Togliamo il ciuccio! nuova edizione del libro per genitori e logopedisti … e un corso di aggiornamento

 

Il tema è un tema “caldo”, che manda spesso in crisi sistemi famigliari interi. I vizi orali sono spesso identificati con l’uso del ciuccio, ma nella realtà sono molto più diffusi: uso del biberon, suzione del dito o altri oggetti … 

Abbiamo già parlato alcune volte di come possano essere diverse le posizioni di ognuno di noi in merito all’uso del ciuccio, fatto sta che spesso il suo abbandono rappresenta un momento di difficoltà, talvolta con situazioni dalle quali si fatica ad uscire.

Quando la collega logopedista Paola Perrone mi ha scritto per parlarmi del suo libro, ne sono stata davvero entusiasta; finalmente un libro utile sia per la sua dimensione informativa e formativa, che per gli aspetti pratici affrontati.

Oggi vi presentiamo la seconda edizione! Continua a leggere

Lavorare giocando: il gioco in Logopedia

di Marina Tomatis, Logopedista

“Il gioco è una cosa seria. Anzi, tremendamente seria”: così diceva Jean Paul, un celebre pedagogista tedesco già nell’Ottocento.
Non si può non dargli ragione: il gioco è espressione di sé, è libertà.

Sì, proprio nel gioco si può ritrovare un’autentica libertà poiché tutti i partecipanti ad un’attività ricreativa sono alla pari, tutti devono rispettare le regole affinché il gioco stesso possa sussistere e quindi nel gioco c’è la certezza di godere di pari diritti. Nell’attività ludica, tutti i giocatori possono adoperare un controllo sulla realtà che altrimenti non si sarebbe ancora in grado di esercitare. Quando si gioca non esiste più un distacco tra l’educatore e l’educando e la terapia perde quella dimensione di sforzo e coercizione.
Giocare significa semplicemente svolgere un’attività che sia divertente ed intrinsecamente motivante: essa può essere centrata sull’esplorazione sensoriale, sulla sperimentazione motoria, oppure può presentarsi con un carattere rappresentativo, immaginativo, di finzione etc… Continua a leggere

Pronti, partenza … primaria! suggerimenti per giocare con i bambini che stanno per iniziare la scuola

 

Il gioco è lo strumento principe attraverso il quale il bambino esprime la propria identità e sviluppa le proprie conoscenze, anche le più complesse.

Molti studiosi hanno dimostrato che il gioco libero e socializzato  ha un’importante e fondamentale funzione nello sviluppo delle capacità cognitive, creative e relazionali.

Tra le teorie più significative riguardanti il gioco, ci sono quelle di Vygotskij e di Bruner. Il primo autore, considera il gioco come risposta che il bambino elabora quando è alle prese con i propri bisogni, al fine di poterli soddisfare, se pure nel mondo della fantasia.  Uno degli aspetti più importanti del gioco, messo in evidenza da Vygotskji, è costituito dalla funzione di liberare gli oggetti dal loro potere vincolante.

“Nel gioco il pensiero è separato dagli oggetti e l’azione nasce dalle idee più che dalle cose: un pezzo di legno comincia ad essere una bambola e un bastone diventa un cavallo”

(da Il ruolo del gioco nello sviluppo, 1966). Continua a leggere

Logopedia con i piccolissimi: i giochi che utilizzo di più durante il trattamento

Chi mi segue da un po’ sa che mi occupo in modo particolare di bambini piccolissimi che non hanno avuto l’esordio del linguaggio o che parlano molto poco o molto male.

La maggior parte dei bambini che seguo ha un’età compresa tra i 27-28 mesi e i 3-4 anni.

In particolare per i bambini intorno ai 3 anni, una delle cose più difficili è rendere divertente la seduta pur ripetendo più e più volte la stessa attività per acquisire nuove competenze.

Trai i materiali che utilizzo, oltre a immagini,figure, tabelle … ci sono giochi classici come gli animali della fattoria e giochi ad effetto sorpresa o a scomparsa.

Vi elenco quello che al momento trovo più utili e divertenti e che riscontrano maggior successo tra i miei bambini. Continua a leggere

Perché è così importante leggere ai bambini?

di Linda Veronese, logopedista

La lettura ad alta voce è un’attività estremamente utile per lo sviluppo cognitivo e linguistico dei bambini e può (o meglio dovrebbe) essere fatta fin dai primi mesi di vita.

Diverse ricerche hanno dimostrato che i bambini a cui si leggono regolarmente storie:

– evidenziano un più precoce sviluppo del linguaggio;

– possiedono un vocabolario più ricco;

– mostrano una maggiore capacità di esprimere in modo corretto e articolato il proprio pensiero;

– imparano ad utilizzare delle espressioni linguistiche non presenti solitamente nel linguaggio colloquiale.  Continua a leggere

Leggere rende liberi: pensieri sulla lettura per e con i bambini

 

di PAROLIAMO

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.” (Gianni Rodari)

 

Nel lavoro della nostra équipe, formata da tre logopediste e un consulente professionista sistemico-relazionale, sempre più fondamentale ci appare il coinvolgimento della famiglia fin dal primo colloquio di presa in carico.

L’esperienza ci sta dimostrando l’importanza di considerare e valorizzare le relazioni che il bambino ha nella famiglia e a scuola, relazioni che vanno ad incidere sull’efficacia dei percorsi che proponiamo. Per questo, cerchiamo di guardare al bambino e alle sue relazioni tenendo conto degli elementi che possono influenzare i disturbi per cui siamo contattate e i loro vissuti che determinano la minore o maggiore efficacia dell’intervento. Continua a leggere

Giochi allena-menti! Esperienze di una logopedista

di Giulia Delfino, logopedista

Sono una logopedista e lavoro prevalentemente con l’età evolutiva; adoro conciliare il mio lavoro con una particolare passione, ovvero quella dei board games, cioè i giochi da tavolo.

Non pensate subito alle eterne partite a Monopoli o Risiko, perché le tipologie dei giochi da tavolo sono davvero le più disparate.

giochi filler

In particolare in questo articolo vorrei parlarvi dei giochi filler, letteralmente  riempitivi, che hanno la caratteristica di essere molto veloci, con poche regole chiare e precise e dal divertimento assicurato. Continua a leggere

Idee di Natale anche per logopedisti: un gioco per narrare

Quest’anno mi sono occupata pochissimo dei consigli di Natale, complice un piccolo imprevisto famigliare, le cose si sono complicate. Non è rimasto tempo per molto, se non un piccolo articolo oggi. Poi vi saluterò per la consueta pausa natalizia, che quest’anno sarà per me davvero una salvezza.

Prima di lasciarvi vorrei parlarvi di “Le mille e una storia“, un bel gioco in scatola di Erickson Edizioni. La cosa che mi piace di più è che non è un gioco con vincitori e vinti, ma un gioco pensato per coinvolgere tutti nel racconto di un’avventura o piccole storie. Partendo dalle immagini sorteggiate o pescate dal mazzo, si possono inventare storie diverse e sempre nuove. Continua a leggere

Professione Logopedista: libri utili per studiare lo sviluppo del linguaggio

Nella mia attività clinica di logopedista mi occupo prettamente di valutare e trattare bambini molto piccoli. Questa scelta non è casuale: il motore principale che mi ha portato fin qui è che credo fermamente negli interventi precoci e che prima si interviene e più abbiamo la possibilità di fare bene e presto. Precocemente si può intervenire in molti modi: Continua a leggere

Counseling logopedico e bambini molto piccoli che non parlano

Mi sta succedendo una cosa un po’ particolare, che poi è quella per cui ho tanto seminato e lavorato negli ultimi anni. Tante e tante richieste di sostegno, consigli e aiuto da parte di genitori di bambini piccolissimi, diciamo tra i 10-12 mesi e i 18.

Ma cosa ci sarà tanto da preoccuparsi a quest’età?

La cosa che ho capito da quando mi sono dedicata, attraverso questo blog, alla divulgazione di informazioni sullo sviluppo linguistico dei bambini, è che la conoscenza è un’arma a doppio taglio: da un lato conoscere ci consente di verificare che tutte le cose procedono come si deve o se non lo fanno, quali strumenti utilizzare per farle andare bene. Dall’altro conoscere porta dubbi e interrogativi a volte eccessivi, ma che sorgono spontanei. Tutto ciò va di pari passo con la nostra sensibilità e col modo che abbiamo di affrontare le cose. Continua a leggere