Linguaggio

Il mio bimbo ancora non parla, ma urla spesso per attirare la mia attenzione: come mi devo comportare?

Questa è una domanda ricorrente dei genitori di bambini piccoli che non parlano o parlano poco:

“Il mio bambino non parla, ma urla molto, come per attirare l’attenzione, io gli dico che non serve, di non urlare, ma lui continua e noi non ne possiamo più!”

In effetti è vero, questa è una modalità comunicativa che sarebbe meglio disincentivare fin da subito, perché rischia di radicarsi e portare il bambino a comportarsi in questo modo anche fuori da casa.

Il problema è che non basta dirgli “non fare così”, “ti ascolto”, “non sono sordo” … spesso quando un bambino urla per richiamare l’attenzione, in quel momento non è sintonizzato all’ascolto, ma è solo intento a chiamare. Come fare allora?

Bisognerebbe fargli sperimentare nuove reazioni al suo comportamento ogni volta che si presenta, in modo da estinguerlo gradualmente: come?

1.Usare la prossemica: ogni volta che inizia ad urlare per attirare l’attenzione è necessario avvicinarsi immediatamente a lui e abbassarsi all’altezza dei suoi occhi come a dire “sono qui”; questo comportamento induce in modo quasi automatico il bambino ad abbassare la voce, perché, naturalmente, siamo molto vicini.

2. Non arrabbiarsi: se vogliamo estinguere questa sua modalità comunicativa è fondamentale non arrabbiarsi, perché se lo facessimo, saremmo noi stessi ad alzare la voce e a caricare ancora di più il bambino.

3. Abbassare la voce: contemporaneamente all’avvicinarsi fisicamente a lui, dovremmo parlargli abbassando la voce, in modo che, per sentirci, sia costretto a non urlare. Cerchiamo di non dirgli “non urlare” o “non fare così”, ma semplicemente “Eccomi” oppure “ti ascolto”

4. Scegliamo un giorno in accordo con i nonni e le maestre (se il problema si presenta anche a scuola) e diamoci un po’ di tempo per testare questa strategia. Ogni volta che si innesca il comportamento sbagliato, cerchiamo di comportarci sempre in questo modo: avvicinarsi senza arrabbiarsi e parlare con lui con un tono di voce basso e tranquillo.

5. Eliminare rumori di fondo: nelle nostre case spesso c’è un costante rumore di fondo creato da tv, musica, computer … rumori e non voci. Questo può portare il bambino a ridurre la sua attenzione al linguaggio e alle voci degli altri. Cerchiamo di creare un ambiente di voci e non di “rumore da televisione” in modo da aiutarlo a concentrarsi sull’ascolto del parlato.

Evitare l’insediarsi di modalità comunicative devianti come questa è molto importante, ma soprattutto ci obbliga a essere dei buoni modelli e riflettere prima di tutto sulle nostre modalità di stare con gli altri.

Questo comportamento può essere più frequente nei bambini che faticano a partire col linguaggio o che parlano poco. A maggior ragione sarebbe importante aiutarli a sintonizzarsi meglio sulla voce di chi parla con loro ed abbandonare modalità che si rivelano dannose prima di tutto per loro stessi.

Hai provato a seguire queste indicazioni ma sembra non bastare? Richiedi una consulenza con me!

Parleremo del tuo caso specifico e cercheremo insieme una soluzione.

4 commenti

  • Francesco Paonessa

    La mia nipotina non parla e grida sempre e in attesa di una diagnosi perché la nostra paura e che potrebbe essere autismo

  • Monica

    Buongiorno sono una educatrice io sto seguendo un bambino alla scuola materna il bimbo a 5 anni e un bimbo non verbale e che urla sempre a scuola a casa non sappiamo come fare adesso che ho letto il vostro consiglio oggi stesso provo a fare come mi avrete suggerito se mi può dare qualche suggerimento vi ringrazio

    • Eleonora La Monaca

      Buongiorno, spero che le indicazioni produrranno i primi effetti. Il bimbo però ha un quadro complesso, non posso aiutarvi, la cosa più utile è relazionarsi con i professionisti che lo hanno in carico. Buon lavoro.

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