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Della logopedia, dei bambini e dei papà …
Quando ho iniziato a fare la logopedista 15 anni fa, le relazioni che stringevo per i piccoli pazienti erano sostanzialmente con le mamme. A parte qualche sfuggente presenza agli incontri istituzionali, la figura del padre rimaneva un mistero: c’è un papà? Collabora alla terapia? Oppure fa ostruzionismo passivo perché non pensa che il figlio abbia un problema? Accontenta solo la madre o ci crede? Aiuta il bimbo? Avrà il giusto atteggiamento?


