Nel mio lavoro di logopedista incontro ogni giorno bambini dai caratteri e dalle personalità uniche: alcuni più attenti, altri più vivaci, chi sorridente e chi riservato. Ognuno di loro, a modo proprio, affronta la valutazione del linguaggio e i test proposti mettendo in campo tutte le proprie risorse.
Spesso, i genitori che si rivolgono allo studio focalizzano iniziali preoccupazioni sul sintomo linguistico ā che il linguaggio sia assente, ipoevoluto o distorto. Tuttavia, scavando più a fondo, emergono altri aspetti che destano allarme: “Non sta mai fermo”, “Non ascolta”, “Ć distratto”, “Piange per un nonnulla”.
Ed ĆØ proprio qui il punto cruciale.
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