Voce Integra e Intelligenza Vocale: due progetti per la voce

di Federica Avolio, logopedista

Mi sono laureata al secondo policlinico di Napoli nel 2004, il primo anno accademico in cui il percorso di studi universitario veniva riconosciuto come laurea di primo livello. C’erano molte aspettative riguardo tale cambiamento, ed anche rispetto al mio lavoro, maturai molte aspettative.

Ben presto vennero in buona parte deluse; appena iniziato il percorso di studi mi sono subito appassionata alla riabilitazione della voce e doveva riuscirmi abbastanza bene, per cui la responsabile del mio tirocinio mi affidò diversi casi.

Cercavo di comprendere e seguire alla lettera le indicazioni fornitemi dai protocolli universitari e le considerazioni che maturavano in seguito all’osservazione di valutazioni e casi clinici e provai subito il desiderio di sistemare alcune indicazioni o modificare alcuni aspetti della presa in carico, ma chiaramente, mi guardai bene dal farlo in quel momento!

Durante quel periodo mi fu affidata una ricerca sull’ascolto e decisi di approfondire l’argomento in modo originale, facendo riferimento agli studi sull’ascolto attivo di C. Rogers e agli studi di programmazione neurolinguistica che, da pochi anni si stavano diffondendo in Italia. Fu una riflessione molto apprezzata dalla mia docente, così, una volta uscita dall’università ho continuato ad approfondire questo argomento iscrivendomi alla facoltà di psicologia e seguendo studi e approfondimenti personali.

La mia riflessione sull’importanza dell’aspetto emozionale legato alla voce nacque con quella ricerca e continuò per diversi anni, almeno una decina, fino all’elaborazione del concetto di Intelligenza Vocale, ma andiamo con ordine …

Prendere in carico i disturbi della voce (disfonie) fuori dal policlinico, in regime di libero professionale, mi mise di fronte alla necessità di approfondire l’argomento in tutti i modi possibili, scegliendo per la mia formazione tutti corsi su questo argomento. Mi sentivo insicura, non avevo più le spalle coperte dalle mie responsabili universitarie e qualunque errore l’avrei dovuto pagare in prima persona; inoltre temevo di non essere all’altezza di riportare i risultati desiderati.

Seguii diversi corsi e mi accorsi di una cosa importantissima; esistevano approcci assolutamente distanti tra di loro ed integrare le informazioni in un progetto riabilitativo coerente fu una vera e propria impresa, costosa sia economicamente che energeticamente. Non mi persi d’animo, ma onestamente non sapevo quanto mi convenisse sostenere tutti questi sacrifici, visto che nei centri di riabilitazione dove lavoravo era veramente un caso raro prendere in carico questo tipo di disturbo. In regime privato mi arrivavano dei casi, ma mi sentivo in dovere di offrire molto di più di quello che ero capace di fare in quel momento.

La domanda che più mi ponevo in quel periodo era questa: “ma davvero la spesa che sostengo vale questa vera e propria impresa? Mi conviene davvero? Cosa ci guadagno?” Intanto la passione per quello che facevo mi fece continuare ad approfondire e ad un certo punto notai che qualcosa iniziava a funzionare; era proprio l’integrazione che avevo fatto delle diverse informazioni ricevute! Proprio quello che durante il periodo di studi universitari non potevo e non riuscivo a fare.

I risultati cominciarono ad arrivare, le persone soddisfatte del trattamento, i casi di noduli ridotti o riassorbiti aumentavano sempre di più, in tempi sempre più ridotti. Cercai dunque di capire se c’era una sequenza di azioni che potevo individuare come particolarmente efficaci che mi aiutavano ad ottenere risultati sempre migliori. Nacque così l’elaborazione di un mio protocollo, apparentemente molto semplice, ma strutturato sulla base di principi che funzionavano e soprattutto sulla base di un approccio Integrato.

Nacque Voce Integra, un progetto formativo interamente dedicato ai colleghi logopedisti che possono avere le difficoltà che ebbi io, tra l’insicurezza e la paura di prendere in carico un paziente disfonico, con il desiderio di voler offrire di più e la sensazione di non essere in grado di farlo. Pensai che sistematizzare in modo semplice le informazioni che mi avevano aiutato a sbloccarmi potesse essere qualcosa di molto utile, ho voluto dare il mio contributo alla mia categoria professionale strutturando un percorso semplice, economico, realmente accessibile a tutti dove cerco di ridefinire le basi della presa in carico del paziente disfonico.

Contemporaneamente ai risultati in termini di recupero fisiologico e funzionale della voce, mi accorsi che i miei pazienti ricevevano un beneficio anche in termini emozionali, qualcosa cambiava anche a livello di gestione emotiva della voce.
Qualcuno mi raccontava che la sua voce si era stabilizzata quando finalmente aveva compreso l’inutilità di alzare spesso la voce. Qualcuno mi riferiva che si sentiva felice e libera di poter alzare la voce al momento necessario. Come un senso di liberazione. Insomma, avveniva, nel corso della terapia logopedica, una trasformazione emozionale.
E così ripresi e portai avanti quella famosa ricerca fatta anni prima all’Università; inserii elementi e considerazioni, osservazioni fatte negli anni di pratica.

Feci una semplicissima osservazione: se è vero che nella voce noi percepiamo le emozioni, tanto da poter osservare casi di disfonia psicogena, allora potrebbe essere vero anche il percorso inverso, ovvero saper gestire bene la voce potrebbe portare benefici emozionali. Il caso di una ragazzina con disfonia psicogena mi illuminò letteralmente, tanto che lo descrivo nel mio libro Intelligenza Vocale (o meglio ebook) che un libro veramente per tutti! “Come allenare la tua voce a gestire le emozioni” è il sottotitolo che prende ispirazione dal famosissimo lavoro di D. Goleman, “Intelligenza Emotiva” che ho letto tante di quelle volte da impararlo quasi a memoria! Ipotizzo l’intelligenza vocale come una sottocategoria dell’intelligenza emotiva che si serve appunto della voce per potersi evidenziare, allenare e per poter migliorare le competenze comunicative emozionali. Nel libro faccio riferimento a numerosi studi, dall’analisi transazionale di E. Berne, al lavoro con le submodalità e la programmazione neurolinguistica di R. Bandler, alla magica capacità comunicativa del padre dell’ipnosi contemporanea M. Erickson e tanti ancora. Per guidare il lettore alla scoperta del potere comunicativo nascosto nella voce, di generare e produrre stati emozionali desiderati, oltre che subire le emozioni indesiderate manifestandole in una voce stanca, affaticata, a volte malata. Migliorare la comunicazione attraverso la gestione consapevole della voce è utile a diverse categorie professionali, a partire dal logopedista stesso, che dovrebbe essere un esperto della comunicazione, capace di ottimizzarla, oltre che di curarla, all’insegnante che non riesce a farsi ascoltare … è utile nelle relazioni interpersonali, familiari, alle mamme che non riescono a farsi ascoltare dai bambini o agli avvocati che vogliono risultare più autorevoli, agli insegnanti di canto per comprendere le necessità non solo tecniche, ma soprattutto emozionali di chi vuole imparare a cantare. È necessario comprendere la necessità di allineare la voce interiore con quella esteriore, percepire la connessione profonda tra respiro, emozione e voce, ascoltarsi e verificare in che modo sto ponendo all’altro la mia voce e imparare a nutrirsi di suoni e voci gratificanti e piacevoli.

Intelligenza Vocale è la proposta di un percorso interiore alla riscoperta della propria vocalità e della possibilità di gestirla proprio per migliorare le proprie competenze comunicative ed emozionali.
Ho iniziato da poco a proporre dei corsi specifici di Intelligenza vocale per genitori, la prossima versione sarà per gli insegnanti e durante il corso Voce Integra propongo delle riflessioni ed esercitazioni per portare l’attenzione del logopedista sulla propria competenza comunicativa vocale, prima ancora che sul deficit vocale del paziente. Insomma, un percorso davvero utile per tutti!

 

 

 

Federica Avolio, logopedista – Federicavolio.it

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BIBLIOGRAFIA SUGGERITA DALL’AUTRICE DEL POST

Per saperne di più sulla Programmazione Neurolinguistica, l’Analisi Transazionale e l’Intelligenza Emotiva puoi approfondire i seguenti testi:
M. Erickson “La mia voce ti accompagnerà” edizioni Astrolabio
R.Bandler J.Grinder “ I modelli della tecnica ipnotica di M.Erickson” edizioni Astrolabio
R. Bandler “Usare il cervello per cambiare” edizioni Astrolabio
E.Berne “A che gioco giochiamo “ edizioni Bompiani
E. Berne “Ciao… e poi?” edizioni Bompiani
D.Goleman “Intelligenza Emotiva” edizioni Rizzoli

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