Mese della logopedia 2016: grazie a tutti!!

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E’ stato anche questa volta un mese della logopedia impegnativo e pieno di soddisfazioni.

Vorrei ringraziare con tutto il cuore le colleghe con passione e dedizione hanno deciso di unirsi a questo progetto di divulgazione e informazione sulla nostra bellissima professione!

Ecco tutti i vostri nomi e gli articoli che avete scritto:

A breve l’autore dell’articolo più letto riceverà una mail per il premio, cioè un banner pubblicitario della propria attività sul blog.

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Breve aggiornamento:

1° – Mio figlio è disprassico – Enza Lagalla

2° – Il passaggio dall’Università al mondo del lavoro – Maria Silvia Mazzocchi

3° – L’afasia e la gestione del paziente afasico – Emma Lapi

4° – I vantaggi del plurilinguismo e il ruolo centrale della L1 – Caterina Catalano

5° – Bambini e problemi di linguaggio: 9 consigli pratici per famigliari e amici – Emanuela Breglia

L’afasia e la gestione del paziente afasico: il ruolo del logopedista

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di Emma Lapi, logopedista

Proviamo per un momento a immaginare di non essere più in grado di poter parlare liberamente di quello che ci piace, di non poter più chiedere qualcosa, di non comprendere quello che gli altri dicono, di non trovare le parole giuste: sarebbe senz’altro una grande sofferenza, come se ci avessero catapultato in un pianeta sconosciuto dove parlano una lingua diversa dalla nostra. Se ci trovassimo su in pianeta diverso dalla Terra, ad esempio su Saturno, non saremmo di certo in grado di capire quello che gli strani e colorati abitanti del pianeta ci direbbero, ma resteremmo perplessi a guardarli con gli occhi fuori dalle orbite, incapaci di rispondere in maniera adeguata.

Ma non è proprio questo che succede al paziente afasico perché nel suo caso è lui ad essere cambiato e non l’ambiente circostante, anche se in parte il risultato è lo stesso. Continua a leggere

Il disturbo specifico di linguaggio semantico-lessicale: quali strategie?

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Spesso si pensa che il linguaggio corrisponda semplicemente ad un “dare etichette” agli oggetti e alle azioni.

Il linguaggio è una corrispondenza di immagini mentali con distintivi tratti non solo fonologici, ma anche concettuali che sono connessi fra loro come una rete. Quanto più la rete concettuale è ricca di informazioni, tanto più il linguaggio sarà complesso. La semantica e il lessico sono componenti fondamentali del linguaggio, essenziali per la produzione, comprensione e organizzazione del linguaggio verbale e del pensiero. La competenza lessicale permette di apprendere e distinguere singole parole. La competenza semantica ci permette di arrivare al vero significato del linguaggio: categorizzare, concettualizzare e permette di fare rappresentazioni mentali adeguate e contestualizzate. Continua a leggere

Valutazione logopedica: come avviene e perché non temerla

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Molto spesso le famiglie o gli utenti rimandano l’appuntamento con il logopedista come se la valutazione delle componenti linguistiche fosse un “mostro nero” che incute terrore a tal punto da idealizzare od immaginare questo incontro come invasivo per il bambino, o particolarmente spaventoso per gli adulti che vi accedono, come fosse un qualcosa di cui vergognarsi o qualcosa che serve necessariamente per apporre un ‘etichetta.

In realtà la valutazione logopedica tiene sempre conto dell’età anagrafica del paziente e delle dinamiche necessarie per poter approcciarsi al meglio con il bambino. Continua a leggere

Bambini e problemi di linguaggio: 9 consigli pratici per famigliari e amici

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“Silly Lions Hand Paint” eseguito durante una sessione di intervento precoce con un bambino di 20 mesi

di Emanuela Breglia, Logopedista Bilingue

In occasione del Mese della Logopedia 2016, vorrei dare un contributo che viene dalla mia esperienza con i bambini con bisogni speciali e le loro famiglie. Grazie al mio lavoro ho la possibilità di seguire da vicino le vicende delle famiglie e di tutto il micro-cosmo che ruota loro attorno. Proprio come ci si potrebbe aspettare, alcune dinamiche familiari sono piuttosto comuni, ma altre sono del tutto peculiari, perchè derivate dalla specifica condizione del bambino e dalle persone coinvolte. Continua a leggere

La disprassia evolutiva tra complessità e soluzioni

di Debora Ielpo, logopedista

Sempre più frequente il numero di  piccoli che vengono comunemente riconosciuti e definiti come “non in grado di fare”; ci capita infatti, spesso, di  sentire dalla bocca di genitori, insegnanti e compagni frasi e definizioni come: “è ancora incapace di allacciarsi le scarpe”, “questo bimbo è davvero goffo e pasticcione” o ancora “che tragedia vestirsi al mattino!!!”… Continua a leggere

Cos’è l’Afasia e come affrontarla

di Antonella Brunetti, logopedista

L’afasia viene definita come un disturbo acquisito del linguaggio conseguente ad una lesione cerebrale che ha compromesso aree e strutture specifiche implicate nei processi di elaborazione e formulazione del sistema linguistico (FLI, 2009).

La gravità di tale disturbo deriva principalmente dalla sede e dall’entità della lesione che può essere causata da disturbi vascolari, trauma cranico, neoplasie cerebrali, malattie del SNC, malformazioni. Inoltre, il quadro clinico in questione può essere aggravato dalla compresenza di altri disturbi come paralisi parziale o totale, disturbi della sensibilità, disturbi del campo visivo, deficit neuropsicologici.  Continua a leggere

Logopedia e scuola … uniamo le forze!

logo e scuola

 

di Enza Lagalla, logopedista

La legge 170 del 2010 relativa ai disturbi specifici d’apprendimento ha determinato un importante cambiamento del contesto operativo per la gestione dei DSA ed ha accresciuto la consapevolezza sociale di questi disturbi che riguardano molti studenti.

Studenti che per anni sono stati accusati di essere pigri o troppo vivaci, poco attenti o scarsamente rispettosi delle regole.  Alunni etichettati e demotivati, costretti a vivere da incompresi in un sistema che non era in grado di rispondere alle loro necessità e che non riusciva a capire la loro straordinaria diversità, portando spesso all’insorgenza di disturbi secondari come ansia, fobie, somatizzazione, comportamenti provocatori e isolamento sociale. Continua a leggere

I vantaggi del plurilinguismo e il ruolo centrale della L1

plurilinguismo - catalano

di Caterina Catalano, Logopedista

“Ogni lingua dice il mondo a modo suo.

Ciascuno edifica mondi e anti-mondi a modo suo.

Il poliglotta è un uomo più libero”.

Con queste parole, Rudolf Steiner, pedagogista austriaco vissuto tra la fine del 1800 e gli inizi del ‘900, anticipa di più di un secolo conclusioni su cui, solo da pochi anni, si trovano d’accordo esperti di linguaggio e ricercatori.

Per molti anni, infatti, siamo stati accompagnati dal pregiudizio che l’esposizione a più lingue avesse un effetto negativo sullo sviluppo cognitivo e linguistico dei bambini; recenti ricerche hanno finalmente scardinato questa tesi, provando, al contrario, un vantaggio soprattutto in riferimento alle competenze definite generali o orizzontali: attenzione, inibizione, flessibilità cognitiva.

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Professione logopedista: il passaggio dall’Università al mondo del lavoro

IMMAGINE DI COPERTINAdi Maria Silvia Mazzocchi, logopedista

L’incontro tra due realtà in una terra semisconosciuta, patria di un sugo di funghi piuttosto saporito.

Il passaggio dall’Università al mondo del lavoro è solitamente accompagnato da un senso di liberazione e da grandi aspettative, che rischiano però di essere ben presto offuscate dalle difficoltà che si incontrano, sia nel definire un percorso di affinamento e di specializzazione della propria formazione, sia nell’individuazione del “giusto posto di lavoro”. Infatti, nonostante il percorso di studi di un Logopedista preveda una significativa formazione pratica, quando ci si affaccia al mondo lavorativo si avverte spesso un sentimento di disorientamento. Se anche voi condividete questa opinione, date un’occhiata qui sotto a quello che ho da dire in proposito.

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