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Morsicotti
Questo post era in attesa da tanto, tantissimo tempo, da quando in primavera sono stata alla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna, che come saprete è un evento a livello internazionale; è stata la mia prima partecipazione e proprio lì ho trovato la spinta per aprire il blog: avevo troppe cose da dire.
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La domanda del mese: difficoltà di linguaggio ed autostima. Come affrontare la logopedia con un bambino.
Eccomi ufficialmente in servizio. La pausa estiva è stata rigenerante, ma anche piena di programmazione e pianificazione per i nuovi post che leggerete prossimamente, speriamo di riuscire a tenere il ritmo tra figli, lavoro, scuola e “varie ed eventuali”! Come anticipato nel post “Ipercorrettismi, neologismi e segnaposto. Idee nuove per settembre”, comincia una nuova “rubrica” in cui risponderò ad una domanda scelta tra le varie mail che mi inviate. Ne sceglierò una con cadenza mensile (almeno per ora), a cui darò risposta pubblica attraverso un post; quindi se avete dubbi, curiosità o semplicemente vi interessa un argomento che ancora non ho affrontato, fatevi avanti e contattatemi via mail.
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I bambini si divertono con poco: giocare con quel che si trova
Quest’anno abbiamo scelto di passare un lungo periodo al mare, è la prima volta in tutta la mia vita. È scattata l’ansia da valigia, cosa portare? Quanto portare? Quali giochi? E se poi mi si annoiano? Stavo per dimenticare
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Esplosione lessicale: cos’è e quando deve avvenire
Si definisce esplosione lessicale quel momento dello sviluppo linguistico del bambino in cui il numero di parole che è in grado di produrre aumenta considerevolmente in un breve periodo e supera 100. L’esplosione lessicale è importante perché è il passaggio che permette al bambino di cominciare a produrre le prime combinatorie, cioè l’unione di due o più parole, in pratica le prime frasi. Il bambino passa così dall’uso di parole singole (che spesso sostituiscono una frase intera) alle prime semplici frasi del tipo: “papà tutù” cioè “il papà è andato via con la macchina”.
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Comunicare senza parole
.Questo video mi sembra spieghi molto bene come sia possibile instaurare una conversazione positiva con un bambino molto piccolo, nonostante non dica parole o ne dica poche.
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Leggere ai bambini con disturbo di linguaggio: i libri con le onomatopee
Cari tutti, eccoci di nuovo a parlare degli effetti positivi del leggere un libro insieme ai nostri piccoli. Vi ho già raccontato qui di perché e come leggere ai bambini molti piccoli. Ma se il bambino avesse anche un disturbo di linguaggio? Quale tipo di libro scegliere? Quali caratteristiche dovrebbe avere?
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Ponyo sulla scogliera
Un film d’animazione di Hayao Miyazaki Questo è un cartone animato speciale: è animato nel senso che ha anima. Delicato e poetico, lontano anni luce dal digitale.
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Aiuto, il mio bambino balbetta!
Avevo in preparazione un altro argomento, ma visto che spesso mi fanno domande sulla balbuzie, ho deciso di anticipare alcune cose che riprenderò tra un po’ di tempo più in dettaglio. Vorrei parlarvi della cosiddetta balbuzie fisiologica.
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La valutazione del linguaggio nel bambino piccolo: cosa fa la logopedista?
Vi ho già raccontato qui che valutazione del linguaggio nel bambino piccolo può essere molto precoce e cominciare già nel periodo della lallazione (o babbling), quindi dai 6-7 mesi d’età. Solitamente è più comune che una valutazione linguistica sia rivolta a bambini già intorno ai 2 anni che mostrano le caratteristiche di Parlatore Tardivo.
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Leggere ai bambini piccolissimi
Guardare un libro, come quasi tutte le esperienze del bimbo piccolo, è all’inizio un piacere motorio e percettivo. Cosa fa il bimbo? Gira le pagine avanti e indietro senza uno scopo, solo per scoprire cosa succede facendo quel movimento. Poi se lo mangia, lo mordicchia, lo ciuccia … allora, perché leggere ai nostri figli un libro ad alta voce se ancora non sono in grado di ascoltare una storia?















