Linguaggio

Il balcone. Guardare fuori.

 

Kidsmodulor_Il balcone_titolo

di Adriana Correa – Kid’s Modulor

Si conclude con questo articolo il ciclo di “Una casa Kid’s friendly”, riflessioni e suggerimenti per condividere lo spazio domestico con i più piccini della casa, in armonia e democraticamente. E’ stato un vero piacere per me dedicare un po’ di tempo per mettere in ordine idee e pensieri e scambiarli con voi, nella speranza che possano essere utili e che possano suscitare riflessioni e confronti.

Quando abbiamo iniziato a parlare della rubrica con Mamma Logopedista non sapevamo esattamente come ognuna di noi avrebbe affrontato ogni tema, devo dire che è stato un grande atto di fiducia reciproca sostenuto principalmente dalla nostra mutua stima, ma poi con ogni appuntamento ci rendevamo conto di quanto le nostre visioni, create da percorsi diversi, da formazioni diverse, si completavano e si arricchivano a vicenda. Per me è stato un esperimento divertente e una forte spinta per mettere nero su bianco alcune idee, spero sia stato utile e piacevole anche per voi!

Certamente la collaborazione non si ferma qui … arriveranno nuovi scambi e nuove sorprese, ci siamo trovate troppo bene a lavorare insieme! Un grazie di cuore a Mamma Logopedista per ospitarmi fiduciosa ogni volta e anche a voi, per i vostri commenti, per le vostre condivisioni e per il vostro sostegno … spero solo di incontravi ancora in qualche altra nuova avventura!

***

All’ultimo appuntamento della nostra rubrica ho riservato lo spazio meno intimo di una casa, uno spazio ibrido tra dentro e fuori, un ponte di collegamento con il mondo esterno, anche se ancora all’interno del confine domestico. Parlerò in forma generale dei balconi perché mi sembra la condizione più comune della maggioranza delle abitazioni, ma ovviamente la maggior parte dei concetti si estende ai terrazzi o ai giardini. Come premessa al tema vi invito come sempre a leggere le note di Mamma Logopedista su questo tema.

Guardare Fuori.

Kidsmodulor_1 foto bimbo

Guardare fuori è una sospensione senza tempo dove non siamo più il centro di noi stessi. I nostri pensieri, le nostre preoccupazioni ed occupazioni si prendono una breve pausa e danno spazio all’osservazione, alla breve ma felice costatazione che la città, la natura, il mondo va avanti indipendentemente da noi: le macchine continuano a passare una dopo l’altra, le persone camminano sui marciapiedi e si fermano davanti alle strisce prima di lanciarsi ad occupare l’altra sponda, i semafori continuano il loro incessante saltellare dal verde, al giallo, al rosso, gli uccellini si riposano per un attimo sui davanzali e subito dopo scappano spaventati, come se fuggissero continuamente da un imminente pericolo. Apprezziamo il lento scorrere della giornata, possiamo cogliere, a intervalli, i suoi sviluppi: il cielo che non è più coperto, le luci che cominciano ad accendersi, la luna che compare nitida tra le ombre della notte, e realizziamo nuovamente che un altro giorno è passato.

Così anche i bambini. Per loro non c’è niente di più appagante che osservare le cose che si muovono intorno con i loro ritmi lenti o veloci che siano. Per i bambini, più che per nessun altro, non si può guardare mai lo stesso paesaggio dalla finestra perché loro sono pronti a cogliere ogni particolare diverso: il bucato della signora di fronte che ha cambiato colore, la motocicletta blu parcheggiata all’angolo della piazza, il signore con l’ombrello in mano che attraversa la strada, il cane incatenato alla porta del bar. Guardano fuori come se desiderassero catturare ogni angolo, ogni dettaglio, come se con gli occhi potessero appropriarsi del mondo esterno per sentirsi parte di lui.

Guardare fuori insieme a bambini anche piccolissimi e raccontare le cose che vediamo può diventare un momento rasserenante nel quale scambiare uno sguardo verso l’esterno che può essere pieno di magia. Apprezzare la realtà che troviamo davanti a noi, con le sue piccole certezze e i suoi costanti cambiamenti diventa un momento di conoscenza importante. Serve tanto anche a noi, adulti stressati in costante movimento, prenderci una pausa e rallentare per osservare insieme ai nostri bimbi le piccole sfumature del mondo che entra attraverso le nostre finestre. Pensiamo anche che è un’occasione di apprendimento importante per i piccoli: il linguaggio, l’osservazione, la fantasia, il gioco possono costruirsi con niente.

Facciamoli allora guardare fuori! I bambini hanno un forte bisogno di uscire, di sentirsi parte integrante e attiva del mondo che gli sta attorno e del quale ancora hanno tanto da scoprire. Il balcone, il terrazzo, il giardino di casa gli regala quel piccolo spiraglio di “fuori” nell’attesa del vero contatto con la natura, con la città e con le persone che la abitano per farle diventare parte integrante del loro mondo.

Sicurezza sul balcone.

E’ chiaro però che il balcone, terrazzo, anche una semplice finestra, riserva grandi pericoli. L’innata propensione a guardare fuori può rivelarsi fatale se un attimo di distrazione (basta un attimo) viene accompagnato dallo sporgersi eccesivo. E’ fondamentale dunque essere consapevoli che la sicurezza non può dipendere dalla nostra attenzione costante.

Il tema della sicurezza con i bambini tuttavia è complesso e pieno di contraddizioni. Non possiamo pretendere di far crescere i nostri figli in un mondo ovattato dove non esistono i pericoli. Paradossalmente per imparare ad evitarli bisogna conoscerli. Dunque la prima regola d’oro è sempre parlare dei pericoli ai bambini, raccontare le conseguenze cercando di essere semplici e diretti (se ti sporgi dal balcone e cadi, muori); prevedere azioni pericolose (come per esempio prendere una sedia per affacciarsi dalla finestra) e vietare ai bambini di farle, evitare in prima persona di realizzare le azioni che pretendiamo loro non facciano (come appunto, sporgersi) e in base all’entità del pericolo e al nostro buon senso, mettere lo spazio in condizione di sicurezza.

Kidsmodulor_2 foto rete

Per i balconi e terrazzi è sufficiente limitarli con una barriera che non consenta l’arrampicarsi, ma che permetta la visuale dello spazio sottostante all’altezza bambino. Devo dire che trovo che nel mercato italiano ci sia poca varietà di prodotti “belli” che tengano conto di questa necessità. Al momento possiamo optare per le lamiere metalliche perforate, pannelli in legno (sempre se non con trama orizzontale o a rete) o una semplice rete di protezione. Un esempio molto bello ma ancora poco utilizzato per la protezione dei balconi è il Lace Fence, delle reti metalliche la cui tessitura lascia spazio a decorazioni inspirate ai vecchi ricami della nonna ma che in un contesto contemporaneo trovano una collocazione meravigliosa. Altrimenti possiamo anche cercare di arricchire le reti di protezione con un tocco personale e di colore, lasciandoci ispirare dalla moda dell’ urban crochet.

Kidsmodulor_3 foto crochet

E’ anche importante considerare che i bambini amano non solo guardare fuori ma anche lanciare le cose, e dunque è bene che le reti siano fitte in modo di impedire la caduta di corpi verso il basso.

Per quanto riguarda le finestre personalmente sono contraria a una chiusura definitiva utilizzando grate. L’idea di far crescere i propri figli in una sorta di gabbia domestica mi fa venire un po’ i brividi, anche se posso capire perfettamente le motivazioni. Preferisco optare per soluzioni più creative e meno radicali ma che possano essere ugualmente efficaci come per esempio disporre dei vasi con piante grasse pungenti ben ancorati al davanzale della finestra.

Kidsmodulor_4 foto cactus

Un piccolo angolo verde.

Kidsmodulor_5_balcone fiorito

Il contatto con le piante rasserena l’anima e purifica l’aria che respiriamo. Ci regala non solo bellezza e salute, ma anche entrare in contatto con i ritmi della natura, la gioia e la responsabilità di curare una vita, di vederla crescere, di godere dei suoi frutti. Per mettere in contatto i bambini con questa semplice ma meravigliosa esperienza basta veramente poco. Fate partecipi ai vostri figli della cura delle piante di casa, regalateli un piccolo annaffiatoio, chiedeteli di aiutarvi a togliere le foglie secche, sporcatevi le mani di terra insieme a loro mentre fate i travasi, godetevi insieme lo spuntare dei primi fiori, dei primi frutti.

Non serve essere un esperto di giardinaggio per avere un bel balcone fiorito (ve lo dico io, che mi sono sempre considerata un pollice nero), ci sono delle piante che hanno veramente bisogno di poche cure, basta solo avere l’accortezza di selezionarle in base alla condizione di sole e vento. E se proprio non ci riuscite potete sempre optare per le regine della sopravivenza, le piante grasse, meravigliose e di enorme varietà. Vi sorprenderanno con dei fiori incredibili!.

L’unica nota importante riguardo le piante in casa è quella di evitare alcuni esemplari tossici, velenosi o irritanti. Per approfondimenti su questo argomento vi invito a leggere qui. Troverete un elenco delle piante tossiche più comuni da evitare, note su cosa fare in caso d’intossicazione e alcuni consigli utili da non sottovalutare, come l’evitare l’uso di trattamenti chimici per le piante dando preferenza invece a prodotti organici.

Piantare l’orto sul balcone.

Negli ultimi anni nel mondo dell’infanzia si parla tanto dell’orto come esperienza educativa per i bambini. Viene praticato sempre di più nelle scuole elementari, d’infanzia e perfino negli asilo nido. Vi chiederete il perché di tutta questa insistenza per far seminare patate ai nostri figli. A cosa serve l’orto? L’orto effettivamente offre una bella occasione per entrare in contatto con i ritmi e le meraviglie della natura. Può sembrare banale, ma non smetterà mai di essere sorprendente procurarsi il proprio alimento a partire da una bustina di semini minuscoli. L’orto ci fa toccare con mano la vita che spunta, cresce e si sviluppa, la generosità della terra che ci dona i suoi frutti. Piantare un seme, vedere spuntare le prime foglie, imparare ad attendere la sua crescita nel rispetto dei ritmi della natura, curare una creatura misteriosa che è una vita dipendente da noi e raccogliere i suoi frutti è una esperienza magica, piena di contenuti. Impariamo a svelarli insieme ai nostri bimbi, loro sapranno sorprenderci e regalarci la gioia nell’apprezzare ogni cambiamento. Per concludere pienamente l’esperienza dell’orto è importante mangiare gli ortaggi che vengono coltivati, coinvolgete i bambini anche in questo passaggio, sapranno apprezzarlo pienamente!

Per approfondimenti vi invito a leggere questo post, che con semplici consigli vi guida nella realizzazione di un piccolo orto per principianti, e se siete affezionate al progetto dell’orto in casa con bambini come me aiutateci a sostenere il progetto TOC TOC box for Kids, che nella sua prima uscita tratta proprio il tema dell’orto. Potete inscrivervi alla newsletter per rimanere aggiornati!

Kidsmodulor_6 foto orto

Gli uccelli.

Un semplice elemento che i vostri bambini (e anche voi) apprezzerete molto è disporre di una piccola mangiatoia per uccelli sul balcone. Basta veramente poco per entrare in contatto con un mondo animale che vive nelle nostre città e del quale siamo poco consapevoli. Una piccola mangiatoia con pezzi di frutta o semi vi permetterà di avere dei piccoli visitatori riconoscenti che solitamente fanno grande fatica a trovare alimento in città e che verranno puntualmente a salutarvi. E’ un’occasione per osservarli, imparare a riconoscere le specie, e un piccoli atto di responsabilità che insegnerà tanto ai vostri bimbi.

Kidsmodulor_7 foto mangiatoia

In un mondo che diventa sempre più virtuale e meno reale riprendere il contatto con la natura diventa una necessità indispensabile. Ogni passaggio nel viaggio ad alta velocità del progresso sembra portarci inevitabilmente a dare uno sguardo verso il passato e a domandarci cosa abbiamo perso, cosa stiamo lasciando alle nostre spalle. Sembra sempre più difficile trovare l’equilibrio tra il lanciarsi fiduciosi verso il futuro, e cogliere tutte le possibilità che ci regala e il rallentare per evitare di perdere pezzi per strada. Quanto sia questo ritorno al passato una visione nostalgica, artificiosa e pessimistica possiamo solo deciderlo noi. Molte volte mi sono fatta questa domanda e mi viene da pensare che solo quando perdiamo un qualcosa siamo in grado di valorizzarlo pienamente.

Come genitore posso solo essere ottimista e guardare al futuro con un sorriso,

so che mi regalerà una maggiore consapevolezza di quel che siamo

e del valore delle cose semplici e profonde.

Share Button

3 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.