Area Logopedisti,  Linguaggio

UN TABLET: LA MIA VOCE.

 

11066058_10206610769972276_392122399_odi Dalila Randisi, logopedista

La tecnologia è, ormai, entrata a far parte della vita quotidiana di molti di noi. Ebbene quello che per i normo-tipici è uno strumento di lavoro, di svago e più in generale di usi svariati ha un grande, imponente potenziale intrinseco.

Di fatto, il tablet può essere un ausilio, e nello specifico un ausilio alla comunicazione. Ciò è possibile grazie a diverse App e Software che danno una voce a chi ha un deficit comunicativo. Il tablet come ausilio comunicativo fa parte dell’ampia materia della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). Con tale termine si suole identificare una serie di strategie, strumenti, modalità aumentative e alternative al linguaggio espressivo. Aumentative nel senso che ampliano le capacità proprie della persona; alternative poiché fornisco una via altra rispetto a quella usata comunemente.

Parlare con un tablet, fare del tablet la propria voce significa per il bambino e anche per l’adulto potersi autoregolare, confrontare con gli altri, esprimere bisogni e soprattutto pensieri. Perché è importante, essenziale prendere coscienza del fatto che dietro al silenzio c’è pur sempre un individuo che deve non solo avere, ma anche poter espletare il suo diritto a comunicare ad ogni livello, sia che si tratti di comunicazione di bisogni essenziali che di pensieri, di volontà.

Vi racconto di E., la sua voce è un tablet. Lei è una bimba di 6 anni con un importante deficit di comunicazione espressiva a seguito di una PCI (Paralisi Cerebrale Infantile). Il suo tratto distintivo? La gran voglia di comunicare, avvalendosi di tutte le modalità di comunicazione non verbale; temeraria nel cercare di far comprendere ciò che desidera, obiettivo che riesce a raggiungere soprattutto con chi bene la conosce.

Allora perché darle una “voce” se comunque sa farsi comprendere? Mutevoli le motivazioni: intanto è una bambina che crescerà pertanto le sue esigenze comunicative sono in crescita e in continuo cambiamento; se da un lato chi la conosce riesce a comprenderla, dall’altro ci sono la necessità di poter comunicare in ogni contesto di vita e con qualunque partner comunicativo e il dovere di garantire a chiunque quel diritto a comunicare proprio dell’essere umano.

Così quello che per noi è un semplice tablet, associato ad un’app e ad un training adeguati, è diventato un ausilio comunicativo. La bambina, infatti, crea attraverso dei simboli (PCS o ARASAAC) la frase che desidera e successivamente attiva la sintesi vocale, la quale permette al partner comunicativo di ascoltare il messaggio.

Non si tratta solo di fornire uno strumento, ma di creare un progetto di CAA che sia al passo con le esigenze comunicative mutevoli della bambina. Tanto che, con l’ingresso a scuola e l’apprendimento della letto-scrittura, probabilmente sarà utile adattare o modificare il suo ausilio alla comunicazione così da renderlo il più efficace possibile.

E’ doveroso sottolineare, però, che lo strumento tecnologico da solo non è sufficiente ad ovviare alle difficoltà comunicative. Infatti esso deve necessariamente essere accompagnato da un training effettuato da professionisti competenti e deve essere fornito di un software, di un’applicazione adeguata all’utente. Così come un ausilio high tech non è la soluzione adatta a qualunque persona con deficit comunicativo.

Ogni individuo è un individuo a sé, con proprie caratteristiche e peculiarità, l’ausilio va poi “cucito su quella persona”.

Con l’auspicio che quante più persone si possano interessare al variegato mondo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), alle sue diverse forme/modalità, agli innumerevoli vantaggi e opportunità che offre nell’ambito dei deficit comunicativi.

Nella convinzione che comunicare sia una necessità e un diritto proprio dell’uomo.

***

11067703_10206556930986335_358006168_o

 

DOTT.SSA DALILA RANDISI

Logopedista

Centro Dedalo – Siena

dedalocentro@gmail.com

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.