostra terapista usa questi giochi, tombola e gioco dell’oca in primis. Poi memory puzzle e Shangai li usiamo tantissimo a casa perché ci piacciono proprio! 😊

  6. Cinzia says:

    Ti leggo con entusiasmo e nelle tue parole ritrovo quelle della nostra logopedista che segue mio figlio di 4 anni. Dove posso trovare questi giochi?.non sono molto pratica di internet quindi preferirei negozi tipo la citta del sole eccx

    • Ella says:
      Ella

      Probabilmente un po’ dappertutto. Segnati i nomi. Nel’articolo cliccando sui titoli sottolineati trovi tutti idettagli e se non riesci ad acquistarli direttamente online così, fatti la lista e vai in un qualsiasi negozio, sono certa che te li ordineranno.

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