ASCOLTARE PIU’ CHE PARLARE: ecco perchè è sbagliato chiedere di ripetere.

DAI RIPETI BENE CHESEI CAPACE!

 

Quante volte me lo sento dire dalle mamme: “insomma, non vuole ripetere” oppure “non ripete nemmeno le parole che sa dire bene” o ancora “parla poco, ma si rifiuta perfino di ripetere, mi devo preoccupare?”

Ecco partiamo da qui per districare quello che secondo me è un enorme fraintendimento, una convinzione deviata di noi adulti.

Ora ditemi: “perchè mai dovremmo chiedere a un bambino di ripetere una parola?”

Abbiamo già più volte detto che il bambino usa il canale verbale quando il contesto comunicativo lo richiede, ma può anche utilizzare il canale non verbale attraverso gesti, mimica, prossemica e elementi soprasegmentali come la intonazione (affermo, domando, comando).

Tutto ciò si capisce molto bene guardando il filmato dell’articolo Comunicare senza parole, uscito sul blog qualche tempo fa.

Uso moltissimo questo filmato anche durante i percorsi per genitori e educatori, proprio per dimostrare come noi adulti erroneamente ci concentriamo solo su ciò che il bambino dice dimenticandoci di tutto il resto, cose molto importanti come la capacità di ascolto e di autoascolto, il contatto oculare, il corredo comunicativo non verbale …

Tutto questo non solo da parte del bambino, ma anche da parte di noi adulti che dovremmo essere il modello di riferimento, fonte di stimolazione verbale e non verbale che suggerisce al bambino quali regole stanno alla base del “Mondo Linguaggio”.

Il bambino ascoltando può:

  • sentire tante volte una parola che conosce, ma che ancora non sa dire,
  • scoprire una parola nuova,
  • dedurre se siamo arrabbiati o sereni,
  • farsi coccolare,
  • farsi domande,
  • può anche non capire, ma magari capire la volta dopo,

Perché chiedere al bambino di ripetere una parola? Qual è lo scopo? In genere è gratificante solo per l’adulto che lo richiede sentire che il bambino è in grado di farlo, peccato che 9/10 volte, alla prossima occasione il bambino dirà quella parola esattamente com’è capace, cioè probabilmente male.

Le parole che il bambino dice dovrebbe essere spontanee; il bambino pronuncia le parole come è capace avendo, se piccolo, ancora numerose limitazioni neuro-motorie anche in assenza di un disturbo conclamato.

Chiedere di ripetere toglie ogni piacere comunicativo e diventa un puro esercizio di abilità, un NON-SENSO per il bambino piccolo e una fonte di ansia per il bambino un po’ più grande.

Chiedere di ripetere una parola è sbagliato perché nessuno di noi parla usando singole parole, ma in genere un flusso di parole difficile da controllare quando il bambino è in fase di acquisizione del linguaggio: il bambino può pronunciare correttamente una parola isolata, ma fare molti errori nell’eloquio spontaneo, è fisiologico.

Allora forse può valere la pena di puntare più sull’ascolto ed essere dei buoni modelli, parlando in modo tranquillo e ben articolato, lasciando al bambino la possibilità di intervenire, se vuole, durante le pause e quindi prendere il turno.

Un bambino che è abituato ad ascoltare, sarà un bambino capace di porre attenzione alle cose importanti e di imparare cose nuove, senza ascolto e attenzione non ci può essere un buon apprendimento e questo vale per tutti gli ambiti della vita compresi i sentimenti e le emozioni.

Quindi la strategia “Far ripetere” è uno dei miei cosa-non-fare!!!

***

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LESSONS (3)

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2 pensieri su “ASCOLTARE PIU’ CHE PARLARE: ecco perchè è sbagliato chiedere di ripetere.

  1. Ale2 says:

    Grazie x i tuoi buoni consigli..io ho una bimba di 3 anni che ha avuto un ritardo nel linguaggio! Abbiamo fatto un anno tra psicomotricità e logopedia e fortunatamente si è ‘sbloccata ‘ anche se ancora non pronuncia bene delle parole..non ho mai pensato che avesse problemi e fortunatamente è andata bene.Comunque anche noi genitori abbiamo ‘imparato ‘ delle cose su come comportarci e a correggere degli errori che ‘involontariamente ‘ facevamo

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