Le prime relazioni del bambino di Lynne Murray: un libro per conoscere meglio i nostri bimbi

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Il libro “Le prime relazioni del bambino – dalla nascita a due anni, i legami fondamentali per lo sviluppo” di Lynne Murray è un libro che parla ai genitori.

E’ già da un po’ di tempo che scrivo testi dedicati ai genitori sullo sviluppo del linguaggio, sul benessere comunicativo e su come orientarsi quando un bambino è molto piccolo.

L’esigenza nasce oltre che da una mia personale passione per i bambini piccoli e per il concetto di prevenzione, anche dal fatto che in questo ambito c’è poca letteratura indirizzata ai genitori che vogliano approfondire le proprie conoscenze.

Di solito i libri di questa natura sono scritti per addetti ai lavori, oppure, se si trova qualche spunto nei manuali di sviluppo, purtroppo le parti dedicate a comunicazione, socialità e linguaggio sono davvero esigue e liquidate in poche pagine (se non poche righe).

Questo libro è adatto a chi aspetta un figlio o a tutti i neogenitori, ma anche una lettura aggiuntiva utilissima per chi si rivolge a me per le difficoltà di linguaggio del proprio bimbo.

Quando il bambino è molto piccolo, è necessario allargare la visione della difficoltà dal piano linguistico a tutti gli altri piani di sviluppo cognitivo, motorio e affettivo-comunicativo: molte famiglie si rivolgono a me con l’idea di “portare il bambino in logopedia”, senza pensare, invece, a tutto ciò che possono fare anche loro a casa.

Il libro ha molti pregi, primo tra tutti è l’uso di sequenze di immagini tratte da filmati che esplicitano in modo perfetto il testo.

Le immagini derivano prevalentemente dal contesto domestico e quindi possono veramente aiutare un genitore a capire quanto sia importante stare con i bambini e come la quotidianità sia di fatto una stimolazione cognitiva e comunicativa continua per i bambini piccoli, vi ricordate? ve ne parlo anche QUI.

Nei capitoli 1 e 4, dedicati allo sviluppo della comprensione sociale e allo sviluppo cognitivo, quelli di cui vi parlerò più approfonditamente, il libro spiega nel dettaglio lo sviluppo delle capacità cognitive dalla nascita fino ai due anni facendo parallelismi continui tra il gioco e le sottostanti abilità cognitive che lo rendono possibile. Insomma giocando e stando semplicemente con il vostro bambino, gli fornite tutto ciò di cui ha bisogno per crescere e sviluppare le sue potenzialità. Ogni genitore fa questo in modo spontaneo ed istintivo, ma prenderne coscienza può aiutare a correggere qualche aspettativa un po’ troppo alta o i timori di stimolarlo troppo o troppo poco o in modo non adeguato; naturalmente la presa di coscienza di questi meccanismi diventa fondamentale quando, invece, il bimbo ha una difficoltà di sviluppo.

Chi ha già avuto modo di leggere il mio articolo sullo sviluppo della comunicazione e del linguaggio nel primo anno di vita, troverà una corrispondenza perfetta nella spiegazione dell’importanza del contatto oculare e cosa sono le proto-conversazioni (guardate un bel filmato QUI), ma soprattutto come i genitori (o in generali i care-givers) possono sostenere in modo positivo il bambino.

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Molto ricchi i rimandi anche a tutte le principali sperimentazioni cliniche svolte negli ultimi decenni e naturalmente anche i riferimenti alla teoria dei neuroni specchio con la ormai mitica sequenza di foto della scimmietta che imita il ricercatore nel fare la lingua (P.F. Ferrari n.d.r. – ascoltatelo nel video qui sotto).

 

Penso che questo libro promuova il messaggio di fondo che cerco di mandare ai genitori pieni di sensi di colpa per le difficoltà del proprio bimbo: non c’è una cosa più giusta di un’altra, abbiamo tantissime occasioni ogni giorno per stare con i nostri bambini e aiutarli a crescere, come il momento del bagnetto, quando lo allatti, mentre si cena insieme, stare in casa … basta coglierle in modo più consapevole.

Il libro vi darà molti spunti e vi aiuterà a capire perché giocare e stare col vostro bimbo sia così importante.

Se avete preso il mio Diario del Linguaggio, avrete la possibilità di approfondire i giochi che sono descritti per la stimolazione del bambino con gli esempi delle foto e con le didascalie, ci sono moltissimi punti di contatto. 

Molto interessanti anche gli altri capitoli.

Il secondo capitolo è dedicato alla teoria dell’attaccamento e allo sviluppo delle relazioni, di nuovo centrale è il ruolo del genitore come sostegno e rinforzo continuo della crescita del bambino, come potrebbe non essere così? Gli esempi pratici si rivolgono soprattutto a quei momenti difficili come gestire una giornata no, oppure le difficoltà di allattamento o l’inserimento al nido e come favorire in questi contesto un attaccamento sicuro.

Il terzo capitolo racconta invece di come i bambini sviluppano l’autoregolazione e l’autocontrollo parlando di fasi come l’addormentamento, il gioco e la gestione delle frustrazioni.

Insomma, un libro che come terapista non posso che trovare utilissimo, ma come mamma mi verrebbe da dire se ne esiste uno altrettanto benfatto ed efficace per i bambini più grandi, visto che le mie bimbe hanno ormai 5 e 11 anni.

Mi fate sapere le vostre opinioni dopo averlo letto?

Hastag #psicologiadeibambini

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