Strategie utili alla promozione del linguaggio: strategie non verbali, para-verbali e verbali

Tutti noi mettiamo in atto, in modo più o meno consapevole, degli atteggiamenti atti a promuovere ed incoraggiare il bambino che inizia a parlare.

Più il bambino è piccolo, più è facile che questi atteggiamenti siano di tipo non verbale o para-verbale, più cresce più si tende ad utilizzare strategie di tipo verbale.

Ecco alcuni esempi che approfondirò anche in articoli dedicati.

STRATEGIE NON VERBALI

Le strategie non verbali consistono in azioni che non coinvolgono il linguaggio, eccone alcune:

STRATEGIE PARA-VERBALI

Le strategie para-verbali (io le chiamo così, ma a dire il vero è un termine forse che si trova riferito alla comunicazione), cioè che usano il linguaggio verbale, ma in cui non si pone l’attenzione su cosa si dice, ma su come lo si dice:

STRATEGIE VERBALI

Le strategie verbali che fanno riferimento all’uso del linguaggio nei suoi contenuti. Alcuni esempi sono:

Non esiste una strategia “più giusta” di un’altra, ma ognuna trova un senso e la precedenza rispetto alle altre a secondo del livello di sviluppo linguistico del bambino, della sua sensibilità e delle sue inclinazioni.

Tutto va fortemente caratterizzato, ogni bimbo è un mondo a sé, un piccolo uomo o una piccola donna con predisposizioni e caratteri diversi.

Di alcune di queste strategie vi ho già parlato in altri post, come per esempio l’uso del ritmo e delle pause che sono strategia para-verbali, oppure del contatto oculare che è invece non verbale.

Nel blog trovi molti articoli che riguardano le strategie facilitanti la comunicazione e il linguaggio.

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