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Chi è il logopedista?

 Il logopedista è il professionista sanitario che si occupa dei disturbi di linguaggio e della comunicazione nell’età infantile e nell’età adulta.
Le sue competenze sono molto vaste, ecco i principali ambiti di intervento:

Disturbi della voce (disfonie)

I disturbi della voce, tecnicamente disfonie, sono molto diffusi sia nella popolazione adulta che tra i bambini.

Per quanto riguarda gli adulti, le disfonie sono tipiche di alcune professioni dove è necessario usare molto la voce, per esempio gli insegnanti.

In generale, l’uso scorretto della voce è molto comune e, anche nei bambini, è spesso presente: i bambini che urlano molto, che usano la voce in modo esplosivo possono creare un danno alle corde vocali e ritrovarsi di frequente senza voce, con possibili gravi conseguenze sopratutto a lungo termine, quando ci sarà la muta vocale (passaggio alla voce adulta).

Puoi approfondire con questo articolo: Bambini che urlano, povera voce!

Disturbi del linguaggio

I disturbi del linguaggio possono essere di varia natura e gravità, i più comuni sono:

  • Ritardo di esordio, cioè bimbi piccoli che tardano a parlare
  • Evoluzione lenta, cioè bambini che parlano, ma progrediscono molto lentamente.
  • Disturbi fonologici o disprassie: cioè quando il bambino ha difficoltà nel produrre correttamente i suoni o le forme delle parole, con ripercussioni sulla comprensibilità del parlato e sull’uso della frase.

Balbuzie

Le balbuzie sono uno dei disturbi che crea maggior impatto sulla vita della persona che ne soffre (o sulla famiglia, nel caso dei bambini). Anche questo ambito rappresenta un’area di intervento privilegiata per il logopedista ed è possibile, contrariamente a quanto si pensa comunemente, intervenire già molto precocemente. L’intervento precoce o il counseling alla famiglia ha come obiettivo principale quello di evitare che si inneschino scorrette reazioni da parte dei famigliari e che, quindi, si crei un ulteriore disagio nel bambino.

Disturbi della comunicazione – autismo

In questo caso, le difficoltà linguistiche sono secondarie a un disturbo più ampio che riguarda i prerequisiti del linguaggio, come l’intenzionalità comunicativa, l’attenzione condivisa, la pragmatica.

Una diagnosi precoce e un intervento mirato, realizzato in collaborazione tra più professionisti, sono fondamentali per offrire al bambino le migliori possibilità di uno sviluppo il più possibile vicino a quello dei suoi coetanei.

Deglutizioni disfunzionali – disfagie

Alcuni bambini presentano una deglutizione che non matura nel modo giusto. Questo provoca alterazione della dentatura e conseguenze più o meno accentuate anche a lungo termine, come problemi posturali o dolori temporo-mandibolari. In questo caso, il logopedista collabora attivamente con l’ortodonzista per permettere uno sviluppo facciale migliore possibile e ridurre al minimo l’uso di apparecchi ortodontici o evitare recidive.

Le disfagie, invece, sono disturbi più gravi. Il soggetto, per cause organiche di diverso tipo, si trova impossibilitato ad assumere cibo. La maggior parte di questi disturbi necessita di un’equipe di tipo ospedaliero o di una collaborazione tra servizio ospedaliero e logopedista territoriale, che segue la famiglia.

Afasie

Il logopedista si occupa anche di riabilitare il linguaggio nei danni cerebrali; i più diffusi disturbi del linguaggio sono causati da ictus o traumi cranici.

Come potete leggere, il logopedista concorre quindi in moltissimi tipi di disturbi e si occupa della diagnosi, riabilita le disfunzioni linguistiche e comunicative e fa prevenzione.Detto questo, è facile intuire che UN logopedista non può saper fare tutto bene. Solitamente, ci si specializza solo in alcuni di questi ambiti, perché è impossibile sapere trattare tutte le patologie, soprattutto se si considera che è necessario tenersi continuamente aggiornati ed al passo con le ultime conoscenze scientifiche.

Anche all’interno dello stesso campo, ad esempio i disturbi di linguaggio, è molto diverso occuparsi di un bambino in cui la funzione linguistica è in fase di sviluppo, da un adulto in cui il linguaggio è già presente e subisce un danno in seguito ad un ictus o un trauma cranico.

Per questo motivo il logopedista lavora in collaborazione con altre figure, quali neuropsichiatra infantile, psicologo, fisioterapista, otorinolaringoiatra, fisiatra, foniatra.
Anch’io, nel mio piccolo, cerco di creare un gruppo multidisciplinare che possa raccogliere e soddisfare le diverse necessità dei pazienti.
 
Il logopedista ha un preciso profilo professionale, che riporta in modo dettagliato ambiti e competenze, e un codice deontologico.
 
 
 
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4 commenti

  • Cris

    Salve sono una mamma di un bimbo di 4 anni
    Ieri la maestà mi ferma all asilo e mi d e che secondo lei il bambino avrebbe bisogno di una visita logopedistica perché il bambino parla veloce e nn si capisce e se una bambina gli parla lui nn risponde ( ma per me perché si vergogna ) a casa parla di continuo tanto che nn fa parlare noi genitori . e vero però che dice parole che a volte nn si capiscono secondo lei ?

    • Ella

      Salve Cristina, benvenuta.
      In effetti a 4 anni il linguaggio dovrebbe essere sostanzialmente ben strutturato e comprensibile. Le suggerisco di parlarne col suo pediatra al fine di concordare una valuatzione sul linguaggio. le ricordo che il primo passaggio è fare una valutazione linguistica, questo non necessariamente comporta poi un successivo trattamento sul linguaggio. Mi tenga aggiornata 🙂

  • Diana

    Salve, mi chiamo Diana e sono una mamma di 2 gemelli di 3 anni appena compiuti.
    Ho un problema con uno dei due che si chiama Matteo. Premetto che non dice il suo nome.. solo negli ultimi 3 mesi sono riuscita a farglielo ripetere e gli esce una specie di “gnatteo”.. Per dire ad es: “io ho trovato questo” dice: io vato questo.. In poche parole abbrevia quasi tutte le parole, le dice male e in questi giorni ho notato che fa molta fatica con la “T” (tappo è pappo). Nell’attesa di rientrare dalle ferie e valutare con il pediatra un percorso con il logopedista, ha qualche suggerimento in merito?Un libro? Io provo a fargliele ripetere correttamente le parole, ma dopo la seconda volta mi dice “mamma batta, no voglio pù”. Tra l’altro ho capito che lui il suo nome non me lo voleva dire perchè si vergogna del fatto che non lo sa dire correttamente. La ringrazio in anticipo.

    • Ella

      Ciao Diana, sconsoglio il fai da te, infatti i bambini spesso non gradiscono che sia il genitore a correggerli. Chiedere di ripetere è una modalità poco utile, perchè molto frustrante, come tu stessa hai potuto notare. Ti suggerisco di leggere il blog dove trovarai tanti suggerimenti utili, in particolare penso potrebbe servirti un libretto: di cui puoi scaricare un’anteprima gratuita prima di decidere se acquistarlo. In bocca al lupo 🙂

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