Autore: shopmamlogo
Quanto "non" aspettare per rivolgersi al logopedista
- rivolgersi ad un servizio specialistico a 3 anni, significa spesso aspettare almeno 3 mesi per una terapia specifica logopedica (a meno che una famiglia non possa permettersi una terapia privata che ĆØ piuttosto onerosa). Il servizio pubblico riceve tantissime richieste ed ĆØ normale che ci sia un’attesa.
- Difficilmente un bambino comincia un trattamento logopedico subito dopo la prima visita: avete presente le liste d’attesa?
- Rivolgersi ad uno specialista quando il bambino è molto piccolo, non significa necessariamente iniziare una terapia; esattamente come si prevengono le carie andando presto dal dentista, si può eseguire un esame del linguaggio al solo scopo di rassicurarsi o meno sul normale sviluppo linguistico.
- A volte placare le ansie dei genitori su un problema di linguaggio (che sia reale oppure no), aiuta a creare un ambiente più sereno e a recuperare una comunicazione più sana: è importante sapere che si può comunicare bene anche senza parole.
- Non si trovano facilmente logopedisti specializzati sul bambino piccolo (0-3 anni), a volte la ricerca di una figura adatta può richiedere diverso tempo se ci si rivolge all’ambito privato. Nelle strutture pubbliche in cui sono presenti più professionisti , invece, esiste personale specializzato in diversi ambiti.
Come riconoscere un buon logopedista
Mi capita spesso che i genitori mi scrivano oppure giungano presso il mio studio dopo una brutta esperienza che hanno avuto portando il proprio bambino da un logopedista.
Questo può succedere sia rivolgendosi al servizio pubblico che al privato e spesso può essere motivato anche da “questioni di pelle” che non hanno a che fare effettivamente con la competenza professionale.
Premesso che esistano buonissimi professionisti, cercherò comunque di rispondere a un po’ di dubbi portando alcuni personali spunti di riflessione per orientarsi nella scelta di un buon logopedista. Ecco alcuni aspetti non trascurabili:
Alfaābeto foānetiko: āÉk:o ākome si āskrive per āfare un eāzame del:ināgwaʤ:o
No, non ĆØ un errore, traduco: āAlfabeto fonetico, ecco come si scrive per fare un esame del linguaggio”.
Oggi vorrei parlarvi di cosa ĆØ lāalfabeto fonetico e a cosa serve. Da un poā di tempo, infatti, mi seguono colleghe logopediste, studentesse di logopedia e moltissime giovani ragazze che mi scrivono per sapere come fare per diventare logopedista (ne ho giĆ parlato qui).
Un esperimento: la lettura a puntate – La fabbrica di cioccolato.
Lāanno scorso ho fatto un esperimento di lettura con la mia pulce più grande.Ā Con lei il rituale della āmessa a lettoā ĆØ sempre stato accompagnato dalla lettura di un libro, pensate, fin dai 4 mesi di etĆ , come vi ho giĆ raccontato qui.Ā
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Domanda del mese: Non sa dire R, cosa posso fare?
Eccoci di nuovo qui come ogni primo lunedƬ del mese, con una delle vostre richieste di consulenza.Ā Oggi la richiesta di una mamma preoccupata perchĆ© il suo bambino ancora non pronuncia il suono R; riporto integralmente la sua lettera.Ā
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Chi ha paura del logopedista?
Cari amici tutti, devo dire che da quando, a settembre, ĆØ partita la nuova rubrica āLa domanda del meseā con il post sull’autostima, cāĆØ stato un aumento considerevole delle visite, ma soprattutto delle mail in cui mi chiedete consulenza (faccio un poā fatica a rispondere a tutti, ma sto facendo del mio meglio); che immensa soddisfazione.Ā
Competenze comunicative e contatto oculare nel neonato
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Diversi studi hanno dimostrato che il neonato ĆØ interessato ai volti fin dalle prime ore di vita. In particolare ĆØ attratto da tre punti focali: gli occhi e la bocca, che formano un triangolo. Ā Il neonato ĆØ biologicamente predisposto a questo interesse ed il momento del primo contatto di sguardo con la mamma ĆØ specialissimo.Ā
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La straordinaria invenzione di Hugo Cabret – un libro per lettori dislessici

Morsicotti
Questo post era in attesa da tanto, tantissimo tempo, da quando in primavera sono stata alla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna, che come saprete è un evento a livello internazionale; è stata la mia prima partecipazione e proprio lì ho trovato la spinta per aprire il blog: avevo troppe cose da dire.




