Perché è così importante leggere ai bambini?

di Linda Veronese, logopedista

La lettura ad alta voce è un’attività estremamente utile per lo sviluppo cognitivo e linguistico dei bambini e può (o meglio dovrebbe) essere fatta fin dai primi mesi di vita.

Diverse ricerche hanno dimostrato che i bambini a cui si leggono regolarmente storie:

– evidenziano un più precoce sviluppo del linguaggio;

– possiedono un vocabolario più ricco;

– mostrano una maggiore capacità di esprimere in modo corretto e articolato il proprio pensiero;

– imparano ad utilizzare delle espressioni linguistiche non presenti solitamente nel linguaggio colloquiale.  Continua a leggere

Come nasce un Patto Logopedico?

di Giovanna dal Ben, logopedista

Ogni persona è diversa da un’altra, poiché possiede un proprio bagaglio di idee, pensieri.

Quindi anche tutti gli utenti con cui un terapista, qui nello specifico un logopedista, entra in contatto sono differenti e la relazione che si crea con ognuno di loro è unica.

Nel caso di bambini e ragazzi, la relazione logopedica riguarda il bambino o il ragazzo, la sua famiglia (mamma, papà, nonni), la logopedista, le sue insegnanti ed ovviamente anche le altre figure professionali con cui l’utente si relaziona, ad esempio il neuropsichiatra infantile, lo psicologo, il terapista occupazionale, lo psicomotricista e il fisioterapista. Continua a leggere

Balbuzie: tra falsi miti e verità. Cosa fare: aspettare o intervenire?

di Roberta Perosa, Logopedista

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Da anni mi occupo di balbuzie, ma mi rendo conto che ci sono ancora molti luoghi comuni da sfatare, falsi miti che fanno fatica a scomparire e molto spesso le domande che mi pongono i genitori durante i primi colloqui riportano frequentemente gli stessi dubbi.

Partendo da qui, perché allora non spiegare meglio cos’è la balbuzie e cercare di rispondere a quelle domande che più volte ci vengono poste?

Cercare di fare chiarezza mi sembra il primo passo per entrare in questo mondo, dove c’è ancora tanto da scoprire!

Quest’articolo è quindi indirizzato a tutti i genitori di bambini che balbettano e a tutti coloro che sono interessati ad avere risposte sulla balbuzie, capire cos’è e che cosa si può fare al giorno d’oggi.

Il mio intento è di diffondere ciò che ogni giorno mi insegnano i miei piccoli pazienti, perché “la balbuzie è molto più del semplice fatto di balbettare”.

Partiamo quindi dalla prima domanda:

Cos’è  la Balbuzie?

La balbuzie è un disordine del ritmo della parola, nella quale la persona sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono, che hanno carattere di involontarietà” (O.M.S., 1997).

Ma è anche molto più di questo, è un disturbo del parlare, ma anche del non parlare. Può capitare che il bambino che balbetta rinunci a dire quello che vuole per la paura stessa di balbettare o che  metta in atto una serie di comportamenti disfunzionali volti a superare le sue difficoltà. La balbuzie è disturbo della fluenza verbale molto complesso ed è causato da una serie di fattori (fisiologici, psicologici, genetici e da variabili ambientali), proprio per questo si parla di disturbo multidimensionale. Continua a leggere

Leggere rende liberi: pensieri sulla lettura per e con i bambini

 

di PAROLIAMO

“Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.” (Gianni Rodari)

 

Nel lavoro della nostra équipe, formata da tre logopediste e un consulente professionista sistemico-relazionale, sempre più fondamentale ci appare il coinvolgimento della famiglia fin dal primo colloquio di presa in carico.

L’esperienza ci sta dimostrando l’importanza di considerare e valorizzare le relazioni che il bambino ha nella famiglia e a scuola, relazioni che vanno ad incidere sull’efficacia dei percorsi che proponiamo. Per questo, cerchiamo di guardare al bambino e alle sue relazioni tenendo conto degli elementi che possono influenzare i disturbi per cui siamo contattate e i loro vissuti che determinano la minore o maggiore efficacia dell’intervento. Continua a leggere

Disturbi dell’alimentazione in età evolutiva: “ha mangiato tutto?”

di Giulia Girodo, logopedista – FEEDING DISORDERS IN ETÀ EVOLUTIVA

“Ha mangiato tutto?”

Questa è la classica domanda che una mamma fa all’educatrice quando va a prendere il proprio bambino alla Scuola dell’Infanzia, domanda che talvolta rivolge anche a se stessa, presa dal dubbio che il proprio piccolo non si nutra abbastanza, che sia più piccolo e magro dei suoi coetanei, che non assuma sufficienti proteine o che ne assuma troppe, che mangi troppi dolci e poche vitamine, che assuma poco calcio e che “chissà perché a casa ha rifiutato la crema di cavolfiori con cubetti di zucchine e invece all’asilo le zucchine le ha mangiate tutte”.

Bambini che mangiano controvoglia, spizzicano il cibo, rifiutano alcuni alimenti e fanno disperare i genitori a tavola, sono realtà piuttosto frequenti che si verificano in alcune fasi dell’infanzia. Spesso si tratta di comportamenti transitori che, se gestiti dalla famiglia in maniera adeguata, si risolvono in breve tempo.

Altre volte, tuttavia, diventano un vero e proprio disturbo, dal 2013 riconosciuto all’interno del DSM-V, che prende il nome di Feeding Disorder. Continua a leggere

Giochi allena-menti! Esperienze di una logopedista

di Giulia Delfino, logopedista

Sono una logopedista e lavoro prevalentemente con l’età evolutiva; adoro conciliare il mio lavoro con una particolare passione, ovvero quella dei board games, cioè i giochi da tavolo.

Non pensate subito alle eterne partite a Monopoli o Risiko, perché le tipologie dei giochi da tavolo sono davvero le più disparate.

giochi filler

In particolare in questo articolo vorrei parlarvi dei giochi filler, letteralmente  riempitivi, che hanno la caratteristica di essere molto veloci, con poche regole chiare e precise e dal divertimento assicurato. Continua a leggere

Mamma Logopedista Risponde: servizio gratuito per genitori

Cari mamme e cari papà che mi seguite,

è nata una nuova idea per rispondere alle tante domande e dubbi che mi ponete ogni settimana; è ormai impossibile rispondere direttamente a tutti perché le richieste sono davvero troppe.

Per questo nasce il nuovo gruppo Facebook Mamma Logopedista risponde.

Perché un gruppo?  Oltre alla oggettiva difficoltà di dare risposte in tempi utili e non farvi aspettare troppo, ho pensato che una condivisione tra famiglie possa essere più proficua per tutti, per un confronto non solo sugli aspetti più “tecnici” delle mie risposte,ma anche sul vissuto emotivo dei genitori di bimbi che hanno difficoltà linguistiche.

Il gruppo è partito ad inizio anno e contiene già i video delle prime tre dirette, ecco i temi già affrontati:

19.01.2018: Bimbi che parlano poco

16.02.2018: Strategie utili per stimolare il linguaggio nei bambini che parlano poco

02.03.2018: Bimbi che parlano poco – stimolare l’attenzione al linguaggio e l’ascolto

Il programma continua secondo questo calendario: Continua a leggere

Trattamento logopedico dei Disturbi del Linguaggio: il ruolo del gioco

di Chiara Baioli, Logopedista

Quando il proprio figlio accede ad un percorso logopedico per un disturbo o difficoltà più specifiche del linguaggio, è naturale per un genitore chiedersi in che modo il logopedista organizzerà il lavoro, come riuscirà a coinvolgere il piccolo su questi aspetti e a quali tecniche farà ricorso per stimolarne il linguaggio.

Premesso che ogni situazione è differente, e che il logopedista deve essere in grado di capire quale metodologia si adatta meglio al bambino che ha di fronte, è possibile individuare nella letteratura almeno tre modalità di approccio logopedico: quello diretto, quello naturalistico e quello ibrido. Continua a leggere

Leggende metropolitane sul lavaggio nasale

di Elisabetta Sartori, logopedista

Da alcuni anni mi occupo della riabilitazione della respirazione nasale e per farlo utilizzo il lavaggio nasale, in particolare quello praticato con la tecnica del Neti Lota (nell’immagine sopra puoi vedere la piccola brocca che si utilizza allo scopo).

La mia esperienza personale quotidiana con questo meraviglioso strumento mi ha permesso di conoscerlo a fondo e di capire quali sono gli accorgimenti per proporlo nel modo migliore e più efficace.

Nel tempo mi sono resa conto che ci sono delle idee preconcette negative sul lavaggio nasale e ho cercato di raccoglierle in questo articolo per sfatarle.

Provoca dolore mentre lo si fa: FALSO

Postura corretta del capo, giusta quantità di sale e temperatura adeguata sono gli ingredienti per praticare un lavaggio assolutamente indolore ed efficace. Per quanto sia semplice, però, è meglio impararlo con qualcuno che conosca questa metodica e che la faccia sperimentare di persona. Continua a leggere