Vita di famiglia
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Il codice intimo del contatto: il linguaggio del neonato e la relazione di attaccamento
di Daniela Clemente, logopedista ed insegnante di massaggio infantile A.I.M.I. *** In questo articolo parliamo di un ambito molto importante e spesso sottovalutato ovvero la sfera comunicativa tra genitori e neonati in una fase della vita dei piccoli in cui le parole ancora non sono parte del “linguaggio”. Il bambino viene al mondo con l’intenzione precisa di entrare in relazione con chi si prende cura di lui e lo riesce a comunicare molto bene anche senza l’uso delle parole: il piccolo, attraverso i suoi segnali, quali il pianto, il sorriso, la mimica facciale, cerca di coinvolgere la madre o l’adulto che si prende cura di lui.
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Della logopedia, dei bambini e dei papà …
Quando ho iniziato a fare la logopedista 15 anni fa, le relazioni che stringevo per i piccoli pazienti erano sostanzialmente con le mamme. A parte qualche sfuggente presenza agli incontri istituzionali, la figura del padre rimaneva un mistero: c’è un papà? Collabora alla terapia? Oppure fa ostruzionismo passivo perché non pensa che il figlio abbia un problema? Accontenta solo la madre o ci crede? Aiuta il bimbo? Avrà il giusto atteggiamento?
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Incomprensioni linguistiche: il duro passaggio alla scuola media
In famiglia si parla da un po’ del passaggio alla scuola media di Valentina. Il fermento è decisamente aumentato in questi giorni con visita alla struttura scolastica che la accoglierà e con l’apertura delle iscrizioni online. Le domande alla bambina aumentano, un po’ per prepararla, un per capire se qualcosa la preoccupa: “Quando andrai alla scuola media ti piacerebbe andare nella sede nuova o ti piace di più quella vecchia?”, “Le tue amiche sono contente di andare alla scuola media? e tu?”, “Vuoi andare con l’Happy bus?”, “Quando sarai alla scuola media dobbiamo decidere se ti serve un cellulare, ma secondo noi no (approfondiremo prossimamente)”. Anche a cena se ne…







