La domanda del mese: perchè il mio bambino non riesce a soffiarsi il naso?

soffiarsi il naso
 
Ecco una delle domande che mi ponete più frequentemente; di seguito una vostra mail che riporto qui integralmente, in cui appunto mi si chiede: “come insegnare/imparare a soffiare il naso.”
Ciao Mamma Logopedista,  ti scriviamo per parlarti di R.,  7 anni compiuti a novembre e refrattario a soffiarsi il naso. 
 
In questo caso trattasi di un bambino grande che dovrebbe già avere la capacità di soffiarsi il naso da solo. Moltissimi bambini sono refrattari a soffiarsi il naso; uno dei motivi è che spesso è il genitore che tiene il fazzoletto e quindi il bambino non può gestire in autonomia il fastidio che questo atto procura, quindi suggerisco di rendere autonomo il bambino il prima possibile.
 
La tecnica la conosce ma non ne vuole sapere.  Fa il gesto corretto,  chiude la bocca ma non soffia abbastanza forte per pulire il naso. 
 
La tecnica, direi, non la conosce affatto, se non è in grado di soffiare abbastanza forte per liberare il naso. È una tendenza comune sottovalutare la complessità dell’atto del soffiarsi il naso. In questo caso il bambino ha appreso solo in parte il meccanismo; è in grado di emettere aria dal naso, ma non di darle la sufficiente forza.
 
Hai qualche consiglio da darci per aiutarlo a respirare meglio? Grazie S. M. e R., che ha imparato,  ma intanto tira su! 
 
Quest’ultima parte nasconde tra le righe il fatto che il bambino non respira bene e quindi, con tutta probabilità, è un respiratore orale.
Il “tirare su” è una delle cose peggiori che si possa fare quando c’è muco nel naso, perché crea un intasamento ed un ristagno che spesso vanno ad ostruire le Tube di Eustachio con conseguenze negative, fino all’otite.
Come si può risolvere la situazione?
Soffiarsi il naso risulta antipatico a moltissimi bambini e più diventano grandi, più è complicato insediare questa abilità; l’atto di soffiarsi il naso è una prassia complessa, ossia un insieme di atti motori semplici che, in un ordine ben preciso, producono un movimento complesso.
Per fare un esempio più chiaro vi parlo dell’atto del soffio; per soffiare sulle candeline, non basta respirare, ma:
  • Fare una inspirazione  profonda dalla bocca (e non dal naso come nella normale respirazione), 
  • Trattenere l’aria nei polmoni per un breve momento (chiudendo o no la bocca); 
  • Arrotondare le labbra con la contrazione del muscolo orbicolare; 
  • Incanalare l’aria attraverso la bocca (e non il naso come nella respirazione tranquilla); 
  • Imprimere una certa forza all’aria che esce sufficiente a spegnere le candeline.
Questa scomposizione vi ha dato un’idea sufficiente della complessità che richiede soffiare?
Una cosa che ad un adulto sembra così semplice, in realtà non la è affatto.
Certi bimbi imparano facilmente a soffiarsi il naso, direi in modo automatico e naturale (già intorno ai 2 anni), altri invece no ed hanno bisogno di una piccola giuda da parte del genitore.
I motivi possono essere tanti, primo tra tutti la presenza di una respirazione orale.
Vi ho già parlato in vari post della respirazione orale ed è quindi necessario, se vogliamo insegnare al nostro bimbo a soffiarsi il naso, che ci sia una buona salute respiratoria.
Infatti un bambino che non è abituato ad avere aria che gli passa nel naso, non potrà di certo imparare a soffiarlo, sarebbe troppo fastidioso, se non doloroso o fisicamente impossibile; le mucose del naso devono essere belle toniche e capaci di muoversi.  
In primo luogo, dunque, il bambino è in una di queste condizioni?:
1.           respiratore orale a causa di adenoidi? è stato operato di adenoidi?
2.           Ha otiti ricorrenti?
3.           Ha fatto una valutazione dal dentista, ha un palato stretto?
Se siete in una delle condizioni descritte, è necessario eseguire un piccolo programma di riabilitazione respiratoria per ripristinare un corretto passaggio dell’aria dal naso.
Se non c’è nessuno dei problemi segnalati, non resta altro che allenarsi, allenarsi, allenarsi!!!! Molti genitori cercano di spiegare a parole come fare: questo purtroppo serve a poco, non si può spiegare a parole una cosa così complessa, secondo me la cosa più semplice è scomporre l’atto nelle sue parti ed impararle una alla volta.
Facciamo il giochino di prima e scomponiamo l’atto complesso del “soffiarsi il naso” in più parti:
  • Prendere una buona quantità di aria dalla bocca (quindi maggiore di quello che si fa’ respirando normalmente);
  • Trattenere l’aria gonfiando le guance; può aiutare mettere la mano sulla bocca per ricordarsi di non fare uscire l’aria da essa.
Questi due primi passaggi si imparano facilmente, subito dopo aggiungere un ulteriore passaggio:
  • Fare uscire lentamente questa aria dal naso.
Nell’atto di soffiarsi il naso, l’aria esce velocemente, ma per imparare il meccanismo, consiglio di iniziare con questi tre passaggi e senza l’uso del fazzoletto (che fa scattare i meccanismi scorretti imparati fino a quel momento).
Quando arriva in ambulatorio un bambino che non è capace di soffiarsi il naso, cominciamo subito da lì. Già in pochi minuti il bambino è in grado di fare quanto descritto. Il problema è che non è capace di ricordarsi questi movimenti, probabilmente se io gli chiedo di rifarlo alla fine della seduta, non sarà più capace. Questo perché ancora non è avvenuta una vera e propria generalizzazione.
Sarà necessario proseguire a casa questo piccolo allenamento per tutta la settimana in modo costante prima che il bambino riesca a farlo in autonomia (dipende anche dall’età del bambino stesso).
Quando il bimbo sarà in grado di eseguire la sequenza in modo sciolto, facile e veloce, allora potremo proseguire:
·    Sostituire l’uscita lenta dell’aria dal naso, con un flusso di aria più veloce, spinta attivamente fuori dal naso.
Consiglio di eseguire anche questo passaggio senza l’uso diretto del fazzoletto. Il fazzoletto potrà essere utilizzato solo se uscirà qualcosa dal naso. Di solito all’inizio non esce proprio niente perché il naso è tappato (sia dal muco, sia dalla mucosa inattiva e molle del naso).
La cosa miglior sarebbe creare una ritualità intorno a questo momento: per esempio riservare gli “esercizi” ad un momento dedicato alla sera in cui concentrarsi con calma  e poter fare dei tentativi ripetuti. Bastano 2-3 minuti, non è necessario starci sopra mezz’ora, otterremmo solo l’effetto opposto di stancare il nostro bimbo.
L’ideale sarebbe riproporre questi 2-3 minuti di allenamento per 2-3 volte al giorno per una settimana: ad esempio al mattino appena sveglio, prima di cena e prima di coricarsi.
Appena sveglio il bambino potrà eliminare il muco depositatosi durante la notte, a metà giornata riprendere i movimenti per impararli e alla sera liberarsi per un buon sonno. Un altro buon momento, se il bambino è piccolo, potrebbe essere quello del bagnetto, giocando con l’acqua e soffiando il naso direttamente con le manine.
Questo piccolo allenamento, con tutta probabilità, dovrà essere ripetuto per qualche giorno, ma in una settimana può essere tranquillamente appreso se non ci sono problematiche aggiuntive (ostruzione da adenoidi, respirazione orale).
L’ultimo passaggio delicato è quello di associare il soffio nasale all’uso del fazzoletto. Dipende un po’ dall’età del bambino perché combinare il soffio nasale con la coordinazione della mano è una abilità molto complessa, indicativamente il fazzoletto dovrà essere tenuto dal genitore almeno fino ai 3 anni di età, dai 4 in poi il bambino è in grado di farlo da solo.
Ovviamente questo post vuole solo dare alcuni suggerimenti, ma ognuno di voi può creare ed inventare nuovi giochi da fare col naso per portare il bambino pian piano ad una consapevolezza di cosa fare e come fare per soffiarsi il naso.
Se qualcuno di voi ha usato altri metodi o ha qualche consiglio può scriverlo nei commenti, potrebbero essere utili ad altri genitori.
Fatemi sapere se questi consigli vi sono stati utili!
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Attenzione!
Le consulenze di Mamma Logopedista sono basate su richieste dirette dei lettori e rispondono a quesiti specifici in modo generico. Lo scopo è orientare ed indirizzare. Non possono, in nessun caso, sostituire una visita o un iter riabilitativo con un professionista.
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17 pensieri su “La domanda del mese: perchè il mio bambino non riesce a soffiarsi il naso?

  1. Paola says:

    sei sempre molto chiara! soffiare le candeline è davvero difficile… ho provato ad insegnare ai bimbi iniziando un mese prima del loro primo compleanno ma non ci sono riuscìta! però devo dire che si divertiva quindi non è stato vano . a presto!

  2. kid's modulor says:

    Grazie!… sei stata chiarissima!. Ho due gemelli di due anni che non sanno soffiarsi il naso… proverò il tuo metodo e ti darò il mio feedback… Ma una domanda: Quando i bambini sanno già soffiarsi il naso e sono raffredati questo atto può sostituire le pulizie nasali con la soluzione fisiologica o si devono comunque fare contemporaneamente?. Grazie,

    Adriana.

  3. Ella Mo' says:

    Ciao Adriana benvenuta. Mi piace il tuo blog, lo avevo già visitato… Per quel che riguarda la tua domanda, il soffio nasale può sistituire i lavaggi quando è un soffio efficace che riesce ad impedire al muco di ristagnare. Nelle fasi di intasamento, comunque, un lavaggino non fa mai male (dipende anche da quanto il bambino stesso è soggetto a questi episodi). Più che altro, soffiare efficacemente il naso è un fattore di protezione verso la respirazione orale che espone maggiormente il bambino ai raffreddori (diventa poi un circolo vizioso). cari saluti e buon lavoro!

  4. Simona says:

    Il pediatra mi ha insegnato un modo efficace per far soffiare il naso al mio bambino: metterci davanti al lavandino, bagnare il naso con un pò d’acqua tiepida e poi chiudergli una narice con un dito e chiedergli soffiare e poi fare lo stesso con l’altra narice. In questo modo mio figlio riesce benissimo a soffiarsi il naso. Ciao

  5. Ketty says:

    Utile? UTILISSIMA!!!!! Mio figlio (due anni e 10 mesi oggi) si è risparmiato un inverno di otiti grazie a te! Con i tuoi consigli ha imparato a soffiarsi il nasino in modo efficace ed in poco tempo. Le sue prime “soffiate efficaci” le facevamo senza fazzoletto: gli mettevo un asciugamano davanti a mo’ di bavetta gigante quindi gli lavavo le narici con la soluzione marina (lui nel frattempo chiudeva la bocca e non respirava per non inalarla né berla) poi soffiava liberamente con tutta la forza! Generalmente in un massimo di due volte si liberava il nasino. Adesso è in grado di soffiare forte mentre io gli tengo il fazzoletto.

  6. Tonia says:

    Domanda?Il mio bimbo non sa soffiare le.candeline…ha un ritardo del.linguaggio…dipende da questo..oppure è normale?.Sono demoralizzata

    • Ella says:
      Ella

      Non dipende sicuramente da quello, posso solo suggerirti di parlare col pediatra e farti seguire d un professionista. Preoccuparsi è normale, ma il più delle volte le difficoltà si superano cin un buon percosrso di logopedia (se necessario), perciò valuta col tuo medico i prossimi passi.

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