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Ciuccio-Biberon-Dito. Quando smettere?
di Manuela Farano, logopedista. La questione “ciuccio”, “biberon”, “dito” è il pensiero di molte mamme. Ognuna di voi si chiederà quale sia il tempo giusto per eliminare queste abitudini che, protratte nel tempo, possono portare ad alterazioni nello sviluppo dell’armonia facciale del bambino. Questo perché la lingua, esercita, con la sua spinta, una grande forza, se questa forza non viene direzionate nelle posizioni giuste, potrebbero generarsi degli squilibri. Quando il bambino ha in bocca il ciuccio, la tettarella del biberon, o il dito, la lingua assume, obbligatoriamente, una posizione scorretta, in basso, piuttosto che in alto contro lo spot palatino (la parte rugosa del palato immediatamente dietro gli incisivi superiori).
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Professione logopedista: di quando ti senti perso e ti sembra di girare a vuoto
L’inizio di un nuovo anno corrisponde solitamente a bilanci e riflessioni sia personali che professionali e quest’anno non è diverso dagli altri, così ho ragionato durante le ferie sulle cose negative che mi capitano lavorando e come risolverle.
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Sei un logopedista? 10 regali utili per te
Molti colleghi mi seguono sul blog. A volte cito libri utili alla nostra formazione, ma rivolgendomi a un pubblico vasto spesso non mi ci soffermo molto. Visto che siamo sotto Natale, ho pensato che forse vi piacerebbe ricevere qualche libro utile dai vostri cari oppure stato cercando qualcosa da leggere durante le vacanze (perché le fate, VERO?!). Le prime relazioni del bambino Volendo restare ai confini della nostra professione ed approfondire tematiche che possono aiutarci a comprendere il bambino e il suo sviluppo in senso generale, trovo che questo testo di psicologia dello sviluppo sia veramente molto interessante. Le prime relazioni del bambino è un libro della psciologa Murray; è…
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Idee regalo per Natale: costruzioni mania!
Ammetto che fin da bambina sono affascinata dal mondo delle costruzioni. Inutile dire che ai miei tempi i Lego la facevano da padrona (anche oggi direi), ma guardandosi un po’ intorno esistono altre possibilità davvero interessanti di cui vi parlerò tra poco. Ciò che ora, come mamma, mi piace molto vedere è che quando le mia bambine giocano con le costruzioni succede davvero qualcosa di interessante: la partenza è sempre un po’ “lenta”, iniziano mettendo insieme qualcosa un po’ a caso, ma dopo pochi minuti vedo che il cervellino comincia a mettersi in moto e si immergono in una dimensione di pensiero profondo:
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Il tuo bambino parla poco? piccolo decalogo per stabilizzare le nuove (poche) parole che gli senti dire
Capita molto spesso sentirmi dire dai genitori dei bambini che parlano poco: “A volte gli sento dire una parolina per 3-4 giorni, poi più! Sparita! Sembra regredire … e se gliela chiedo si gira dall’altra parte o s’innervosisce … ma come devo fare?!” Ecco un breve decalogo che nasce dal confronto quotidiano con le famiglie e che racchiude gli atteggiamenti più utili al bambino, ma anche al genitore stesso:
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L’organizzazione del tempo di studio: strategie e strumenti per bambini con DSA
di Maria Silvia Mazzocchi, logopedista “Secondo alcune ricerche (De Beni e Moè, 2000) emerge che gli studenti più capaci organizzano l’attività di studio con un programma di lavoro distribuito nel tempo rispettando impegni e scadenze” (Stella e L. Grandi, Come leggere la dislessia e i DSA, GIUNTI Scuola). Una buona organizzazione è il primo step favorente il successo delle attività scolastiche ed extrascolastiche. È un abilità che per alcuni studenti risulta più naturale e spontanea, mentre per altri, in particolar modo gli studenti con difficoltà di apprendimento, è più difficoltosa. C’è però una buona notizia! Quest’abilità può e deve essere insegnata e allenata, infatti è possibile migliorare le proprie capacità…
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Difficoltà a scuola: un diario che aiuta ad organizzarsi meglio? Eccone alcuni davvero utili + qualche consiglio fai da te
di Maria Silvia Mazzocchi. logopedista I bimbi e i ragazzi con DSA o Difficoltà di Apprendimento spesso si trovano a dover fronteggiare problemi a cui spesso non pensiamo. Oltre ai compiti, le interrogazioni e le verifiche ci sono difficoltà che spessissimo iniziano ancor prima del momento dello studio, legati cioè al come scrivere i compiti sul diario. Può sembrare assurdo per chi non ha mai sperimentato tali difficoltà, ma questo per alcuni ragazzi può essere un problema insormontabile; come mai? Ecco alcune delle ragioni:
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Mese della Scuola: parliamo di disturbi di apprendimento
di Maria Silvia Mazzocchi, Logopedista Con la ripresa di settembre e il Mese della Scuola 2016, Mamma Logopedista dedicherà maggiore spazio al tema dei Disturbi dell’Apprendimento, specifici e non specifici e qui inizia anche la mia avventura sul web. La decisione di creare un nuovo spazio interamente dedicato agli apprendimenti nasce dal mio desiderio di aiutare la famiglie a orientarsi in un mondo purtroppo non semplice per i propri bambini, ma con molte e ampie possibilità di miglioramento e aiuto, talvolta di risoluzione. Non vorrei però trascurare di dirvi che questo spazio sarà anche pensato per gli insegnanti e i colleghi logopedisti perché crediamo fermamente che solo da una collaborazione attiva,…
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Tablotto: un po’ di allenamento per iniziare la scuola
Finalmente si ricomincia dopo la pausa estiva, e da quale argomento se non la Scuola?? Questa primavera Camilla ha compiuto 6 anni e abbiamo fatto un gran parlare dell’inizio della Scuola elementare (be’ ormai ci siamo, acquisti fatti, e tanta carica); in occasione di questo compleanno volevo farle un regalo lontano dalla tecnologia, ma che nello stesso tempo stimolasse il problem solving o piccoli compiti di logica o il metalinguaggio, insomma tutte quelle abilità che servono per affrontare i primi apprendimenti. Così durante le mie ricerche mi sono imbattuta in Tablotto.
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Professione Logopedista: la preparazione del materiale riabilitativo
Fermo restando che credo sia possibile riabilitare anche solo con una matita e un foglio di carta e forse nemmeno quello, certo è che esperienza, organizzazione e prepararsi prima delle sedute riabilitative consenta un lavoro di qualità, meno fatica e stress e un po’ di divertimento in più, che lavorando con i bambini non guasta di certo. Avere una serie di “kit” già pronti, personalmente, è di grande utilità e riduce, a lungo termine, la fatica quotidiana che richiede prepararsi a una seduta. Per “kit” intendo una serie di attività/giochi/materiale illustrati/oggetti che abbiano una finalità comune.













