IN CUCINA. FARE LO CHEF. Guest post di Kid’s Modulor

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Guest post di Adriana Correa di Kid’s Modulor

E’ arrivato Settembre e con esso riparte la nostra rubrica “Una casa kid’s friendly” con un tema molto adatto al rientro dalle vacanze, al riappropriarsi degli spazi domestici e dei nostri ritmi di vita quotidiani: entriamo allora nella cucina, il vero cuore pulsante di ogni casa.

Un po’ croce e delizia, questo spazio riserva grande fascino per i bambini … è sostanzialmente il grande luogo del “fare” di una casa, del produrre un oggetto tangibile (e mangiabile) con le proprie mani, condiviso da tutti e che il più delle volte riscontra consenso (e anche successo) tra i membri della famiglia.  Come può non essere allora affascinante per un bambino riuscire a cucinare qualcosa?

Chiaramente la cucina riserva anche pericoli e non di poco conto.  E’ comprensibile che questo sia stato uno spazio da sempre riservato esclusivamente agli adulti, dove i bambini non potevano permettersi di mettere piede.  E’ molto recente la sua apertura al mondo dell’infanzia, un po’ dovuto al nostro approccio  sempre più  democratico e partecipativo verso i bambini, un po’ perché questi trascorrono gran parte del tempo dentro casa (cosa che prima forse non succedeva tanto) e la cucina è una risorsa di attività per intrattenerli. 

Come far avvicinare i bambini alla cucina in sicurezza e quale possa essere un possibile senso al loro da farsi sarà il tema di questo articolo.

 

Perché cucinare con i bambini?

“Non darmi il pesce, ma insegnami a pescare”.  Il primo sfama una volta, il secondo per tutta la vita.  Maria Montessori diceva anche “aiutami a fare da solo”, è la stessa cosa.  Educare all’autonomia significa rendere liberi, capaci, sicuri di sé.  Non c’è maggior soddisfazione per un bambino che riuscire a fare una cosa da solo, ancora di più se questo qualcosa viene condiviso, rendendolo utile agli altri.   Un bambino che inizia ad avere familiarità con la cucina fin da piccolo potrà un giorno (non lontano) cucinare da solo, e non è una cosa di poco conto.  Non fate come me, che sono andata via di casa quando avevo 25 anni senza saper fare altro che una fettina di carne in padella e un uovo fritto… la cosa non mi rendeva di certo felice.

La cucina è anche una risorsa educativa, un laboratorio sempre aperto alla sperimentazione.  Cucinando si imparano anche tante cose,  dall’iniziare ad avere familiarità con le misure (un litro, mezzo kilo, 200 grammi,  250 ml, ecc …) all’osservare i diversi processi fisici e chimici di trasformazione degli alimenti:  l’ebollizione, la vaporizzazione, la disidratazione, la solidificazione, la carbonizzazione, ecc.  Sarà perché mio padre era ingegnere e si dilettava a spiegarci ogni fenomeno fisico con enorme passione che mi sono rimaste quelle lezioni nel cuore!  Lì per lì magari desideravo che finisse presto, evitavo di fare ulteriori domande, ma poi i concetti che ho appreso da quelle chiacchierate non li ho più dimenticati.  Approfittiamo di questi momenti per aprire lo sguardo e la curiosità dei bambini verso processi e concetti che poi approfondiranno a scuola, si impara sempre meglio quando si possono toccare le cose con mano!

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Cucinare le proprie pietanze aiuta ai bambini a mangiare meglio?  C’è che dice di sì, c’è chi dice di no, come quasi tutto.  Non possiamo dimostrare che effettivamente funziona; potrebbe andare bene la prima volta, non la seconda. Dalla mia esperienza posso dirvi che può invogliare più facilmente i bambini ad assaggiare, o fa mangiare loro con più gusto quello che già piace.  Cucinare e mangiare sono due cose diverse. Il bambino che non magia non lo farà di certo anche se cucina, come probabilmente non lo farà neanche se gli viene presentato il piatto a forma di elefante o di trenino.  Probabilmente il suo rifiuto ha radici molto più profonde, del tipo affettivo, relazionale, che il più delle volte non siamo in grado di comprendere.  Far mangiare i bambini non è l’obiettivo, è trovare piacere nel cucinare, sperimentare, giocare a fare cose da grandi, crescere. 

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Evitare rischi e imparare a stare in cucina.

La maggior parte degli incidenti domestici (ma in generale di ogni tipo) succedono per due motivi perfettamente contrapposti:  per inesperienza o per imprudenza.  I pericoli sono presenti dappertutto nelle nostre vite, per evitarli bisogna solo conoscerli e rispettarli.  Questa è la regola d’oro che dovremo sempre tenere in mente nell’educazione dei nostri figli:  non l’eccessivo protezionismo che cancella ogni pericolo e non consente al bambino di imparare a conoscerlo, tanto meno la distrazione, il rilassamento, la noncuranza nei loro riguardi.

In cucina si impara anche a fare attenzione, ad evitare  rischi, a muoversi con consapevolezza e controllo.  L’adulto quindi deve essere in grado di gestire con sicurezza e senza ansie le possibili situazioni di pericolo; la sua presenza deve essere rassicurante non stressante.  Evitate di cucinare con bambini se non siete sereni, se andate di corsa, se non potete, in quel momento, riuscire a farlo con piacere.

Per evitare rischi basta il nostro buon senso, ma non nuoce ripetere alcuni semplici accorgimenti, da tenere presenti sempre:

Per gli adulti:

  • Cucinare sempre con i manici di pentole e padelle rivolti verso l’interno,
  • Utilizzare preferibilmente i fornelli interni,
  • Non lasciare mai il forno semiaperto per farlo raffreddare dopo il suo utilizzo, anche se questo è posto in lato,
  • Non lasciare strofinacci o utensili di legno vicino ai fornelli mentre sono accessi,
  • Non aprire mai la lavastoviglie appena ha finito il ciclo,
  • Non buttare mai il sale o altri ingredienti in maniera veloce in una pentola con acqua bollente,
  • Non lasciare mai pentole a bollore coperte incustodite, specialmente se ci sono bambini che giocano in casa,
  • Se avete un tappeto in cucina mettete sotto la protezione antiscivolo.

 

Per i bambini:

  • La cucina non è un luogo dove si gioca, questo in generale.  Un pallone volante o un bambino che gioca per terra mentre la mamma alle spalle cucina possono essere molto pericolosi.  Insegnate ai vostri piccoli il rispetto per questo spazio, anche quando non si cucina, i bambini piccoli non sanno distinguere.
  • Macchinine, palline o piccoli oggetti sparsi in giro possono essere molto pericolosi. Cercate di mantenere un minimo di ordine.
  • I bambini non devono arrampicarsi sui cassetti, salire o sedersi sul piano di lavoro, sedersi sul tavolo della cucina. Questo sia per una questione di sicurezza che di igiene. 

 

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Progettare la cucina in sicurezza. 

Se state per cambiare casa o volete ristrutturare la vostra, potete tenere presenti alcuni accorgimenti nella progettazione della cucina che vi aiuteranno ad evitare situazioni di pericolo:

  • Se preferite gli spazi aperti (open space), come me, dove la cucina è integrata nello spazio living, cercate una disposizione che la tenga a riparo.  Anche un mobile basso, una penisola o un bancone possono fungere da “separatore” dello spazio, delimitando fisicamente per i bambini quello che può essere la “zona rossa” del soggiorno. Tenete sempre presente nella progettazione che la zona fuochi rappresenta un pericolo, evitate di metterla  in posizione centrale, per esempio su un’ isola.
  • E’ preferibile la collocazione del forno e microonde in alto. Scegliete un forno a porta fredda.
  • Lasciate una comoda zona da lavoro tra il lavabo e i fuochi.
  • Evitate la posizione del frigo in prossimità dei fuochi.
  • Sono da preferire i piani cottura con i tasti in posizione laterale, anziché frontale.
  • Una corretta illuminazione è molto importante; scegliete una luce diffusa per l’ambiente e una luce diretta per i piani di lavoro (per esempio, sotto i pensili).
  • Disponete diverse prese “Siemens”, per gli elettrodomestici, nella zona lavoro, per evitare prolunghe e fili in giro.

 

Disposizione degli utensili.

Una razionale disposizione degli utensili può sicuramente aiutarci a lavorare in tranquillità quando si hanno bambini in casa.  E’ bene rispettare anche qui certe regole di buon senso, evitando di mettere a portata di mano dei bambini oggetti taglienti o velenosi.  D’altronde, però, nell’ottica di un’educazione all’autonomia certi oggetti dovrebbero essere invece accessibili ai bambini, questo, oltre a rendere lo spazio amichevole, ha un importante senso d’inclusione dei bambini nella vita familiare. 

Chiaramente oggetti taglienti, detersivi, medicine, oggetti molto pesanti u oggetti fragili dovrebbero essere posti in alto, in cassetti con ferma cassetto o in sportelli chiusi a chiave.  E’ invece auspicabile disporre dei ripiani in basso, facilmente raggiungibili, per collocare piatti e bicchieri di uso dei bambini e ciotole piccole che possono utilizzare quando fanno merenda o per cucinare.  Se i bambini sono invogliati ad apparecchiare la tavola è importante che le stoviglie siano alla loro portata.

Cucinare con i bambini.

Non serve trovare ricette particolari, anche se sui libri e sul web ne potete trovare tante, per cucinare con i bambini.  I miei figli fin da piccoli sono stati partecipi di questo spazio in diversi modi, con grande soddisfazione per loro, anche se facevano cose “insignificanti”. Nelle belle note di Mamma Logopedista troverete altri spunti su questo argomento.

I piccolini, per esempio, possono collaborare lavando frutta e verdura nel lavabo della cucina, oppure sbattere le uova di una frittata, versare gli ingredienti su una terrina.  Piccole azioni bastano per renderli felici.  Chiaramente con la crescita saranno in grado di svolgere azioni sempre più complesse, fino ad avere dimestichezza con i fornelli.

Indipendentemente dall’età dei vostri figli spiegateli quello che state per fare e cercate di scoprire insieme a loro come diventeranno le cose una volta cucinate, è bello rendersi conto che gli alimenti cambiano colore, si rimpiccioliscono o crescono, che la dimensione del sugo nella pentola è diminuita, che il sale sparisce nell’acqua.  Non è neanche necessario spiegare tutto, soprattutto ai più piccoli, basta osservare la magia di queste trasformazioni, saranno loro a trovare le più fantasiose risposte!.

Cucinare insieme può rendere le azioni del quotidiano momenti pieni di sorrisi e di colori … divertitevi insieme a loro a fare lo chef!

 

 

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2 pensieri su “IN CUCINA. FARE LO CHEF. Guest post di Kid’s Modulor

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