Linguaggio
-
Ipercorrettismi, neologismi e segnaposto. Le cose “strane” del linguaggio dei bambini
Come già sai, questo blog nasce per parlare di linguaggio. Non è un blog prettamente clinico, ma piuttosto uno spazio per raccontare come avviene lo sviluppo del linguaggio e cosa sapere per accorgersi quando qualcosa non va.
-
Strategie utili alla promozione del linguaggio: strategie non verbali, para-verbali e verbali
Tutti noi mettiamo in atto, in modo più o meno consapevole, degli atteggiamenti atti a promuovere ed incoraggiare il bambino che inizia a parlare. Più il bambino è piccolo, più è facile che questi atteggiamenti siano di tipo non verbale o para-verbale, più cresce più si tende ad utilizzare strategie di tipo verbale.
-
Mese della Logopedia: l’iniziativa per far conoscere la nostra professione. Grazie a tutti
Il mese della Logopedia si è svolto ogni anno dal 2015 al 2019 in occasione della Giornata Europea della Logopedia. Hanno partecipato tanti colleghi Logopedisti, scrivendo interessanti articoli sui svariati temi. Lo scopo è di far conoscere tutte le sfumature del nostro lavoro e i diversi ambiti in cui siamo coinvolti. Di seguito tutte le edizioni, puoi leggerle qui: Mese della Logopedia 2015 Mese Logopedia 2016 Mese Logopedia 2017 Mese Logopedia 2018 Mese della Logopedia 2019 ***
-
Voce Integra e Intelligenza Vocale: due progetti per la voce
di Federica Avolio, logopedista Mi sono laureata al secondo policlinico di Napoli nel 2004, il primo anno accademico in cui il percorso di studi universitario veniva riconosciuto come laurea di primo livello. C’erano molte aspettative riguardo tale cambiamento, ed anche rispetto al mio lavoro, maturai molte aspettative. Ben presto vennero in buona parte deluse; appena iniziato il percorso di studi mi sono subito appassionata alla riabilitazione della voce e doveva riuscirmi abbastanza bene, per cui la responsabile del mio tirocinio mi affidò diversi casi. Cercavo di comprendere e seguire alla lettera le indicazioni fornitemi dai protocolli universitari e le considerazioni che maturavano in seguito all’osservazione di valutazioni e casi clinici…
-
“A casa però non vuole fare gli esercizi!” – L’importanza di motivare (e motivarsi) al trattamento logopedico
di Alessandra Pennati, logopedista “Dottore/ssa, con Lei mio figlio è bravo, ma a casa proprio non riusciamo a convincerlo…” … quante volte a noi Professionisti capita di ascoltare frasi come questa! Ancor più scoraggiante può essere sentirsi dire “Sì, gli esercizi li abbiamo fatti tutti”, per poi rendersi conto che – in effetti – nessuna delle indicazioni che abbiamo dato è stata seguita e che forse il fantomatico “quaderno” ha soggiornato in auto per tutto il tempo trascorso dall’ultimo incontro. È evidente che, in entrambi i casi, abbiamo un problema; di chi è dunque la responsabilità? Per il momento, possiamo dire con certezza a di chi non è: sicuramente, la…
-
Coloriamo la frase!
di Jenny Rio, logopedista LA FRASE Lo studio attento ed appassionato del linguaggio da parte dei linguisti ci ha permesso di capire come è organizzata la nostra lingua dal punto di vista dei suoni (fonologia), delle parole (semantica) e delle combinazioni di parole (morfo-sintassi). In particolare, nel campo della sintassi, la linguistica ci insegna che il nostro linguaggio è strutturato in frasi. Mi soffermo qui sul concetto di frase perché questo riveste un ruolo fondamentale nel lavoro del Logopedista di stimolazione del linguaggio con i bambini che fanno fatica ad apprendere a parlare. L’intuizione fondamentale su cui si basa lo studio della sintassi è che la frase non è semplicemente…
-
Dai un occhio al mio bambino? Cosa chiedono le persone al logopedista
Nel periodo estivo mi sono presa una pausa dallo studio dove svolgo la mia attività di logopedista e ho lavorato prevalentemente a casa tra cartelle da finire e blog da sistemare, mail a cui rispondere. Ci voleva! In quei giorni, scorrendo le varie richieste delle famiglie, mi sono accorta come sia difficile per un genitore comprendere quanto sia specifico il nostro lavoro e quanto sia altamente specializzato. Nel mio caso (dato che mi occupo di bimbi piccolissimi) a questo è davvero necessario aggiungere un certo “saperci fare” mentre si parla con i genitori che possono non essere del tutto consapevoli della difficoltà del proprio bimbo. Una frase/domanda “tipica” è “posso…
-
Il disturbo del linguaggio non è una patologia. Ecco perché è importante la valutazione logopedica
La cosa più difficile da comprendere dei disturbi del linguaggio così detti specifici, è che non sono delle patologie. Cosa significa? Significa, per esempio, che molti dei bambini che manifestano difficoltà espressive linguistiche, sono bambini che conservano un normale sviluppo in tutte le altre competenze: sono cioè bambini sani, che hanno avuto un normale sviluppo motorio, per esempio hanno camminato intorno all’anno o poco più. Sono bambini che si alimentano normalmente, che si relazionano e che sembrano comprendere bene le parole che vengono rivolte loro. Anche lo sviluppo cognitivo è adeguato, sono bimbi che giocano e che sono interessati al mondo che li circonda. A questo punto accade il malinteso.
-
Mese della Logopedia: grazie a tutti i colleghi logopedisti che hanno partecipato. Ecco i vincitori!
Anche quest’anno un’esperienza molto arricchente sia per i contenuti clinici, ma anche e sopratutto per la condivisione delle esperienze che la nostra bella professione ci porta a fare … Voglio ringraziare ad uno ad uno i miei colleghi che hanno deciso di farne parte:
-
Come nasce un Patto Logopedico?
di Giovanna dal Ben, logopedista Ogni persona è diversa da un’altra, poiché possiede un proprio bagaglio di idee, pensieri. Quindi anche tutti gli utenti con cui un terapista, qui nello specifico un logopedista, entra in contatto sono differenti e la relazione che si crea con ognuno di loro è unica. Nel caso di bambini e ragazzi, la relazione logopedica riguarda il bambino o il ragazzo, la sua famiglia (mamma, papà, nonni), la logopedista, le sue insegnanti ed ovviamente anche le altre figure professionali con cui l’utente si relaziona, ad esempio il neuropsichiatra infantile, lo psicologo, il terapista occupazionale, lo psicomotricista e il fisioterapista.















