Leggere rende liberi: pensieri sulla lettura per e con i bambini

 

di PAROLIAMO

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.” (Gianni Rodari)

 

Nel lavoro della nostra équipe, formata da tre logopediste e un consulente professionista sistemico-relazionale, sempre più fondamentale ci appare il coinvolgimento della famiglia fin dal primo colloquio di presa in carico.

L’esperienza ci sta dimostrando l’importanza di considerare e valorizzare le relazioni che il bambino ha nella famiglia e a scuola, relazioni che vanno ad incidere sull’efficacia dei percorsi che proponiamo. Per questo, cerchiamo di guardare al bambino e alle sue relazioni tenendo conto degli elementi che possono influenzare i disturbi per cui siamo contattate e i loro vissuti che determinano la minore o maggiore efficacia dell’intervento.

Non a caso approfondiamo alcuni aspetti delle relazioni familiari e delle interazioni quotidiane che sviluppano la relazione genitore-figlio. Ogni scambio o non scambio relazionale tra genitori e figli costruisce la relazione regalando un modello di approccio a sé, all’altro e agli apprendimenti. Una delle attività da fare insieme che riteniamo utile alla crescita reciproca di genitori e figli e che cerchiamo di promuovere, è la lettura condivisa, in cui il genitore legge un libro al (e con) il proprio bambino.

Leggere ad alta voce ai bambini, fin dalla più tenera età, è un’attività molto coinvolgente che rafforza il legame adulto-bambino e getta le basi per un adeguato sviluppo del linguaggio e degli apprendimenti. Sono molte le evidenze scientifiche in questo senso, tanto che questa attività è da tempo inclusa nelle 10 buone pratiche da attuare per promuovere il benessere nell’infanzia, insieme ad esempio all’allattamento al seno, alle vaccinazioni e all’utilizzo dei seggiolini in macchina.

Per questo motivo dal novembre 1999 è nato e si è diffuso soprattutto in alcune zone d’Italia il progetto “Nati per leggere”, sviluppato dall’Associazione Culturale Pediatri, dall’Associazione Italiana Biblioteche e dal Centro per la Salute del Bambino. Il programma propone gratuitamente alle famiglie con bambini fino a 6 anni, attività di lettura che costituiscono un’esperienza importante per lo sviluppo cognitivo dei bambini e per lo sviluppo delle capacità dei genitori di crescere con i loro figli. Le attività sono realizzate con il contributo economico del Centro per il Libro e la Lettura, delle Regioni, delle Province e dei Comuni partecipanti al programma, e grazie all’attività degli operatori dell’infanzia e dei volontari. 

Nell’Ambito territoriale di Merate, dove abbiamo la fortuna di operare e che comprende i diversi Comuni collocati attorno ai due più grossi centri di Merate e Casatenovo, è inoltre presente l’Associazione Libringiro, nata alla fine del 2016.  Dopo la pluriennale esperienza di collaborazione di un gruppo di appassionati nell’organizzazione e gestione di una giornata evento, questa iniziativa promuove la lettura ad alta voce per bimbi dai 6 mesi a 6 anni. In particolare, l’ultimo sabato di maggio, i lettori volontari trasformano con la magia della narrazione le piazze e i parchi del meratese, del casatese e del vimercatese, allo scopo di portare i libri fuori dalle biblioteche e di avvicinare alla lettura i bambini e i loro genitori.

Leggere ad alta voce è un’attività importante per la crescita del bambino ma come si può rendere piacevole questo momento?

Come abbiamo già accennato, è con i propri genitori che il bambino apprende un modello di relazione con le persone e con le attività che svolge. Pertanto è in primo luogo il genitore che deve darsi tempo per scoprire o riscoprire il divertimento dato dalla lettura di libri con il proprio figlio. Di conseguenza il bambino vivrà l’esperienza con i propri genitori.

Oltre a questo, la lettura ad alta voce crea l’abitudine all’ascolto, aumenta molto la capacità di attenzione, e accresce il desiderio di imparare a leggere. I pediatri indicano che la lettura durante i primi 3 anni di vita è la cosa più importante che i genitori possono fare per preparare il bambino alla scuola. Un bambino che riceve letture quotidiane acquisirà un vocabolario più ricco, avrà più immaginazione, si esprimerà meglio e sarà più curioso di leggere. Ciò gli consentirà una più facile comprensione dei testi scolastici e una minore fatica nello svolgimento dei compiti e dei temi, in tutte le materie.

Ma come si legge ad un bambino piccolo?

Grover Withehurst, pediatra e psicologo americano, ha elaborato il concetto di lettura dialogica definendola in questo modo: “La lettura dialogica differisce radicalmente dal modo tradizionale con cui gli adulti leggono ai bambini. Il cambiamento di ruolo è fondamentale: se nella tipica condizione di lettura l’adulto legge e il bambino ascolta, nella forma dialogica il bambino impara a diventare narratore della storia. L’adulto assume progressivamente il ruolo di un ascoltatore attivo, proponendo domande, aggiungendo informazioni, suggerendo al bambino di arricchire l’esposizione contenuta nel libro”.

Quindi, nella lettura dialogica l’adulto stimola il bambino a partecipare alla lettura condivisa di un libro, facendogli domande, espandendone le risposte e mettendo in relazione la storia del libro con l’esperienza del bambino. Tutte attività care ai logopedisti, perché basate sul linguaggio.

Di recente pubblicazione è il testo Parent-coaching per l’intervento precoce sul linguaggio. Percorsi di lettura dialogica nel programma “Oltre il libro”, di Girolametto, Bello, Onofrio, Remi e Caselli (ed Erickson) che propone un percorso di parent coaching per l’intervento precoce sul linguaggio che si basa proprio sulla lettura dialogica. Il percorso proposto è un intervento di prevenzione e promozione dello sviluppo linguistico rivolto alle famiglie dei bambini tra i 2 e i 3 anni che presentano un ritardo di linguaggio. Base dell’intervento è il coinvolgimento dei genitori al fine di modificare il loro stile relazionale e promuovere la comunicazione e il linguaggio del bambino in un contesto di lettura dialogica. Il programma è strutturato in 6 incontri e prevede la collaborazione di logopedista e psicologo nella conduzione degli stessi. 

Dati tutti questi presupposti è facile capire come per tutti i bambini già dall’età prescolare sia importante avere a fianco adulti che leggono per loro e con loro. Sopratutto i bambini con difficoltà o ritardo, in particolare a carico del linguaggio e della comunicazione, sono quelli che potrebbero avere i maggiori vantaggi dall’essere esposti precocemente alla lettura ad alta voce, per poter supportare fin da subito le competenze comunicative, relazionali e linguistiche fragili. Sono invece quelli a cui tendenzialmente si legge meno e più tardi e per i quali non si trovano facilmente libri adatti.

Da circa 15 anni  il centro sovra-zonale di comunicazione aumentativa di Milano e Verdello (CSCA) ha cominciato a costruire libri “su misura” per bambini con importante disabilità della comunicazione, con il testo completamente tradotto in simboli.

Da materiale appositamente strutturato per bambini con disabilità, questi libri si sono rivelati interessanti ed utili in altri contesti: hanno cominciato a  circolare spontaneamente nelle scuole dell’infanzia e nelle biblioteche e sono così diventati patrimonio di tutti i bambini. Questi libri sono stati preziosi anche nella nostra pratica clinica, per sostenere in modo naturale quei bambini che per diversi motivi hanno maggiori difficoltà con il linguaggio e con l’ascolto, come i bambini con disturbo di linguaggio o di attenzione e i bambini migranti. Allo stesso tempo, questi libri hanno appassionato i bambini dell’ultimo anno della scuola materna, i nostri figli in primis, permettendo loro di cogliere spontaneamente la correlazione parola/concetto ed attirandoli precocemente alla lettura per la possibilità di sperimentare un primo approccio al libro in autonomia.

I libri in simboli, quindi, non sono più solo strumenti “su misura” per bambini con disturbo complesso della comunicazione, ma sono diventati “IN-Book”, strumenti per l’inclusione di tutti i bambini, da condividere, da scambiare, da mettere a disposizione.

In Lombardia la prima biblioteca ad essersi dotata di in-book è stata quella di Verdello (BG) nel 2006, mentre a Brugherio (MB) sono approdati tra gli scaffali nel 2010. Nel 2013 è stato avviato un progetto per la condivisione di libri in simboli tra i sistemi di Dalmine, Treviglio, Milano Nord Est e Val Seriana. Considerando l’Ambito territoriale di Merate dove operiamo, le biblioteche di Cernusco Lombardone, Galbiate e Lecco, aderendo al progetto “IN-book…la biblioteca con libri dal nuovo look”, nel 2014 hanno acquisito 30 titoli IN-book, autoprodotti e stampati con il contributo di Avis, costruiti secondo rigorosi criteri metodologici e scientifici con la supervisione del CSCA.  (https://lecco.biblioteche.it/libri-in-simboli-leggere-facile-leggere-tutti/).

Il catalogo del Sistema Bibliotecario del Territorio Lecchese si è poi arricchito ulteriormente grazie a un progetto dell’Associazione per lo Sviluppo del Potenziale Cognitivo (ASPOC) di Lecco, che ha realizzato per scopi didattici e donato alle suddette biblioteche 36 nuovi IN-book rivolti ai genitori e a chi opera nel mondo della scuola, del sociale e della salute. Tutti questi libri in simboli sono disponibili tramite interprestito in tutte le biblioteche del territorio. Così che tutti possano leggere, perché leggere rende liberi.

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L’équipe PAROLIAMO – Osnago (LC) Via XX Settembre n.6 – www.paroliamo.org – logopedia@paroliamo.org

Dott.ssa Anna Borlesi  – Logopedista – Dott.ssa Anna De Bona  – Mediatore scolastico e familiare e counselor sistemico-relazionale – Dott.ssa Dolores Paredi –  Logopedista – Dott.ssa Laura Redaelli – Logopedista

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6 pensieri su “Leggere rende liberi: pensieri sulla lettura per e con i bambini

    • Anna Borlesi says:

      Grazie a te! Nel nostro studio stiamo sperimentando l’uso degli in-book con quei bambini che necessitano di un lavoro di rinforzo delle capacità espressive ma, da mamme, abbiamo scoperto che piacciono davvero molto a tutti. Forse perché si possono “leggere” in modo intuitivo ancora prima di aver acquisito capacità scolastiche di letto-scrittura.

  1. Nicoletta says:

    Articolo molto interessante! Ho una bimba di cinque anni e una di due. Alla sera sono abituata a leggere la storia alla mia bimba più grande, mentre con la piccola pensavo fosse troppo presto. Inizierò fin da questa sera a leggere ad entrambe. Grazie per l’articolo!

    • Anna Borlesi says:

      Grazie a te! Non è mai troppo presto per cominciare con una buona abitudine come quella alla lettura, l’importante è proporlo lasciandosi guidare dai gusti e dalle preferenze del bambino senza imporlo.

  2. fulvia says:

    Ho trovato le informazioni molto importanti, ho pensato di girarle a tutte le conoscenti che hanno un bambino o un nipotino. Grazie

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