Perché utilizzare la Baby Sign Language? 5 vantaggi del linguaggio dei segni insegnato ai bambini

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guest post di Silvia Bitelli

Dopo i miei primi intensi due anni di ricerca, di osservazione e di utilizzo costante della Baby Sign Language con tante famiglie straniere e da poco anche italiane, entusiasta dei primi risultati raggiunti (ma con davanti ancora tantissimo lavoro da fare!) mi sono accorta che i modi con cui i bambini e coloro che se ne prendono cura traggono vantaggio dall’utilizzo della Baby Sign Language sono davvero tanti!
Ecco una breve selezione dei benefici riscontrati che possono essere considerati quasi “ad effetto immediato”:

1) La Baby Sign Language riduce il pianto, il nervosismo e la frustrazione nel bambino, costruendo invece in lui autostima e fiducia in se stesso.
Con il linguaggio dei segni i bimbi, già da piccolissimi, vengono messi attivamente in condizione di comunicare ed interagire con gli adulti e perciò devono fare meno affidamento su pianti, urla e capricci per comunicare le proprie necessità; questo significa che sono più sicuri di sé e più sereni, perché posseggono un numero maggiore di strumenti di comunicazione! Anche i genitori ne beneficiano: sono meno frustrati, perché devono passare meno tempo ad indovinare cosa vogliono i loro figli, ed entusiasti, perché possono comprendere meglio le loro richieste e rispondere appropriatamente in tempi molto più rapidi!

Osservando tante famiglie, ho notato che alcuni segni ad altissima frequenza, come LATTE , MANGIARE o DORMIRE, vengono appresi con estrema rapidità e facilità dai bambini; mi è capitato in più occasioni di vedere piccoli molto affamati “segnare” il cibo desiderato e genitori rispondere a colpo sicuro, con incredibile risparmio di tempo, energie e strilli di impazienza! Ho osservato anche bambini segnanti molto autonomi nella delicata fase che precede la nanna; l’uso del gesto permette infatti spesso di evitare ai piccolini tutto quel nervosismo che li caratterizza quando sono stanchi e non hanno modo di farcelo sapere e a noi adulti momenti di vera crisi: mettere a nanna occhietti con l’intenzione già segnalata di chiudersi è estremamente più semplice che cullare esausti per ore un bimbo che in realtà avrebbe sete e ce lo riesce a comunicare solo piangendo!

2) La Baby Sign Language permette ai bambini di condividere il loro mondo, rivelando agli adulti la loro enorme intelligenza.
I bambini che usano i segni con i genitori e con le altre persone che si prendono cura di loro hanno la possibilità di comunicare i propri bisogni, desideri e pensieri molto prima degli altri bambini; quando possono “dire” con le mani ciò che stanno pensando, cosa ricordano o quando notano qualcosa, gli adulti sono davvero stupefatti nell’apprendere quanto i loro piccoli siano intelligenti!
Gli aneddoti sull’emozione che crea questa speciale forma di comunicazione sarebbero davvero infiniti! Come la prima volta che davanti ad un’immagine di una zucca ho fatto il segno corrispondente ad una piccina di 11 mesi, e lei con un gran sorriso ha fatto NO scuotendo il capo e poi ha segnato TESTA, dimostrandomi di aver colto perfettamente il sinonimo TESTA e ZUCCA, cosa a cui non avevo minimamente pensato, e che ci ha portato a infinite risate! O come la prima volta in cui un’altra bimba, 13 mesi, ha raccontato con i segni a me e alla sua mamma – incredula dallo stupore – ciò che la colpiva del prato in cui eravamo: le margherite (FIORE) che DORMIVANO (in effetti avevano le corolle chiuse!).

3) La Baby Sign Language rafforza il legame tra il genitore e il figlio.
La lingua dei segni ha bisogno di molta attenzione da entrambe le parti per essere eseguita e compresa, perciò offre la possibilità di un’interazione più intensa, intima e soddisfacente tra chi la utilizza, che parte da un maggiore contatto visivo e fisico con il bambino. Quando si usa la comunicazione gestuale è infatti sempre necessario guardare il piccolo interlocutore, rivolgersi a lui esplicitamente, talvolta prendergli le mani e dirigerle per aiutarlo ad imparare un segno.

E’ innegabile, il rapporto con i bimbi cambia davvero utilizzando la Baby Sign Language, e ciò non vale solo per i genitori, ma per chiunque si trovi ad interagire con loro! Avere la possibilità di esprimere il proprio pensiero e sentirsi compresi è immensamente gratificante per un bambino che ancora non è in grado di parlare, e riempie di gioia l’adulto che si trova ad avere l’incredibile certezza di capirlo; ricordo ancora un bimbo, 12 mesi, che, una volta compreso l’uso dei gesti, mi chiedeva sistematicamente il segno di tutto ciò a cui era interessato e di cui non riusciva a pronunciare il nome allo scopo di comporre la breve frase OGGETTO + ANCORA che utilizzava per dirmi che voleva giocare più a lungo con l’oggetto desiderato!

4) La Baby Sign Language aiuta i bambini ad imparare a parlare più rapidamente.
Un crescente numero di ricerche dimostra che i bambini che apprendono la lingua dei segni sviluppano abilità linguistiche più rapidamente ed accuratamente di quelli non esposti alla comunicazione gestuale.
Sulle motivazioni gli esperti hanno opinioni diverse, ma per tutti l’evidenza fornisce un valido supporto agli studi: i bambini segnanti iniziano infatti a parlare spesso prima di quelli che non usano i segni, hanno un vocabolario più ampio, apprendono più facilmente nuovi termini e compongono frasi di maggiore complessità. Se provengono da famiglie bilingui ed usano gli stessi segni per entrambe le lingue hanno tempi più rapidi di passaggio da una lingua all’altra.

Nella mia esperienza posso dire che fino ad oggi tutti i bimbi segnanti che ho incontrato hanno iniziato a parlare presto e che, una volta in grado di comunicare con le parole, hanno trovato modi diversi di utilizzare i segni; c’è chi li ha eliminati subito, chi li ha mantenuti per un po’, chi ne ha tenuto a distanza di tempo qualcuno che riteneva particolarmente comodo.. Tutti però, a distanza di tempo e nonostante siano perfettamente in grado di parlare, riconoscono ancora i segni e si divertono molto nell’utilizzarli in filastrocche, canzoncine o altre attività di gioco!

5) La Baby Sign Language è un primo strumento di approccio verso l’interesse per lingue e culture differenti.

I benefici associati all’apprendimento di più di una lingua ormai sono noti a tutti, e i bambini hanno una capacità incredibilmente alta di imparare più lingue senza sforzo! La Baby Sign Language non fa eccezione: attraverso l’uso dei segni i piccoli vengono messi a contatto con le basi di una seconda lingua, naturale, invitante ed accessibile, che fornisce loro una prima opportunità di sperimentare con successo un altro modo di comunicare e che consente lo sviluppo precoce di un’area più estesa del cervello deputata alle abilità linguistiche.

Mi è capitato di vedere piccoli bilingui usare correttamente i segni in entrambe le lingue parlate nella famiglia, ma anche di vedere quanto i piccoli monolingui siano agevolati nel comprendere un adulto segnante che parla una lingua diversa. Personalmente, pur non essendo madrelingua inglese, ho più volte introdotto bimbi molto piccoli a questa lingua, utilizzando i segni; i risultati? Un esempio tra i tanti – con cui chiudo questa veloce rassegna – questo messaggio ricevuto dalla mamma di una bimba monolingue italiana di 16 mesi: “Silvia, mio marito stava per svenire! Francesca ha visto una farfalla, ha fatto il segno e ci ha guardato dicendo: “…BUTTERFLY”!!!

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Corsi di Baby Sign Language con Silvia Bitelli

MILANO

Presso ProgettoBebè

CORSO BASE: 26 novembre ore 16.30
oppure 30 novembre ore 10.30 e 14.30
presso APPLE PIE VIA CIRILLO, MILANO

Scarica la locandina dei corsi di  novembre  a Milano

 

MODENA

Presso Circolo Primo Respiro – Spazio Nascita, contatto diretto circoloprimorespirobabysigns@gmail.com

Silvia Bitelli insegnante Baby Sign Certificata

Pagina Facebook: Silvia Bitelli Baby Signs Program Independent Certified Instructor

Contatti: silviabitelli@virgilio.it

 

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