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Professione Logopedista: l’importanza del materiale riabilitativo
Lavoro con i bambini da quasi 20 anni, tuttavia ho sempre la necessità di avere materiale già pronto a disposizione per strutturare le sedute riabilitative e facilitarmi così il compito durante l’ora passato con il bambino. Ma non è solo questo; avere a disposizione il giusto materiale è anche molto buono per il bambino stesso che potrà lavorare sugli obiettivi (linguistici o cognitivi o attentivi) in tanti e svariati modi così da non annoiarsi e soprattutto facilitare la generalizzazione. Tanto più il bambino sa fare una cosa in modi e tempi diversi diversi, tanto più sarà abile nell’applicarla anche in contesti diversi, per esempio quelli di vita.
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Il disturbo specifico di linguaggio semantico-lessicale: quali strategie?
Spesso si pensa che il linguaggio corrisponda semplicemente ad un “dare etichette” agli oggetti e alle azioni. Il linguaggio è una corrispondenza di immagini mentali con distintivi tratti non solo fonologici, ma anche concettuali che sono connessi fra loro come una rete. Quanto più la rete concettuale è ricca di informazioni, tanto più il linguaggio sarà complesso. La semantica e il lessico sono componenti fondamentali del linguaggio, essenziali per la produzione, comprensione e organizzazione del linguaggio verbale e del pensiero. La competenza lessicale permette di apprendere e distinguere singole parole. La competenza semantica ci permette di arrivare al vero significato del linguaggio: categorizzare, concettualizzare e permette di fare rappresentazioni…
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Valutazione logopedica: come avviene e perché non temerla
Molto spesso le famiglie o gli utenti rimandano l’appuntamento con il logopedista come se la valutazione delle componenti linguistiche fosse un “mostro nero” che incute terrore a tal punto da idealizzare od immaginare questo incontro come invasivo per il bambino, o particolarmente spaventoso per gli adulti che vi accedono, come fosse un qualcosa di cui vergognarsi o qualcosa che serve necessariamente per apporre un ‘etichetta. In realtà la valutazione logopedica tiene sempre conto dell’età anagrafica del paziente e delle dinamiche necessarie per poter approcciarsi al meglio con il bambino.
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Bambini e problemi di linguaggio: 9 consigli pratici per famigliari e amici
“Silly Lions Hand Paint” eseguito durante una sessione di intervento precoce con un bambino di 20 mesi di Emanuela Breglia, Logopedista Bilingue In occasione del Mese della Logopedia 2016, vorrei dare un contributo che viene dalla mia esperienza con i bambini con bisogni speciali e le loro famiglie. Grazie al mio lavoro ho la possibilità di seguire da vicino le vicende delle famiglie e di tutto il micro-cosmo che ruota loro attorno. Proprio come ci si potrebbe aspettare, alcune dinamiche familiari sono piuttosto comuni, ma altre sono del tutto peculiari, perchè derivate dalla specifica condizione del bambino e dalle persone coinvolte.
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Il bambino disfonico: problemi di voce nell’infanzia
di Chiara Brunini, Logopedista – Centro Dedalo Siena Rauca, graffiata, con improvvisi e frequenti sbalzi di intensità; sono queste alcune delle caratteristiche della voce del bambino disfonico, spesso sottovalutate per la presenza di patologie ricorrenti a carico delle alte vie respiratorie in grado di mascherare il disturbo vocale. La disfonia nel bambino spesso è sintomo di una sindrome più complessa; di seguito vedremo quali sono le cause ed i fattori di rischio predisponenti ad un disturbo di voce nel bambino e perché è importante la rieducazione logopedica.
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La disprassia evolutiva tra complessità e soluzioni
di Debora Ielpo, logopedista Sempre più frequente il numero di piccoli che vengono comunemente riconosciuti e definiti come “non in grado di fare”; ci capita infatti, spesso, di sentire dalla bocca di genitori, insegnanti e compagni frasi e definizioni come: “è ancora incapace di allacciarsi le scarpe”, “questo bimbo è davvero goffo e pasticcione” o ancora “che tragedia vestirsi al mattino!!!”…
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Logopedia e scuola … uniamo le forze!
di Enza Lagalla, logopedista La legge 170 del 2010 relativa ai disturbi specifici d’apprendimento ha determinato un importante cambiamento del contesto operativo per la gestione dei DSA ed ha accresciuto la consapevolezza sociale di questi disturbi che riguardano molti studenti. Studenti che per anni sono stati accusati di essere pigri o troppo vivaci, poco attenti o scarsamente rispettosi delle regole. Alunni etichettati e demotivati, costretti a vivere da incompresi in un sistema che non era in grado di rispondere alle loro necessità e che non riusciva a capire la loro straordinaria diversità, portando spesso all’insorgenza di disturbi secondari come ansia, fobie, somatizzazione, comportamenti provocatori e isolamento sociale.
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I vantaggi del plurilinguismo e il ruolo centrale della L1
di Caterina Catalano, Logopedista “Ogni lingua dice il mondo a modo suo. Ciascuno edifica mondi e anti-mondi a modo suo. Il poliglotta è un uomo più libero”. Con queste parole, Rudolf Steiner, pedagogista austriaco vissuto tra la fine del 1800 e gli inizi del ‘900, anticipa di più di un secolo conclusioni su cui, solo da pochi anni, si trovano d’accordo esperti di linguaggio e ricercatori. Per molti anni, infatti, siamo stati accompagnati dal pregiudizio che l’esposizione a più lingue avesse un effetto negativo sullo sviluppo cognitivo e linguistico dei bambini; recenti ricerche hanno finalmente scardinato questa tesi, provando, al contrario, un vantaggio soprattutto in riferimento alle competenze definite generali…
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Mio figlio è disprassico …
di Enza Lagalla, logopedista *** Molti genitori arrivano presso il nostro centro di riabilitazione con diagnosi di disprassia accompagnati dallo sguardo smarrito di chi cerca di comprendere esattamente di cosa abbia bisogno il proprio bambino e come poterlo aiutare a casa. Per i genitori è molto importante capire che cosa sia la Disprassia, capire i bisogni specifici del bambino per aiutarlo in modo adeguato e creare un ambiente familiare positivo e per questo ritengo importante che i dottori e i terapisti spieghino in modo appropriato la Disprassia ai genitori. Facciamo innanzitutto un po’ di chiarezza…
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Professione Logopedista: saper dire di no
Penso che uno degli aspetti più complessi del nostro lavoro consista nell’ispirare nelle famiglie quella fiducia necessaria affinché si possano affidare a noi veramente. Ispirare questa fiducia non deriva solo dal fatto di essere preparati, aggiornati, educati ed accoglienti, ma credo che derivi soprattutto nel mostrare e spiegare con quanta più precisione ci è possibile come stanno le cose e come si possono affrontare.

















