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Dai un occhio al mio bambino? Cosa chiedono le persone al logopedista

Spesso chi lavora con i più piccoli si scontra con l’idea che basti “dare un occhio” o fare due chiacchiere per capire l’andamento del linguaggio. In realtà, dietro a ogni percorso c’è un lavoro clinico altamente specializzato, fatto di ascolto, strategie e tanta delicatezza. Se ti sei mai chiesto cosa succeda davvero dietro le quinte della nostra professione, in questo articolo ti spiego perché il lavoro di una logopedista per bambini piccoli parte sempre da una base fondamentale: una consulenza mirata e una valutazione accurata per sostenere non solo il bambino, ma l’intera famiglia.

La pausa estiva e il lavoro “dietro le quinte”

Nel periodo estivo mi sono presa una pausa dallo studio dove svolgo la mia attività di logopedista e ho lavorato prevalentemente a casa tra cartelle da finire, blog da sistemare e mail a cui rispondere.

Ci voleva!

In quei giorni, scorrendo le varie richieste delle famiglie, mi sono accorta di quanto sia difficile per un genitore comprendere la specificità del nostro lavoro e quanto sia altamente specializzato.

Nel mio caso (dato che mi occupo di bimbi piccolissimi), è davvero necessario un certo “saperci fare” mentre si parla con i genitori che possono non essere del tutto consapevoli della difficoltà del proprio bimbo.

“Dare un occhio” non è un atto clinico

Una frase/domanda “tipica” è “posso passare a fare due chiacchiere?”.

Oppure “ti porto il bambino così ci dai un occhio?”.

Naturalmente mi fa piacere la stima e la fiducia verso il mio lavoro, ma “dare un occhio” è quanto di più lontano esista da un atto clinico (non solo naturalmente nel caso del linguaggio, ma anche per altri professionisti).

Il valore del colloquio di consulenza

Le possibilità che ci troviamo di fronte quando un genitore ha bisogno di noi possono essere diverse, ma la principale è il colloquio di consulenza. Solitamente, preferisco incontrare solo i genitori, in quanto è necessario capire:

  • lo sviluppo del bambino
  • la sua storia pregressa
  • i pensieri e pre-concetti dei genitori (che possono essere molti)

In seguito, decido che tipo di percorso è utile intraprendere. Su questo ho scritto molto in questo articolo: Il counseling logopedico e bambini molto piccoli che non parlano. 

La valutazione e il monitoraggio precoce

L’alternativa per avere un quadro preciso del livello di sviluppo linguistico del bambino è la valutazione delle abilità comunicative e linguistiche, che è possibile fare anche in età precoce (18-20 mesi, talvolta prima) e che non necessariamente avrà come conseguenza un trattamento ri-abilitativo. Spesso, al contrario, si suggerisce un monitoraggio, per esempio ogni 3-4 mesi, per capire se il linguaggio si svilupperà in modo autonomo oppure no e in questo secondo caso, intervenire per tempo.

Il vero obiettivo del mio blog

Tutto ciò che scrivo sul blog ha l’obiettivo di spiegare che non c’è nulla da temere e che ogni approccio al bambino piccolo (ma anche per i grandi vale) è comunque delicato, ludico e pensato anche per far stare meglio i genitori, che possono venire rassicurati sulle giuste modalità per stimolare il proprio bimbo e cosa sia meglio fare per sostenere il suo linguaggio.

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Bibliografia utile

Strategie utili al benessere comunicativo, Quaderni di Mamma Logopedista.

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2 Comments

  1. Buongiorno,

    Sono la mamma di una bambina di quasi 4 anni che ha, come immaginerà, problemi di pronuncia. È una bambina che è stata esposta sin da piccola a italiano (io), spagnolo (papà), Catalano (viviamo a Barcellona ed è la lingua co-ufficialea cui è esposta da piccola con amici e adesso alla scuola materna) e inglese. Mi dicono di non preoccuparmi che è normale che ci metta qualche attimo a pensare e costruire le frasi o pronunci alcune cose con difficoltà ma non so se stiamo procrastinando troppo. Come capire se c’è un problema del linguaggio con bambino multilingue? Ho assoluta fiducia nella sua maestra che da molti anni gestisce classi con bambini multilingue ma, come mamma, le sarei grata un consiglio professionale. Grazie mille!

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