Strategie utili al benessere comunicativo

 

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Strategie utili al benessere comunicativo in bambini con disturbo di linguaggio

L’idea ha preso forma dalle tante e comuni domande che moltissimi genitori mi rivolgono quando un bambino parla poco o parla male. In alcuni casi ciò avviene anche molti mesi prima che il bambino stesso cominci un percorso di logopedia … allora che fare nel frattempo? Un po’ di informazioni possono aiutare mamma e papà a indirizzare in modo positivo le proprie energie ed evitare, così, atteggiamenti controproducenti, anche se dettati da buone intenzioni.

In realtà, tutte le indicazioni che si trovano sul libro, sono valide anche per quei bambini che stanno sviluppando il linguaggio in modo fisiologico, diciamo che sono universalmente valide proprio perché puntano sul concetto del benessere comunicativo e non su modi per risolvere il disturbo.

Qui sul blog si è già parlato tante volte di strategie utili (vedi qui e qui) o, al contrario, di atteggiamenti controproducenti (vedi qui e qui). Bene, questo piccolo compendio amplia in modo piuttosto esaustivo l’argomento, strutturandosi in tre parti:

  • Cosa sì: raccoglie tutti gli atteggiamenti utili a promuovere e sostenere il linguaggio;
  • Cosa no: raccoglie quegli atteggiamenti che è sconsigliabile tenere, che possono complicare le cose al bambino che non si esprime bene;
  • Cosa fare se … : descrive le cose partendo da un atteggiamento del bambino o da una situazione per lui difficile da affrontare con le parole, provando a proporre alcune soluzioni …

Credo che sarà molto utile alle logopediste perché riporto, soprattutto nella sezione “Cosa fare se…” esattamente tutte le domande che mi hanno rivolto negli anni i molti genitori che ho incontrato.

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4 pensieri su “Strategie utili al benessere comunicativo

  1. Felicita Costi says:

    mi è arrivato il suo testo “Strategie utili al benessere comunicativo…” e come mamma ho la possibilità di dire che sono utili non solo per le logopediste ma anche per le mamme che hanno bambini con un ritardo nel linguaggio come mia figlia. Sarebbe utile anche per insegnanti della scuola materna e della scuola primaria, perché molto spesso non sanno come fare ed agire con i bambini con difficoltà nel linguaggio. Un esempio è la maestra d’asilo di mia figlia che ha chiesto espressamente come deve agire. Grazie per lo strumento molto utile.

    • Ella says:
      Ella

      Grazie mille Felicita, questo commento mi riempie di orgoglio. In effetti è nato per le famiglie, ma le colleghe logopediste lo hanno apprezzato molto. Mi fa piacere che risulti di facile lettura e adeguato negli esempi. Grazie anche per la pubblicità che mi sta facendo a scuola

  2. mari says:

    Ho letto questo libro tutto d’un fiato. L’ho trovato ben fatto, chiaro e molto utile. Mi ha aperto gli occhi su alcuni errori che inavvertitamente faccio, come quello di non cercare sempre il contatto oculare, e mi ha rassicurata su atteggiamentiinvece corretti , ma che parenti mi dicevano sbagliati, continuando a ripetermi di far finta di non capire quando Ia figlia mi dice ad esempio “mamma am” (mamma ho fame). Ho capito che non è colpa mia se mia figlia ancora non parla come gli altri bambini della sua età (30 mesi), ma che posso fare molto per non farglielo pesare e farla sentire compresa e capita sempre.

    • Ella says:
      Ella

      Grazie Mari, sono davvero contenta che il libro si stia rivelando utile proprio per quegli aspetti che descrivi tu, forza mamme, un po’ di informazione per stare meglio con i propri bimbi 🙂

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