Una storia ordinaria, ma straordinaria: l’esperienza di una mamma.

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Ogni volta che penso alla nostra storia mi si inumidiscono gli occhi. Sono la mamma di un bimbo che ha appena compiuto 5 anni.
A tre anni non parlava, indicava poco e con discontinuità, comunicava poco e con discontinuità, era molto arrabbiato e nervoso.
Fino a 2 anni aveva avuto tanti problemi fisici e di sensibilità che ora sembrava avere superato in parte, ma stargli accanto continuava ad essere difficile. A 3 anni, abbiamo ricevuto una diagnosi di autismo.
Il soffitto ti cade sulla testa quando ti si dice, senza troppi complimenti, che il tuo bimbo è autistico. Perché, se da una parte ti spieghi tutto il calvario che hai vissuto, dall’altra ti si apre la prospettiva di una vita senza sbocchi.
Credo di avere contattato Mamma Logopedista, seguendo un link condiviso su Facebook da una persona che in realtà non conosco (forza del destino), in una delle giornate più buie successive alla diagnosi.
Ho conosciuto il blog, l’ho letto e non ho resistito: la ho contattata su facebook aprendomi e spiegando la situazione come non credo di avere fatto nemmeno con persone che vedo tutti i giorni.
Mamma Logopedista mi ha dato dei consigli ed è stata tanto gentile da leggere le carte delle valutazioni di G. ed innescare la svolta.
Non volevo accettare la diagnosi di autismo, che per alcuni motivi non mi persuadeva del tutto. Cercavo indizi e strade, soprattutto osservando il mio bambino, che comunque cambiava giorno per giorno e sembrava rispondere sempre di più ad un mio crescente impegno e coinvolgimento nei suoi confronti: con lui avevo deciso di ricominciare tutto daccapo, come se quei primi anni così difficili segnati da pianti inconsolabili e vomiti continui non fossero mai esistiti, come se avessimo la possibilità di riprendere da zero, ridandoci un’altra chance dopo  un primo incontro che era stato faticoso e frustrante per me e per lui.
Però, oltre alle conferme incoraggianti che il mio bimbo mi dava, dopo una diagnosi di questo genere credo che sia normale cercare, in un modo anche un po’ convulso, altri pareri medici.
Lei mi ha ascoltato con una pazienza infinita, si è impegnata per me e ho sempre percepito una sua partecipazione personale che mi commuoveva. Infine, non ci eravamo mai viste se non nelle fotine dei social.
Brancolavo. Ho visto due Neuropsichiatri Infantili, nessuno dei due mi convinceva.  Mamma Logopedista mi ha dato parole concrete di speranza e  infine mi ha indicato una grandissima opportunità: abbiamo fatto un ultimo viaggio per fare valutare nostro figlio ed avere un terzo e definitivo parere. Mi ricorderò ogni dettaglio di quella sveglia all’alba, della nebbia spazzata via dal sole mentre correvamo sull’autostrada, metà paura metà speranza e un grande groppo al cuore.
Quella valutazione ha riaperto la strada alla nostra speranza. Il medico era brusco, ma ci ha spiegato delle cose che hanno illuminato la nostra intuizione, corretta, che il nostro piccolo non era autistico e che aveva margini enormi di miglioramento e si poteva valutare la cosa con ottimismo.
Non si può nemmeno dire quanta energia poche parole possano liberare.
Io sono tornata da quel viaggio (la nebbia si era diradata e ormai il sole brillava) determinata a risalire la china col mio bimbo, con una speranza finalmente confortata.
Sono passati due anni esatti da allora. Le mie abitudini sono completamente cambiate. Ho dato retta a tutti i consigli di Mamma Logopedista che sono preziosi perché sono sia da logopedista che da mamma!
Quante cose possono fare le mamme con i loro bambini! Cose semplici , cose quotidiane, cose che non necessitano altro che un po’ di pazienza ma che nella fretta si omettono e dimenticano, o almeno che io avevo omesso e dimenticato, scaricando di fatto su mio figlio tutto il peso del suo sviluppo faticoso.
La mia vita è cambiata. Ora alle 16 cascasse il mondo sono lì a giocare con lui e il lavoro aspetta. Ora abbiamo ricominciato il nostro rapporto da zero e siamo legatissimi, più legati, molto più legati di quando lui era in fasce ed io una puerpera troppo impaziente.
Ora che tutte queste cose sono cambiate, lui parla, si relaziona e migliora a vista d’occhio tanto che è uscito dalla patologia, riconosco che grande regalo mi è stato fatto. Ho avuto il regalo di costringermi a fermarmi, di vivere in un altro modo tante cose. E’ il regalo che le difficoltà ti fanno. A me hanno regalato una nuova opportunità come persona e come mamma e mi hanno anche regalato un’amica logopedista! Grazie Cara.
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