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Cura dell’igiene nasale: nuovo pdf sul blog!
Clicca qui se vuoi avere l’ANTEPRIMA Oggi vi presento la mia ultima produzione “Cura dell’igiene nasale e prevenzione delle otiti nella prima infanzia”. Non è di certo la prima volta che vi parlo di queste tematiche, ma visto che mi scrivete in moltissimi per chiedermi come fare con questi nasi colanti, ho pensato di affrontare una volte per tutte la cosa e creare un documento completo ed esaustivo (spero) su tutto ciò che influisce sulla salute di orecchio – naso – gola dei vostri bambini (ma vale anche per gli adulti eh?!). Cosa troverete nel pdf:
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Perché essere Mamma mi ha reso una Logopedista migliore
di Rachele Chiaravalli, logopedista Avrei potuto scriverlo io, ma non l’ho fatto. Lo ha fatto invece la mia cara collega Rachele Chiaravalli, che mi aveva suggerito l’idea. *** E’ tanto che rifletto su questo … sono logopedista da ormai 15 anni e mamma da 2 anni e mezzo. Nella pratica della professione gli incontri con i genitori dei bambini che seguiamo sono momenti fondamentali della terapia. Sono momenti che arricchiscono la nostra conoscenza del bambino e che ci aiutano a focalizzare meglio gli obiettivi e le modalità più adatte per perseguirli. Infatti sono i genitori ed in particolare le mamme i primi conoscitori di quei piccoli uomini e piccole donne che…
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Il codice intimo del contatto: il linguaggio del neonato e la relazione di attaccamento
di Daniela Clemente, logopedista ed insegnante di massaggio infantile A.I.M.I. *** In questo articolo parliamo di un ambito molto importante e spesso sottovalutato ovvero la sfera comunicativa tra genitori e neonati in una fase della vita dei piccoli in cui le parole ancora non sono parte del “linguaggio”. Il bambino viene al mondo con l’intenzione precisa di entrare in relazione con chi si prende cura di lui e lo riesce a comunicare molto bene anche senza l’uso delle parole: il piccolo, attraverso i suoi segnali, quali il pianto, il sorriso, la mimica facciale, cerca di coinvolgere la madre o l’adulto che si prende cura di lui.
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“Il giusto respiro” di Andrea Di Chiara
In più occasioni abbiamo affrontato il problema del bambino respiratore orale, delle otiti, della cura dell‘igiene nasale; tutte tematiche legate tra loro e che sono intrecciate anche allo sviluppo del linguaggio. Quando conosco una nuova famiglia e un nuovo bambino, indago sempre la salute respiratoria e nasale del piccolo, direi che è un prerequisito all’inizio del trattamento, quello di avere un bambino che respira bene, sente bene e riposa bene. Se così non è inizio subito da lì, parallelamente al trattamento sul linguaggio.
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Professione Logopedista: a proposito di Trascrizione Fonetica
Oggi un post dedicato alle colleghe logopediste, soprattutto le giovani neo-laureate che forse ancora devono decidere quale strada prendere; sì perché la logopedia è una disciplina trasversale che si può occupare di svariate tipologie di disturbi dall’età pediatrica a quella geriatrica. Perciò una decisione, col tempo, andrebbe presa. Personalmente sono contro la “tuttologia”, ma è vero che è necessario sapere un po’ di tutto per potersi orientare anche nel campo che si sceglie; quando ho un dubbio, mi rivolgo a una collega specializzata in quel settore dove non sono preparata così a fondo come lo sono nel campo dei Disturbi del Linguaggio. Io ho scelto di lavorare con i bambini…
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La Comunicazione Aumentativa più che Alternativa
di Ilaria Fassetti. logopedista Molti logopedisti sono scettici sull’uso della CAA, lo ero anch’io! Il mio consiglio è sempre quello di approfondire prima i principi e i fondamenti di ogni metodo ed approccio, perché la validità di ogni strumento dipende soprattutto dall’uso che se ne fa. “La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) rappresenta un’area della pratica clinica che cerca di compensare la disabilità temporanea o permanente di persone con bisogni comunicativi complessi.” (Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa-Lombardia)
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Perchè essere logopedista?
di Caterina Puntieri, logopedista Perchè nel nostro lavoro c’è qualcosa che riempie la vita: si smette pian piano di fare il logopedista e si inizia ad ESSERE logopedista. Ogni ora passata con un paziente, che sia un momento di successo o di fallimento, ti arricchisce di esperienza professionale e, ma soprattutto di “esperienza umana”. Ogni successo diventa così non un successo professionale, ma una soddisfazione personale da condividere pienamente con il paziente. Il “piccolo” successo che voglio condividere con voi oggi, è il successo della piccola Claudia (nome di fantasia).
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Lettura amara
di Roberta Scotto Galletta, logopedista. Ottenni, novenni, quindicenni. Io sono logopedista e leggo da quando avevo tre anni. L’ottenne che ho davanti non ci crede: fino a ieri era bravo e nessun problema. Il novenne che m’arriva con il capo chino non capisce il perchè si debba per forza leggere per imparare. Il quindicenne vanta una lunga lista di insegnanti pietose. L’ottenne mi confida che l’asilo era bellissimo e i problemi sono iniziati con le lettere che ballavano, si giravano e che proprio non riusciva a ricordare bene. Il novenne ha imparato a memoria le parole ma sono troppe e non puo’ farlo con tutte. Si dispera.
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Difficoltà o Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA)?
di Viviana Gariuolo, logopedista “…quando è ora di giocare sei sempre pronto, mentre adesso che devi leggere…” Non è facile identificare quando in un bambino che legge male vi è un profilo deficitario e quando un semplice rallentamento nell’acquisizione di alcune competenze necessarie per apprendere a scuola. Proviamo a fare chiarezza.
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DSA ed Era Digitale: la Riabilitazione si rinnova per stare al passo con i tempi
di Debora Ielpo, logopedista Come spiegare e spiegarsi “ la Riabilitazione a distanza”. Cosa significa essere dislessici nell’era digitale? Le nuove tecnologie possono aiutare bambini e ragazzi con disturbo specifico di apprendimento? Verrebbe da rispondere di sì, ma fino a che punto? E in che modo? Per rispondere a queste domande dobbiamo partire da un’importante affermazione: nella maggior parte dei casi, in psicopatologia un disturbo è tale all’interno della società in cui si manifesta (Luci e Grandi 2012).


















