Incoraggiare l’uso del linguaggio nei bambini con difficoltà linguistica: strategie utili. Il contatto oculare.

contatto oculare
Molto spesso i genitori che cominciano un percorso riabilitativo mi chiedono perché il loro bambino ha un disturbo di linguaggio; si sentono in colpa e pensano di avere sbagliato qualcosa durante la crescita del figlio.
In realtà succede e basta, così come accade che un bambino debba portare gli occhiali oppure dei plantari per il piede piatto.
Comunque debba andare, i genitori e tutti coloro che stanno accanto al bambino hanno un ruolo di supporto e possono incidere attivamente e positivamente sull’uso del linguaggio dei propri figli, evitando atteggiamenti controproducenti.
Nel blog darò da oggi alcuni suggerimenti pratici accompagnati da alcuni esempi: questi, ovviamente, non possono essere una alternativa alla logopedia e non devono essere applicati pensando di produrre un cambiamento di qualità nel linguaggio del bambino (anche se in alcune occasioni può accadere). L’applicazione di queste strategie può essere un valido supporto al bambino perché gli forniscono una cornice ideale per le competenze acquisite durante il trattamento (o prima di cominciarlo) ed un contesto comunicativo sereno e sicuro.
In generale questi suggerimenti sono utili anche per i bambini che hanno un linguaggio nella norma e che stanno imparando a parlare in modo fisiologico.
Non dimenticate di condividere questi contenuti con tutte le persone che si prendono cura del vostro bambino come i nonni, le educatrici del nido o della materna.
Ecco la prima strategia:
Ricercare il contatto viso a viso.
Sembra scontato, ma di certo molto spesso non abbiamo cura di guardare i nostri bambini mentre gli parliamo o mentre ci parlano.
Proprio in questi giorni la piccola Camilla (che non ha ancora tre anni) ci sta dando una lezione; proprio io, logopedista, che dovrei avere una sensibilità in più, mi sono sentita dire “mamma (o papà) perché non mi guardi?!”. Insomma lei non si accontenta che noi le rispondiamo con la voce, vuole che la guardiamo perché sa che solo così la ascoltiamo veramente.
Quindi è molto importante assicurarsi che quando parliamo con il nostro bambino ci sia un buon contatto oculare, vi ricordate questo video? Il contatto oculare deve essere possibilmente sostenuto per diversi secondi. Spesso mi capita di incontrare bambini che hanno un contatto oculare molto sfuggente: appena inizio a parlare loro, distolgono lo sguardo.
Se il bambino ci guarda e noi guardiamo lui, si realizza che:
·    Vede le espressioni del nostro volto,
·    Vede i movimenti di labbra e lingua mentre produciamo le parole (abbiamo parlato anche del ruolo dei Neuroni Specchio),
·    Usiamo un volume di voce più basso e più adeguato,
·    Facilmente il nostro eloquio sarà più lento,
·    Il bambino sta più attento a ciò che gli diciamo (fondamentale se il bambino ha anche un problema di comprensione o discriminazione del linguaggio)
·    La comunicazione diventa più intima e ci fa sentire più importanti.
Se siamo intenti in altre attività e lui ci vuole dire qualcosa, è bene abbandonare per un momento quello che stiamo facendo e abbassarci fisicamente al livello dei suoi occhi; il bambino saprà che siamo lì pronti per lui.
Vi parlerò di tante altre strategie nei prossimi post, ma per quanto questa del contatto oculare possa sembrare una banalità, spesso è la “regola”  comunicativa più infranta.
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16 pensieri su “Incoraggiare l’uso del linguaggio nei bambini con difficoltà linguistica: strategie utili. Il contatto oculare.

  1. chiaralog80 says:

    Ciao. Sono una logomamma anche io. Ho scoperto oggi il tuo blog e volevo farti i complimenti, e` veramente ben fatto! E` un piacere quando trovi colleghi ben preparati e disposti a condividere le proprie conoscenze e aiutare le famiglie a risolvere i loro dubbi!!!

  2. Ella Mo' says:

    Ciao Chiara, grazie!! Ovviamente i complimenti di colleghi valgono tantissimo per me!! A breve partirà il nuovo sito di Mamma Logopedista e mi piacerebbe creare una sezione speciale per i colleghi sparsi in tutta Italia così da creare una rete di validi professionisti, magari divisi per specialità. Se hai piacere di scrivermi, attendo informazioni su di te e ti contatterò quando partirà questa nuova sezione. Cari saluti.

  3. Alfio Fontanella says:

    Buongiorno!Sono il nonno di Leonardo,che ha 24 mesi compiuti;i suoi vocaboli sono:mamma,papa’,NONNO,nonna.Di sicuro dimostra di essere prontissimo a recepire cio’ che gli si dice e lo fa capire subito E’ ben disposto con tutti,affabile,spiritosissimo,ed anche un po’ buffoncello BELLISSIMO DA MORIRE. Ho letto tanto sul tema e con grande sorpresa ho riscontrato che il mio comportamento(spontaneo) corrisponde a quanto imparato.So di essere quindi sulla giusta strada? LEO e’ molto preso da ogni cosa mi appartenga,dai miei giochi con lui,ed ha imparato morbosamente tutta la mia auto:ne va matto e vuole stare sempre dentro a smanecciare disintetessandosi di altro.Guarda i cartoni animati e partecipa con movimenti del corpo alle immagini.
    PERCHE’ NON PARLA? AD UN’ANNO DICEVA QUALCOSA,MA AD UN TRATTO SI E’ FERMATO.Ho fiducia vedendo il suo comportamento,ma mio figlio e mia nuora cominciano a preoccuparsi.CHE FARE???

    • Ella says:
      Ella

      Posso consigliarvi di fare una valutazione specifica con un logopedista che potrà suggerirvi se ncessario fare un percorso, oppure darvi consigli su come stimolarlo al meglio.

      • Emma Genovesi says:

        Salve. Ho una nipotina di 2 anni e 5 mesi, la quale ha una sorellina più grande di 3 anni e 8 mesi. La piccola dice bene delle parole, non tantissime in realtà, e non riesce finora a formare nemmeno una frase. È molto attenta a tutto, socievole, giocosa, capisce al volo quello che si sta dicendo, ha una grande manualità, proprio perché è attenta a tutto quello che la circonda. La esse non riesce a pronunciarla, per cui sì non sa dirlo, ma fa una specie di suono nasale che vuole esprimere proprio questo. Ultimamente ha imparato diverse parole, apre quando gioca con altri bambini. Purtroppo a settembre non l’hanno presa all’asilo perché aveva 2 anni e 3 mesi. C’è un asilo privato vicino casa loro ma per motivi economici non possiamo mandare la. Può darci un consiglio? La ringrazio molto.

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