Ipercorrettismi, neologismi e segnaposto. Le cose “strane” del linguaggio dei bambini

 

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Come già vi raccontavo qui, questo blog è nato per parlare di linguaggio. Non è un blog clinico, ma piuttosto uno spazio per raccontare come avviene lo sviluppo del linguaggio e quali sono le cose da sapere per accorgersi quando qualcosa non va. 

La mia resistenza a fare una sorta di “l’esperto risponde … ” è legata alla paura di non riuscire a rispondere a tutti e lasciare qualcuno malcontento; questo il motivo per cui chiedevo a tutti di segnalare via mail eventuali richieste a cui avrei risposto attraverso il blog.Ieri, invece, si è aperto un bello scambio di commenti con Madainoncicredo di “oh, oh … sono mamma!” in seguito a questo suo divertente post.

Abbiamo concordato di riportarlo anche qui, sul mio blog, in modo che potessi dare una risposta pubblica alle sue curiosità e condividerla con altri genitori che, sono sicura, si pongono le stesse domande sul linguaggio dei loro bimbi. Ecco un estratto del post di Madainoncicredo, in cui si inseriscono i miei commenti.

Mamma, vado su-n-il divano“.Dove vai?

Sunil divano...”.

Si dice SUL divano.

SUNIL divano“…

 

Il bambino che comincia ad usare gli articoli, parte dapprincipio con l’articolo “la”. L’articolo determinativo femminile è anche il più semplice dal punto di vista della articolazione dei suoni essendo una sillaba piana, la quale è già stata allenata anche durante la fase della lallazione (tra i 6-10 mesi). L’uso degli articoli compare già intorno ai 2 anni per poi aumentare in modo progressivo.L’articolo “il” è decisamente più difficile perché è una sillaba inversa che è più complessa da articolare soprattutto legata alla parola che viene dopo. Capita che il bambino sappia (inconsapevolmente) di dover usare una certa forma SUL, ma siccome è molto difficile da pronunciare fa qualcosa che ci assomiglia, che è diversa da il, ma ancora non è sul. La forma su-n-il porta quello che in gergo si chiama segnaposto: in questo caso il segnaposto è la lettera “n” che viene messa lì ad indicare che il sistema linguistico sa che in quel punto ci vuole qualcosa di diverso da su e il, ma ancora non sa bene cosa.

 

 … No, Gabo: sul. Prova: SUL.

Sul“.

Sul divano.

Sunil divano“…

 

Il bambino può essere capace, se gli viene chiesto, di produrre la parola “sul” isolata dal contesto perché è più facile e non c’è il problema della coarticolazione dei suoni. La coarticolazione è un complesso equilibrio di movimenti articolatori che fanno sì che le parole siano pronunciate in modo armonioso: dire “la palla” e “una palla” comporta due coarticolazioni diverse. Se non avessimo la coarticolazione, parleremmo tutti come degli automi, in modo meccanico (tipo le voci elettroniche che si sentono negli annunci in stazione o nei call center telefonici).  In pratica dire solamente “sul” e dire “sul divano” sono due compiti molto diversi tra loro.

Questa fase è normale in bambini che hanno tra i tre anni e i tre anni e mezzo (considerando che esiste una grossa variabilità), periodo in cui la complessità del linguaggio aumenta molto.

 

Argh… Questo è un esempio delle conversazioni che mi stressano da un paio di settimane.

 

Essere insistenti nel chiedere di ripetere, aspettandosi che arrivi la formula corretta è molto stressante per i genitori perché non sanno di chiedere una cosa molto difficile al proprio bambino. Chiaramente più il bambino è grande, più la preoccupazione aumenta. L’atteggiamento migliore da seguire è quello di essere noi a formulare la frase in modo corretto, sottolineando in modo particolare la parola da correggere. Ecco un esempio: “bravo, ti sei seduto SUL divano”. Senza chiedere di ripetere, ma fornendo semplicemente l’esempio corretto.

 

Di solito Gabo ha delle regressioni linguistiche prima di un ‘salto’ in avanti. E questo, finora, ha coinciso con il periodo delle vacanze estive […]. Prima si confonde un po’, poi ZAC! ecco la progressione.

 

Nel corso dello sviluppo linguistico accade che i bambini possano avere dei “cali di prestazione linguistica”. Ne è un esempio la possibile fase silente che avviene prima che il bambino incominci a produrre le prime frasi (intorno ai 18-24 mesi) e che manda in ansia non poco i genitori. Un altro esempio è la balbuzie fisiologica, periodo in cui il bambino balbetta perché le frasi che usa sono molto più complesse di prima (intorno ai 3 anni).

Il periodo estivo rappresenta spesso un momento di riposo, i bambini sono più liberi e tutte le cose nuove che hanno imparato durante l’anno (compreso il linguaggio) hanno modo di assestarsi ed automatizzarsi.

[…] Il bello è che mio figlio mi sorprende con delle ipotetiche di terzo grado […] Il congiuntivo lo usa correttamente […] soprattutto ha una proprietà di linguaggio

 

Spesso i bimbi ci stupiscono: a circa 4 anni parlano come dei veri e propri adulti e ti tirano fuori la parola perfetta, che tu ti domandi dove l’hanno sentita e soprattutto come possono usarla in modo così appropriato. Il merito è anche un po’ nostro; probabilmente quelle parole le usiamo noi. Non bisogna avere paura nell’usare parole ricercate, i bambini possono benissimo impararle e poi riutilizzarle al momento buono.

[…] a due anni e mezzo, pronunciava appena una decina di parole, quasi tutte di sua invenzione.

In effetti 10 parole a 2 anni sono un po’ poche: i bambini che parlano così poco sono definiti Parlatori Tardivi (PT). Il fatto che fossero inventate invece, è abbastanza normale. Si parla di gergo quando il bambino dice una serie di suoni che non si capiscono e che assomigliano ad una parola, ma non la sono. Oppure di neologismo quando la produzione è una vera e propria parola, ma inventata tipo “giornata solente” per dire “giornata soleggiata” (questa è di mia figlia). Anche in questo caso il bambino dimostra di avere capito che le parole hanno una struttura che deve rispettare certe regole.

[…] quando meno te lo aspetti, ti caccia lì un ‘aprito‘, o uno ‘scoprito‘… Eh sì, perché lui tende a coniugare i verbi come se fossero tutti regolari […] il verbo ‘avere‘. Esempio: “Dove ate preso quel libro?”. “Lo amo preso in biblioteca”. Quindi:

io ho

tu hai

egli ha

noi hamo

voi hate

essi hanno.

Oh, in effetti non fa una piega…

 

Ipercorrettismo perfetto e non inusuale nei bimbi tra i 3 ed i 4 anni.

Be’, speriamo che la progressione sui verbi e sulle preposizioni articolate arrivi in tempo per l’inizio della scuola primaria […]

Diciamo che intorno a 4 anni e mezzo il linguaggio dovrebbe essere già ben strutturato e sostanzialmente corretto. Il periodo che va da qui ai 6 anni, consente appunto di stabilizzare tutte le competenze linguistiche in modo da arrivare alla scuola elementare belli pronti.

Ringrazio tantissimo Madainoncicredo per avere condiviso una esperienza personale ed avermi dato la possibilità di spiegare tante piccole curiosità sul linguaggio. 

E il tuo bambino? Quali cose buffe dice? 

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7 pensieri su “Ipercorrettismi, neologismi e segnaposto. Le cose “strane” del linguaggio dei bambini

    • Ella Mo' says:

      Ciao e benvenuta. Ti conosco già, ma ancora non ho organizzati i link amici. In questi giorni sto ristrutturando il blog e la pagina fb, provvederó. Apprezzo molto il tuo lavoro.
      Grazie per il suggerimento, sto ricevendo diverse mail e a settembre decideró. Buon ferragosto.

  1. Annamaria Renna says:

    ciao se vuoi io mi aggrego a questa tua idea, qualche domanda te l’ho già posta, altre sono in attesa. Il mio blog già lo conosci.

  2. Ella Mo' says:

    Ciao Annamara, ho già risposto al tuo commento sull’altro post. Dovrai scrivermi qualcosa di più dettagliato per una risposta migliore.
    Nel frattempo sono felicissima che tu voglia partecipare, quindi quando mi scrivi, proponi un bel titolo per la nuova rubrica.
    A presto.

  3. madainoncicredo says:

    Ciao! Scusa se riesco a rispondere solo ora (come sai in vacanza non ero connessa…). Grazie mille per la tua analisi e i tuoi suggerimenti!
    Tra l’altro in vacanza Gabo ha smesso di dire “sunil” (al massimo gliene scappa uno ogni tanto). In compenso ha cominciato a parlare con la ‘zeppola’, non solo storpiando la zeta ma anche altre lettere come se fossero ‘aspirate’, non so come spiegarmi… Poi dopo qualche giorno c’è venuto il dubbio che parlasse così perché una bimba che gli piaceva molto aveva quel difetto di pronuncia!!! Tornati a casa, ha ricominciato a parlare come prima. Che pazienza!!

  4. Ella Mo' says:

    Ciao Madai, bentornata! Che buffo il tuo bimbo, mi fai ridere quando racconti di lui.
    é normale che ci siano dei momenti di transizione. Non mi ricordo, o forse non me lo hai detto, quanti anni ha. Ad ogni modo i “difetti di pronuncia” dovrebbero risolversi nella norma entro i 4 anni. Se pensi che abbia qualche difficoltà, sarebbe meglio affrontarli in modo che vada a scuola con un linguaggio corretto.
    Grazie ancora per avermi ispirato!!!

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